Denise Pipitone: l’impronta digitale che riapre il caso?

Secondo Piera Maggio, la madre di Denise Pipitone, scomparsa ormai da 13 anni, gli inquirenti non hanno preso in considerazione un elemento importante per scovare la verità sul destino della sua bambina: l’impronta digitale di una manina.

Sono passati quasi 13 anni da quella terribile giornata in cui, il primo settembre 2004, scomparve Denise Pipitone. La bambina, all’epoca dei fatti aveva solo 4 anni, e svanì da Mazara del Vallo in circostanze ancora oggi misteriose. Le indagini non si sono mai fermate e gli inquirenti, nel corso degli anni, hanno percorso diverse piste ma le prove era troppo insufficienti. L’unica indagata era la sorellastra della piccola, Jessica Pulizzi, prosciolta definitivamente dall’accusa dalla Corte d’Appello di Palermo il 20 aprile 2017.

La madre di Denise Pipitone, nonostante la sentenza definitiva, non si è mai arresa. Piera Maggio, ascoltata la decisione dei giudici, si è messa alla ricerca di indizi e prove che le consentano di aprire una nuova battaglia legale. La donna non si da pace e, dal giorno della scomparsa della sua piccola, cerca la verità su quanto accaduto ed è determinata ad ottenerla. La mamma di Denise sta continuando ad indagare alla ricerca di qualche elemento in più sul destino della figlia, senza tralasciare ciò che è emerso dalle indagini degli inquirenti: verificando anche se c’è stato un qualche sbaglio nel corso di questi 13 anni. Con il suo legale, Piera Maggio ha riesaminato le 350 mila pagine che racchiudono le indagini sulla scomparsa della piccola. Ed è proprio tra queste ricerche che la donna ha trovato un elemento che potrebbe riaprire il caso.

Piera Maggio in questi mesi è convinta di esseri arrivata ad una pista concreta che gli inquirenti, in passato, hanno tralasciato: “Nel 2004 era stata rintracciata un’impronta digitale di una manina in un determinato luogo, che ancora non possiamo svelare, ma non doveva essere lì. Non sappiamo se appartiene a Denise o a qualcun altro, ma potremmo scoprirlo se fosse ancora possibile confrontarla con una impronta della bimba. Oppure si potrebbe estrapolare il Dna e compararlo con quello di Denise”. Inoltre, secondo la mamma della piccola, un altro aspetto ad essere trascurato sarebbe lo strano comportamento della vicina di casa di Anna Corona, mamma di Jessica Pulizzi. La donna all’arrivo delle forze dell’ordine si nascose in casa della vicina. Perché la Corona ha agito in questo modo? Perché si è nascosta? Domande alle quali, per il momento, non si ha risposta.

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Elisabetta Francinella

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