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Torna “L’amore strappato” con Sabrina Ferilli su Canale 5 da mercoledì 10 febbraio

Torna una serie televisiva di enorme successo che porta la firma di Ricky Tognazzi e Simona Izzo

Mercoledì 10 febbraio, in prima serata su Canale 5, torna “L’amore strappato”, la serie tv campione d’ascolti con Sabrina Ferilli, ispirata a una storia vera. La fiction, prodotta da Jeki Production, e diretta da Ricky Tognazzi e Simona Izzo, racconta di un clamoroso errore giudiziario. Una bambina di sette anni viene strappata alla sua famiglia. La mamma, interpretata da Sabrina Ferilli, lotta con tenacia, coraggio e determinazione per riavere la sua bambina e dimostrare l’innocenza del marito, Enzo Decaro, ingiustamente accusato di molestie.
“L’amore strappato” è liberamente ispirata al libro “Rapita dalla Giustizia”, scritto dalla protagonista ormai più che ventenne Angela Lucanto, insieme a Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri.

Torna “L’amore strappato” con Sabrina Ferilli, diretto da Ricky Tognazzi e Simona Izzo

Una storia dura e difficile da raccontare quella di “L’amore strappato”. Sabrina Ferilli ne aveva parlato profusamente durante un’intervista a Famiglia Cristiana: “Avevo letto il libro di Angela. Durante le riprese non ho voluto incontrarli, perché non volevo farmi influenzare nell’interpretazione. L’ho fatto ora ed è stato molto emozionante vedere la loro dignità. Salvatore, il padre, mi ha detto che la sofferenza maggiore l’hanno ricevuta dalle persone più vicine. Amici, colleghi di lavoro che da quando lui è stato accusato hanno fatto terra bruciata attorno a loro”.

Poi ha specificato le proprie emozioni e le proprie sensazioni in merito alla storia de “L’amore strappato”, che andava a interpretare. Ha avvertito forte l’impotenza dei protagonisti. Così come l’impossibilità di agire nei confronti degli errori giudiziari: “Si è innescato un meccanismo fatto di errori giudiziari, di burocrazia, di gente sorda a ogni buonsenso che ha iniziato a travolgerli: chiunque decideva al posto loro. Un meccanismo assurdo, come dimostra il fatto che per fare riavere il loro cognome alla figlia sono stati costretti ad adottarla”.

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