Il “testimone” televisivo dell’omicidio di Roberta Ragusa è indagato, insieme alla moglie, per truffa dopo aver “venduto” un cellulare inviando a casa dell’acquirente una bottiglia di acqua.
Luigi Murò, 61enne siciliano che vive da anni a Pisa, è stato ospite di alcuni programmi televisivi dopo aver affermato di conoscere piste non seguite sul caso di Roberta Ragusa, la donna scomparsa la notte fra il 13 e il 14 gennaio 2012. L’uomo, di professione ambulante con una forte passione per gli intrighi, ha attirato l’attenzione della Procura ma non per le esclusive piste da lui rivelate a Pomeriggio 5. Murò e la moglie, Maria Grazia Rossi, di 57 anni, sono infatti indagati per truffa. Il “teste”, rimasto sempre e solo televisivo, si trova sotto processo con l’accusa di aver raggirato, mediante un annuncio messo su un sito internet, un acquirente che ha comprato il telefono in vendita nel comunicato.
Il potenziale cliente, interessato all’acquisto di uno smartphone, ha contattato il rivenditore e, dopo uno scambio di messaggi, ha inviato i soldi richiesti dall’annuncio di vendita: una cifra che si aggira intorno ai 500 euro. All’arrivo della confezione, l’acquirente ha aperto la scatola e vi ha trovato una bottiglia di acqua da mezzo litro. Il cliente ha denunciato la truffa alle forze dell’ordine, innescando così la macchina giuridica che ha portato Murò e la moglie ad essere querelati per truffa.
Ma chi è Luigi Murò? Un uomo con la passione degli intrighi, che oltre a “svelare” importanti rivelazioni sull’omicidio di Roberta Ragusa, in passato riferì di avere qualcosa da raccontare anche sulla sparizione di Emanuela Orlandi. Documenti definiti da lui esclusivi, in grado di ribaltare i diversi casi. Ostenta una vicinanza all’Arma dei Carabinieri e agli amici confida di essere un collaboratore. La sparizione di Roberta Ragusa è il caso che più di recente lo ha intrigato, tanto da spingerlo a cercare sponde sui media, non solo locali. La rivelazione di cercare la donna nel boschetto accanto alla stazione di San Giuliano Terme, dove, stando alla sua dichiarazione, un agente della polizia municipale di Pisa ha visto del terreno rimosso con un lembo di telo spuntare tra le erbacce. Murò si spacciava per l’uomo che aveva raccolto le confidenze dell’agente, ma a parlare in televisione vi era solo lui. Una visibilità probabilmente molto ricercata. Ora l’uomo insieme alla moglie dovranno difendersi dall’accusa di truffa. Nel frattempo vi ricordiamo che il corpo di Roberta Ragusa non è mai stato ritrovato e che del suo omicidio è stato condannato in primo grado a 20 anni di reclusione il marito Antonio Logli, accusato anche di distruzione del corpo della moglie.
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