Si riaccendono i riflettori sul caso di Roberta Ragusa e sulla sentenza in Cassazione del processo a carico del marito, Antonio Logli. L’uomo è accusato di aver ucciso e distrutto il cadavere della moglie. A concordare con la ricostruzione fornita dalla Procura sono state le Corti di primo e secondo grado. Come verrà giudicato in Cassazione? Antonio Logli è colpevole o innocente? Non ci resta che attendere la sentenza della Suprema Corte. Quest’ultima potrà o confermare la condanna a 20 anni di reclusione, oppure potrà ritenere che il processo nei gradi precedenti non sia stato svolto secondo le regole (vale a dire che non sia stata correttamente applicata la legge processuale), decidendo quindi o di annullare la sentenza, rinviando nuovamente a giudizio l’imputato, oppure (come avvenne per Raffaele Sollecito e Amanda Knox) senza rinvio, assolvendo così l’accusato. Qualora invece venisse confermata la condanna, per Logli scatterebbe l’arresto e la detenzione. Nel mentre però il marito di Roberta Ragusa continua a professarsi innocente e a sostenere la tesi dell’allontanamento volontario. Ipotesi ritenuta fantasiosa e illogica dalla Corte d’Assise di Firenze.
Storie Italiane è tornata sulla complessa vicenda mettendo inoltre a paragone il caso di Roberta Ragusa con l’analogo mistero riguardante Guerrina Piscaglia, la donna di 50 anni scomparsa da Ca’ Raffaello il primo maggio del 2014, il cui corpo non è mai stato ritrovato e della cui morte è stato condannato, in primo e secondo grado, a 25 anni di reclusione Padre Gratien Alabi. Ad essere oggetto di dibattito è stata la disparità di trattamento dei due imputati: Antonio Logli è attualmente libero, anche se ha l’obbligo di residenza nel comune di San Giuliano Terme e il divieto di allontanarsi dalle ore 21 fino alle 6; Padre Graziano è invece agli arresti domiciliari. Per le Corti, nel caso di Antonio Logli, non vi sono elementi per l’applicazione della misura cautelare detentiva, che solitamente viene applicata quando vi è il pericolo che l’indagato possa reiterare il reato in questione, o/e possa fuggire, o/e possa inquinare le prove. Cosa che evidentemente non è stata ritenuta valida per Padre Gratien. Entrambi i processi attendono con ansia il giudizio definitivo.
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