Può sembrare la trama di un nuovo film di fantascienza, eppure si tratta di uno studio condotto dalla NASA. Pare infatti che la ricerca, finanziata dalla nota agenzia governativa, sia giunta ad un’ulteriore scoperta circa l’aspetto degli abitanti di Marte. Il “pianeta rosso” infatti non sarebbe “abitato” dai classici extraterrestri dagli occhioni neri e il testone, che tutti abbiamo visto al cinema. Il loro aspetto, secondo gli studiosi, è più simile a un piatto di fettuccine.
“Is there life on Mars?“: così cantava David Bowie, chiedendosi se ci fosse vita sul pianeta rosso. Bruce Fouke invece è andato oltre. L’autore dello studio condotto dalla NASA ha parlato dell’aspetto dei marziani. Secondo lui è simile a un piatto di fettuccine. Dimentichiamo perciò ET e tutti quegli altri film che avevano ritratto gli extraterrestri in forma umanoide. Lo studioso, che lavora nell’Università americana dell’Illinois, ha spiegato anche il modo in cui ha strutturato le varie tappe della ricerca. Stando alle sue parole, si parte, in prima analisi, dallo studio dei fossili presenti sul pianeta rosso. Lo spunto per il progetto finanziato dalla NASA avrebbe avuto origine dall’osservazione del parco naturale di Yellowstone, uno dei più famosi del paese. Ecco infatti cosa è stato notato…
Il noto sito presenta infatti una celebre attrazione, il Mammoth Hot Springs, alla quale lo studioso finanziato dalla NASA avrebbe attinto per il suo studio. Questa mostra la presenza di particolari microbi che tenderebbero a formare rocce, assimilabili, per il loro aspetto, a delle fettuccine.
Fouke e il suo team di ricerca hanno quindi proceduto all’analisi dei piccoli organismi di Yellowstone. Secondo l’accademico sostenuto dalla NASA, il pianeta rosso ha una prevalenza di rocce di questa tipologia. Le sue parole tuttavia devono ancora trovare conferma, per via della mancanza di fossili provenienti dal pianeta rosso. Ciononostante, i risultati sono stai pubblicati sulla rivista Astrobiology. L’importanza risiede nel fatto che si tratti del primo studio con questa impostazione. Sulfurihydrogenibium yellowstonense, questo il nome del microorganismo, potrebbe essere un indizio importante? Non ci resta che aspettare.
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