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… In treno con Guendalina Tavassi

Metti che è mercoledì e prendi il treno da Roma alle 11.15. Metti che ti passa accanto una fanciulla dall’aspetto familiare. Non riesci a riconoscerla subito, perché ha gli occhiali scuri e un cappello ben calato sulla testa. Ti basta guardarla meglio, però, per illuminarti d’immenso. Quelle forme prosperose, le labbra carnose, il geko portafortuna tatuato sulla spalla... Ma sì, è lei, Guendalina Tavassi! Cammina lungo i corridoi del treno, forse alla ricerca di una collocazione che la soddisfi. Le vai dietro, vuoi salutarla, pensi che magari ci scappa una chiacchierata: quale posto migliore di un treno? Poi la perdi di vista. Ma dov’è finita? Aspetti che torni. Aspetti. Stai per perdere le speranze e alla fine… Guenda torna. Occupa un posto singolo, non ha valigie con sé ma soltanto una borsa capiente. La stessa borsa che lascia incustodita per una ventina di minuti quando si alza nuovamente, forse per andare in bagno. Se ne infischia del rischio che la rubino: audace! Poi eccola ancora, si siede, le vai vicino.

LE FOTO DI GUENDALINA SUL TRENO

Ti presenti, lei sorride e saluta. Dal vivo è ancora più simpatica. Le chiedi qualche foto, Guenda accetta con estrema disponibilità. E’ di una bellezza vistosa, di quelle che ti restano impresse. Ha lo sguardo acceso. Astuto, anche. E’ diretta a Milano. Viaggia da sola, questo sembra un po’ strano. Chissà quante persone avrebbero pagato per andare con lei! Ma si sa, meglio soli che male accompagnati. Oppure… oppure sta facendo una fuga d’amore? Sta raggiungendo in gran segreto un uomo misterioso? L’ipotesi può essere plausibile, ed è pure estremamente romantica.

ALTRE FOTO DI GUENDALINA

Passa il tizio con il carrello delle bevande e delle vivande, Guenda lo ferma e compra un’insalata confezionata. Solo quella: basterà? E’ a dieta? Eppure lei è sempre stata una buona forchetta… Vero anche, d’altra parte, che le offerte gastronomiche sui treni sono tutt’altro che allettanti. Guenda mangia. Armeggia con il suo smartphone, scrive e legge messaggi. Poi si addormenta. Profondamente. E quell’immagine di lei che dorme è l’ultima che ti resta negli occhi. Perché il treno è arrivato alla stazione di Bologna e tu devi scendere. Non puoi neanche salutarla, mannaggia. Però è stato davvero un incontro bello…

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