La mamma di Tiziana Cantone non si arrende ed è pronta a lottare contro tutti per ottenere giustizia per la figlia, vittima di una vera e propria gogna mediatica e non solo a causa della diffusione in rete senza il suo consenso di alcuni video hot. Una battaglia quella di Maria Teresa Giglio non solo per la figlia ma per tutte le donne vittime di quello che lei stessa definisce “femminicidio virtuale”.
Sono passati quasi due anni dalla morte di Tiziana Cantone, la ragazza di Mugnano suicidatasi dopo aver subito per più di un anno una vera e propria gogna mediatica e non solo a causa della diffusione in rete, contro il suo volere, di alcuni filmati hot che la vedevano protagonista. La mamma della giovane, Maria Teresa Giglio, non ha mai smesso di lottare per ottenere giustizia. La sua non è soltanto una battaglia personale ma è rivolta in favore di tutte le donne vittime, come proprio Tiziana, di un mezzo così veloce che usato malevolmente le danneggia nel profondo a tal punto da spingerle a suicidarsi.
Tiziana Cantone, dopo aver denunciato il fatto alle autorità competenti e non ottenendo dei miglioramenti, ha visto nel suicidio l’unica soluzione per sfuggire definitivamente a ciò che stava subendo. Purtroppo non è la sola in quanto ancora oggi la diffusione in rete senza il consenso della donna avviene, devastando quest’ultima che si trova ad essere attaccata per aver commesso quello che tutti gli esseri umani compiono nelle rispettive case con il/la loro partner. Un tradimento che devasta la persona vittima di tale atto. Un vero e proprio femminicidio virtuale, come la stessa Maria Teresa Giglio ha più volte ribadito nei suoi interventi in passato.
Proprio per questo motivo la mamma di Tiziana Cantone è convinta che chi ha spinto la figlia al suicidio deve pagare per ciò che ha fatto e per tali ragioni ha deciso di ingaggiare un pool di professionisti che possano portare avanti, insieme a lei, la battaglia per ottenere verità e giustizia per la morte della figlia. “La Giustizia per Tiziana serve a tutte le donne e in generale a tutta la società, per poter vivere in una società migliore – scrive Maria Teresa Giglio sulla raccolta fondi lanciata su GoFundMe – La raccolta fondi è quindi finalizzata a coprire le spese per i legali nominati e per i compensi per i vari consulenti tecnici che non si è potuto ancora nominare a causa della mancanza di disponibilità economica (sono una donna sola e in prepensionamento). Spero che mi aiuterete, l’8 marzo si avvicina e questo sì che è un atto concreto in memoria di Tiziana, una donna uccisa dalla mancanza di Giustizia. Il nome di Tiziana Cantone deve essere legato a una battaglia per la giustizia, e smettere di essere sinonimo di sopruso. Non chiedo di aiutarmi per un motivo egoistico, nessuno mi restituirà Tiziana. Vi chiedo di aiutarmi perché questa battaglia serve a tutte e tutti“.
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