L’uomo supereroe esiste: 5 mutazioni genetiche gli regalano i poteri

Avete mai pensato di essere dei supereroi? Oppure avete mai guardato qualcuno e pensato che quest’ultimo avesse dei superpoteri? Alcune volte infatti avere dei poteri soprannaturali è possibile, ma non per magia: è tutta colpa della genetica. Avere una super velocità, non dormire sono alcuni degli effetti collaterali di alcune mutazioni genetiche.

I nostri geni decidono e scelgono molte cose per noi: dal colore dei capelli a che tipo di qualità fisiche o mentali avremo. Il nostro DNA – anche solo con impercettibili variazioni – potrebbe subire in realtà cambiamenti epocali e donarci alcuni super poteri. Ecco 6 mutazioni genetiche che rendono l’uomo supereroe reale.

Il gene della super velocità

Alcuni di noi sono dei grandi velocisti, non solo dopo lunghi allenamenti, ma anche grazie alla mutazione del gene ACTN3, che riesce a dare una maggiore capacità di “sprint” dei corridori a causa di una codifica di proteine. Quest’ultime regolano infatti le fibre muscolari.

Il gene che dice “No” al sonno

Sarebbe bello riuscire a sentirsi riposati e in perfetta forma solo con 3 o 4 ore di sonno e per pochi è realmente così. Per alcun varianti genetiche infatti, in particolare a carico del gene hDEC2, ci si sentirebbe velocemente rigenerati. Tuttavia questa “qualità” sembrerebbe appartenere a pochissimi e forse è meglio così, dato che dormire poco a lungo andare più compromettere la salute.

Il gene del braccio di ferro

Avere delle ossa indistruttibili è possibile, ma grazie al mutamento del gene LRP5 che a quanto pare rende lo scheletro particolarmente denso e immune a fratture. Avere questa mutazione genetica risolverebbe i problemi di molti, tuttavia lo stesso gene è anche implicato in anomalie di tipo opposto, che rendono le ossa più fragili.

Il gene che protegge il cuore

Anche i problemi cardiaci dipendono dai nostri geni, così come avere degli alti livelli di colesterolo e di grassi nel sangue. Esistono alcune mutazioni genetiche che rendono naturalmente immuni dalla malattie cardiovascolari: la variazione nel gene che codifica per la proteina di trasferimento lipidico (CETP) può aiutare infatti a contrastare il colesterolo cattivo e inoltre, la carenza di questa proteina favorisce la formazione del colesterolo buono.

Il gene che modifica il gusto

Esiste una mutazione genetica che cambia la sensazione di gusto e che porterebbe quindi ad aumentare la dose di zucchero consigliata nel caffè e nel cibo in generale e a prediligere alimenti privi di grassi. La variazione è del gene TAS2R38, colpevole di modificare la recezione dei sapori.

 

Sofia Alisi

 

Sofia Alisi

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