La notizia della morte di Fred Bongusto è arrivata a testimonianza, l’ennesima, del termine di un’era. Il cantante e musicista, deceduto la notte del 7 novembre all’età di 84 anni, fu con ogni probabilità uno dei volti più amati dell’irripetibile stagione a cavallo degli anni ‘60 e ‘70. In quel periodo il musicista molisano rappresentò l’alternativa tradizionalista alle correnti influenzate dal rock anglosassone; vicino al concetto di canzone “confidenziale”, i suoi brani vocali e intimisti rappresentarono per un lungo periodo la colonna sonora del boom italiano.
A ricordare la scomparsa e l’importanza di Fred Bongusto sono dunque soprattutto i colleghi, che quel periodo lo hanno vissuto, e che arrivano a testimoniare l’importanza dell’artista scomparso. In una serie di dichiarazioni prontamente raccolte dall’AdnKronos, è dunque arrivato l’omaggio di altri grandi della canzone popolare e dell’intrattenimento italiano.
“Artista affascinante e moderno“, lo definisce Mogol, autore di diversi suoi brani. “Anticipò i tempi con la sua maniera di giocare con il timbro vocale, come si fa ancora oggi“. Gli fa eco Pippo Baudo, che dall’alto della propria autorità lancia un’iniziativa importante: “Sarebbe giusto che il prossimo Sanremo lo ricordasse con il rispetto che merita. È stato un grande“.
L’iniziativa sembra piacere anche ad Iva Zanicchi, che a sua volta si aggancia alle parole di Baudo ed incorona Fred Bongusto: “Sono d’accordissimo con il tributo a Sanremo. Devono farlo. Era un grandissimo interprete, un uomo dolce dalla voce profonda amatissimo dalle donne. Lui e Peppino Di Capri hanno fatto ballare l’Italia negli anni ’70“. Arriva anche qualche rivelazione in anteprima: “Avremmo dovuto fare un disco di duetti, ma non se ne fece mai nulla dopo che io vinsi Sanremo. Fu l’unico vero rammarico. È stata colpa mia“.
Il riferimento a Peppino Di Capri non è casuale: in coppia con Fred Bongusto, i due rappresentarono per un lungo periodo due volti dello stesso ambiente musicale, arrivando perfino a condividere i propri tour. “Ci univa una competizione gentile e generosa“, rivela oggi il cantante. “Era molto giocherellone, ti lanciava sempre delle frecciatine. Era più grande e faceva il maestro. È stato la vera voce del night, e ci lascia un patrimonio di successi che continueremo a cantare“.
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