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Perché le persone si rasano la testa in quarantena? La scienza rivela: dipende da…

Spiegate le ragioni del nuovo trend nato durante la quarantena.

Gli scorsi mesi hanno portato ciascuno di noi a dover riadattare le proprie abitudini. Tuttavia, c’è da ammettere che, almeno all’inizio, non sia stato semplice per molti. Il passaggio, repentino ma necessario, alla quarantena ha infatti manifestato diverse reazioni. Una di queste, che ha riguardato un numero sempre crescente di persone, è consistita in una pratica singolare: rasarsi la testa. Per spiegare l’origine del gesto è intervenuta la scienza, che ha fornito una serie di ragioni. Ecco quindi da cosa dipenderebbe.

Quarantena, la testa rasata è un trend: la scienza spiega il perché

Come Tommaso Zorzi che ha deciso di dare un taglio netto ai suoi capelli nella casa del Grande Fratello Vip, anche altrove il trend sembra andare per la maggiore. La nuova moda, che ha assistito a un’implementazione durante i mesi di quarantena, ha alla base diverse ragioni. Daria Kuss, responsabile del corso di Cyberpsicologia presso la Nottingham Trent University, ha deciso di spiegarle sul tabloid Metro.

L’esperta afferma: “Alcuni individui possono decidere di voler radersi la testa durante la quarantena per motivi legati alla noia e alla frustrazione. […] La possibilità di non poter incontrare i propri colleghi, gli amici e la famiglia faccia a faccia per il prossimo futuro, può preparare un terreno fertile a sperimentazioni dell’aspetto esteriore“. Tali cambiamenti, tuttavia, dipenderebbero più dalla difficoltà a incanalare una gran quantità di energie nel modo giusto e non da una reale volontà di diversità. L’azione, inoltre, potrebbe essere sintomatica di ulteriori fattori.

La quarantena e la volontà di alleggerirsi da un peso superfluo

Come prosegue la dottoressa Daria Kuss, la quarantena avrebbe comportato una crescente impulsività, che nella “testa rasata“, vede solo uno dei principali effetti. Un’altra grande manifestazione è costituita anche dallo shopping compulsivo, di matrice non poi così lontana dal taglio a zero. Stando infatti alle parole dell’esperta: “Essere bloccati per lunghi periodi di tempo può effettivamente portare ad una maggiore impulsività in alcuni individui, in particolare quelli che possono avere una maggiore probabilità di impegnarsi in comportamenti impulsivi in ​​primo luogo”. Ultima ragione, ma non meno importante, dipende dal senso di comunità. Il fatto che molti abbiano immortalato il nuovo taglio, durante la quarantena, ha infatti spinto all’emulazione. In tale ottica, si è anche creato un forte senso di appartenenza.

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