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Carlo Conti abbronzatissimo: ma perché si fa sempre le lampade? [FOTO]

Carlo Conti è uno dei conduttori italiani più noti e amati, grazie a un mix di savoir fare, simpatia e indiscussa professionalità. Perennemente abbronzato – non potrebbe vivere senza una lampada – Carlo è nato nel 1961 a Firenze e fin da ragazzino ha mostrato un temperamento assai vicino e un’autentica passione nell’attirare l’attenzione altrui: i suoi ex compagni di banco raccontano che si metteva in piedi sulla cattedra e faceva finta di essere un deejay. La sua carriera è cominciata proprio dalle radio private fiorentine alla fine degli anni Settanta, Conti ha lavorato con molte persone fra cui i suoi grandi amici Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni.

Carlo Conti e l’abbronzatura: un tormentone virale

Da ragazzo aveva una massa di riccioli neri e la pelle già parecchio olivastra… ma con il tempo la sua carnagione è diventata talmente scura da farlo sembrare sudafricano. Il colorito di Carlo Conti è diventato un tormentone virale; ad ogni sua apparizione pubblica e perfino durante le conduzioni dei vari programmi che lo vedono protagonista, il trend è solo uno: perché Carlo Conti è così scuro? Battute, tweet, hashtag, discussioni virtuali, vignette comiche; basta scrivere il suo nome sui social per trovare gruppi e topic spiritosi come #CarloContiPapaNero oppure #CarloContiAbbronzatissimo e ancora #CarloContiCheFaCose, e via con fotomontaggi ironici in cui viene paragonato a rapper americani, giocatori giamaicani di pallacanestro, e chi più ne ha più ne metta. 

Carlo Conti confessa: “Non riesco a non vedermi nero”

Dal canto suo Carlo Conti, con tutta la simpatia che lo caratterizza, da buon fiorentino qual’è, non ha mai fatto mistero della sua passione per la melanina. Anzi, è sempre in prima linea quando si tratta di ironizzare sul suo colorito particolarmente eccentrico. Ciò non toglie che il pubblico e tutti i fan si siano spesso chiesti come sia possibile vederlo sempre così scuro, a prescindere dalla stagione e dalla situazione. Carlo Conti quante lampade si fa? E soprattutto, perché? È stato proprio lui, ancora una volta, a raccontare cosa si nasconde dietro alla popolarità della sua carnagione:

La mia mania è sotto gli occhi di tutti. È l’abbronzatura. Ma sono fortunato: madre natura mi ha dotato di una pelle al limite dell’umano: non conosco la fase rosso aragosta, tipica di chi si è appena esposto al sole. Io passo direttamente dal color cappuccino al caffè nero. Così, appena ho qualche giorno libero, in qualsiasi stagione dell’anno, volo al caldo. Del sole non so proprio fare a meno, è una specie di necessità. Vedermi meno che nero no, non è da me, proprio non lo sopporto. E allora delle volte, in inverno, per regalarmi qualche tonalità di colore in più, oppure per prepararmi a un imminente viaggio esotico, lo ammetto, mi concedo una lampada. Però solo al viso”.

A chi si preoccupa per la salute della sua pelle, il conduttore dà una risposta precisa e rassicurante:

Cerco sempre centri specializzati, sto attento che usino macchinari certificati, sbircio su quale sia l’ente che ha eseguito i controlli. Poi mi concedo la mia lampada facciale, per non più di un quarto d’ora. Ma non sarà mica per quei pochi minuti l’anno di raggi ultravioletti che vorrete mettere in dubbio la mia abbronzatura naturale, no? Talmente naturale che a fine estate sono nero come la notte. Abbronzato sì, e tanto dunque, ma sempre con buon senso. Nella sacca del mare la crema protettiva, come mi ha insegnato mia madre, non manca mai. Solo che, quando gli altri, i primi giorni di esposizione, usano il fattore di protezione 50, io mi limito al 20. Anni e anni di esperienza mi hanno insegnato che c’è sole e sole”.

Scuro già da piccolino: “Che carino codesto figliolo, l’ha adottato? Si vede che arriva dall’Africa!”

Lo ribadisce con fierezza: è scuro sin dalla nascita. Ha avuto la fortuna di nascere con una carnagione predisposta all’abbronzatura, che gli consente di raggiungere, senza sforzi e senza ustioni, quel tipo di colorito che molti di noi non ottengono neppure rimanendo al sole per giorni interi. È talmente abituato a vedersi naturalmente abbronzato che, confessa, nelle stagioni fredde ricorre a qualche lampada (di troppo? forse) pur di non vedersi pallido. A quanto pare anche nei suoi ricordi d’infanzia sono molti gli aneddoti che già lo divertivano, proprio in merito al suo colorito. Eccone uno che ha raccontato recentemente:

“Diventavo anche da piccolo talmente scuro che un giorno, avrò avuto cinque o sei anni, una signora incontrandoci chiese a mia madre: ‘Che carino codesto figliolo, l’ha adottato? Si vede che arriva dall’Africa’. E io, risentito: ‘O signora! Guardi che sono fiorentino purosangue!’. La verità? Aveva ragione lei, da bambino diventavo nerissimo. Non so se è merito del fatto che, siccome sono debole di vista, ho sempre mangiato molte carote. Secondo le dicerie aiutano la tintarella.

Insomma, Carlo Conti vuole essere nero, ama la sua abbronzatura (più o meno naturale) e niente lo fermerà. Perfino a chi gli fa notare che un’eccessiva esposizione al sole rovina ed invecchia la pelle, lui risponde con il suo tipo spirito:

“Ormai ho 58 anni: qualche ruga in più, un po’ di grigio tra i capelli, sono una questione anagrafica. L’importante è restare giovani dentro!”

 

Photo Credits: Facebook e Twitter

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