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Il calciatore licenziato per il Coronavirus: “Mi aspettavo una chiamata…”

Il Coronavirus sta modificando molte delle nostre abitudini, specialmente lavorative, e neanche i VIP sono immuni da questo disagio sociale. Ciò che è successo a Mickael Facchinetti, infatti, è successo anche a molti di noi. Il calciatore 29enne del Sion è stato licenziato, insieme ad altri nove giocatori rimasti senza contratto all’improvviso (Doumbia, Kasami, Djourou, Lenjani, Ndoye, Kouassi, Song e Zock). Mickael Facchinetti ha raccontato la vicenda ai microfoni di Gianluca Di Marzio:

Siamo rimasti scioccati, non ce l’aspettavamo. Su Whatsapp abbiamo ricevuto questo documento, dovevamo scegliere se ridurci o meno il salario e accettare la situazione. Non ci davano neanche 18 ore di tempo per pensarci. Siamo basiti.

Il calciatore Mickael Facchinetti: “Voglio solo chiarire”

Il calciatore prosegue, affermando di non aver ricevuto neanche una chiamata che lo avvisasse del licenziamento in maniera preventiva:

Io sono il primo ad aiutare, a venire incontro, a capire l’esigenza. Conosciamo l’emergenza e la situazione, ma ci aspettavamo almeno una chiamata. Una cosa del tipo, “ragazzi, è successo questo. Cosa ne pensate? Decidiamo insieme?”. E invece nulla. Io sono pronto a discuterne e a parlarne. Non ho mai avuto problemi con il presidente, voglio solo chiarire. in Svizzera scuole, cinema e teatri sono chiusi. Sono aperti solo supermercati e farmacie, non si possono creare assembramenti. Chi va a correre deve mantenere una distanza di due metri. Io sono a Sion, mi alleno e cerco di uscire il meno possibile.

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