Nell’ottica della sostenibilità e della rinnovata attenzione nei confronti del risparmio energetico, si è fatta largo sempre di più, nel corso degli ultimi anni, l’idea di turismo responsabile. Il concetto, semplice quanto importante, vuole opporre alle forme classiche di attività vacanziera inquinante e dispendiosa un’alternativa “sostenibile”.
Da qui l’ipotesi di una forma di turismo slegata dai classici meccanismi del divertimento e del consumo, che sappia riportare al centro dell’esperienza di viaggio la scoperta e il mettersi in gioco. Ecco dunque selezionate e suggerite cinque possibili mete vacanziere per il 2020, tutte rigorosamente estratte dalle opzioni del turismo responsabile.
La prima scelta è inevitabilmente la più semplice. Nel sempre variegato contesto naturale italiano, il trekking sta scoprendo in questi mesi un effetto mai avuto prima sul grande pubblico. Le Alpi sono in questo senso l’ipotesi più centrata, per ridare alla montagna la sua aura di invalicabilità da tempo smarrita. Tra Trentino, Austria e Slovenia, nel nordest italiano le scelte per un periodo di trekking di gruppo sono svariate.
Sempre nel contesto europeo, con un occhio ai “vicini” dei Balcani, l’Albania rappresenta la più interessante tra le mete emerse negli ultimi anni. Aiutato da un sorprendente boom economico, il Paese della Penisola offre uno scenario naturale tra i più suggestivi dell’Europa Meridionale. Potenziale prontamente intuito dagli organizzatori, per i quali l’ambiente montano albanese rappresenta l’alternativa più importante al classico turismo estivo greco.
La zona atlantica e caraibica non è per forza riservata alle tasche in grado di permettersi esperienze extralusso. Le nascenti economie del Centro America, quasi interamente rurali e solo in minima parte industrializzate, offrono contesti naturali ancora da valorizzare. Il Costa Rica preserva nel suo ricchissimo ecosistema ben 33 parchi naturali: le escursioni impegnative nella giungla tropicale sono ormai attrattive primarie.
Forse le prime zone al mondo ad aver intuito le potenzialità di un turismo ecosostenibile, i paesi del Sud-Est asiatico sono ormai da tempo una meta per i turisti più bisognosi di affrancarsi dai contesti urbani. Le alternative più in voga sono quelle del viaggio via terra, tra corriere e autostop, tra le giungle e i villaggi della zona: risvegliatasi dopo lunghi periodi di guerra civile, quella tra la Cambogia e la Thailandia è ormai una meta mondiale.
Per viaggiatori con pelo sullo stomaco e la voglia di mettersi in gioco, l’Africa centrale è sicuramente la più affascinante delle mete. Anche qui, i ricordi di stragi e sommosse popolari recenti hanno marchiato a fuoco l’immaginario occidentale; in realtà, da diversi anni le aride zone del Burundi e del Ruanda sono tornate sulla mappa del turismo umanitario. Le associazioni mirate a far conoscere e valorizzare le economie di tali zone sono sempre di più, e la richiesta sembra rispondere.
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