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Caso Roberta Ragusa: Antonio Logli, il giallo sugli scatoloni gettati via nel 2013: l’audio del fotografo

Sono trascorsi quasi sette anni dalla scomparsa di Roberta Ragusa. Il caso è stato ripreso nel corso di trasmissione Pomeriggio 5 giovedì 6 dicembre 2018. La donna e di Gello di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, fece perdere misteriosamente le sue tracce nella notte tra il 12 ed il 13 gennaio 2012. Questo dopo una lite con il marito Antonio Logli.

Logli è stato accusato di omicidio volontario e distruzione di cadavere, sebbene il corpo della donna non sia mai stato trovato. La condanna a 20 anni in primo grado giunge il 21 dicembre 2016, con rito abbreviato, confermata poi anche in Appello nel maggio 2018. L’uomo però ha sempre continuato a definirsi innocente 

Nonostante questo però, Logli si è sempre definito innocente respingendo ogni accusa. Il marito di Roberta Ragusa malgrado le due condanne continua a restare in libertà. Per i giudici dei due tribunali l’uomo infatti deve solo rispettare l’obbligo di residenza a San Giuliano Terme. Logli deve rispettare la prescrizione di non allontanarsi dal Comune di residenza nelle ore notturne. Questo quanto reso noto dalla rivista Giallo.

Il giallo degli scatoloni gettati da Antonio Logli

L’attenzione della puntata di Pomeriggio 5 oggi si è spostata su un fatto molto importante del passato legato al giallo di Roberta Ragusa. Era il 2013 e Antonio Logli è stato fotografato mentre gettava alcuni oggetti, presumibilmente della moglie scomparsa, contenuti in dei grossi scatoloni in un cassonetto distante circa dieci chilometri dalla sua abitazione. Il cassonetto però si trovava invece molto vicino alla casa di Sara Calzolaio, ex baby-sitter dei bimbi di Roberta ed Antonio, poi amante di quest’ultimo ed attuale compagna di Logli. A fare la segnalazione sono stati due fotografi, che avevano notato gli strani movimenti dell’uomo. Grazie ad un documento esclusivo di Quarto Grado, è andato in onda l’audio del fotografo che mentre scattava le foto in tono preoccupato chiamò le forze dell’ordine. Cosa avvenne davvero nel 2013 e cosa contenevano quegli scatoloni? Un giallo che, a distanza di sette anni, ancora continua a far discutere e rimane uno dei cold case più discussi. 

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