Marina non si dà tregua. La mamma di Marco Vannini cerca un movente, una spiegazione razionale che possa in qualche modo alleviare il dolore della sua enorme perdita. Ripercorre con la memoria quella tragica sera in cui suo figlio venne ucciso nella casa della fidanzata, Martina Ciontoli a Ladispoli. Quella sera di maggio di quasi 4 anni fa.
La mamma di Marco Vannini è convinta di un fatto: quel giorno suo figlio ebbe una discussione con Martina per motivi che riguardavano il futuro di Marco. Secondo Marina, il movente potrebbe essere proprio il concorso all’Accademia Militare a cui Marco aveva intenzione di prendere parte.
Il programma Segreti e Delitti andato in onda ieri sera su Canale 5 ha focalizzato l’attenzione sulle continue liti tra Martina e Marco che avrebbero coinvolto anche il padre di lei, Antonio Ciontoli. Quest’ultimo si era offerto per dare una mano a Marco al fine di riempire tutta la modulistica ma si scoprì successivamente che la domanda non era stata accolta per la presenza di un esame fisico che non era scaduto.
Lo zio di Marco, Roberto Carlini, si era offerto di aiutare Marco a riprovarci, notizia che Martina aveva scoperto proprio il giorno stesso della morte di Marco. La ragazza non la prese bene. Durante l’ora di pranzo Martina inizia a scrivere messaggi molto duri al ragazzo proprio per aver scoperto che Marco stava di nuovo tentando la domanda per l’accademia. A quei messaggi di Martina Marco non aveva risposto. Un attrito che, secondo mamma Marina, potrebbe aver alimentato le discussioni anche quella sera a cena dai Ciontoli.
Il 17 maggio 2015 a Ladispoli, in circostanze ancora tutte da chiarire, il giovane Marco Vannini viene ucciso da un colpo di pistola al torace mentre si trovava a casa della sua fidanzatina, Martina Ciontoli. La responsabilità dell’atto è stata assunta da Antonio Ciontoli, padre della ragazza di Marco. Il 26 ottobre 2017 si è tenuta un’ultima udienza sul caso ove per la prima volta in tribunale si è presentata Martina; ecco alcune dichiarazioni della giovane.
Il caso dell’omicidio del ventenne Maro Vannini è ancora pieno di lacune e ombre; il giovane di Cerveteri è stato ucciso da un colpo di pistola sparato da Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata Martina, mentre il giovane si trovava a casa Ciontoli, a Ladispoli, per trascorrere la serata con la sua ragazza e la famiglia di quest’ultima. Il giovane è morto dopo una lunga agonia e ad assumersi la responsabilità del gesto è stato l’ex Maresciallo della marina militare, ma tutti i familiari presenti la sera dell’omicidio sono stati imputati per concorso in omicidio volontario.
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