Le famiglie reali d’Europa ci affascinano anche per le storie simili quasi alle trame da soap opera che leggiamo quotidianamente. Liti, storie d’amore, relazioni segrete e figli illegittimi, che di tanto in tanto compaiono per rivendicare la loro appartenenza alla famiglia. I reali inglesi lottano da anno contro un signore di origine australiana, che sostiene di essere il figlio di Carlo e Camilla, nato dalla loro relazione da giovani. Le richieste dell’uomo non sono state mai accolte dal tribunale inglese. Diverso, invece, il caso di Delphine Boel, che, dopo anni di dure battaglie legali, ha ottenuto la verità smettendola di essere la “figlia illegittima del re”. Adesso vuole essere una principessa.
Il caso di Delphine Boel riempie da anni le pagine dei giornali. La ragazza ha sempre sostenuto di essere la figlia illegittima del re (oramai ex re) del Belgio, Alberto II. Il suo caso risale al 1999, quando la regina Paola Ruffo di Calabria, sposa del re, aveva rilasciato pubblicamente la dichiarazione che ammetteva il tradimento del marito.
Secondo le sue rivelazioni, infatti, il re aveva avuto una relazione extraconiugale dalla quale era nata una bambina. Ben presto l’opinione pubblica si era concentrata sulla madre di Delphine, una baronessa sposata con il ricco imprenditore, Jacques Boel. Per essere riconosciuta la donna, oggi scultrice famosissima a livello internazionale, è ricorsa al tribunale.
Inizialmente il re del Belgio si è rifiutato di sottoporsi al test del DNA e di ammettere che quella ragazza fosse la figlia illegittima. Alla fine ha ceduto sotto minaccia del tribunale, che “prometteva” una multa di 5mila euro per ogni giorno in cui si sarebbe rifiutato.
Il test del DNA ha dato vittoria a Delphine Boel, riconosciuta ufficialmente come figlia di Alberto II. A gennaio è arrivato l’atto ufficiale con cui la donna è stata riconosciuta come la quarta figlia del Sovrano.
Ma adesso incalza un’altra richiesta, quella di ottenere il trattamento di Altezza Reale ed essere una principessa, come i suoi fratelli. Se la richiesta fosse accolta avrebbe diritto anche a un quarto dell’eredità reale. Secondo gli esperti, però, il tribunale non ha nessun potere di imporre a un Sovrano di concedere o meno dei titoli dinastici.
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