L’Italia deve fronteggiare in questi giorni di inizio marzo quella che gli esperti definiscono una “netta accelerazione dell’epidemia“, stando a cifre e dati dell’ultimo report settimanale dell’Iss (Istituto superiore di sanità) e del ministero della Salute. L’incidenza nazionale dei nuovi casi sfiora i 200 – è pari a 194,87 per 100.000 abitanti – con una previsione di ulteriore peggioramento. La prossima settimana potrebbe raggiungere quota 250.
L’incidenza nazionale nella settimana di monitoraggio fra il 22 e il 28 febbraio si allontana da livelli – 50 casi per 100.000 abitanti – che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e del tracciamento dei loro contatti. Anzi si avvicina, appunto, alla soglia di 250 casi per 100mila abitanti. L’Rt medio nazionale raggiunge quota 1,06. La scorsa settimana il valore era a 0,99.
Si apprende intanto che da lunedì prossimo 8 marzo Veneto e Friuli-Venezia Giulia passeranno da giallo in arancione. La Lombardia è già in arancione rafforzato. Il presidente Attilio Fontana: “Comprendo benissimo che una cosa di questo genere crea disagi, ma dobbiamo anticipare i contagi”. La Campania va verso la zona rossa, così come l’Emilia-Romagna.
Il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% contro il 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in risalito da 2.146 della settimana scorsa a 2.327 (il dato è al 2 marzo). Tra marzo e dicembre 2020 si sono osservati 108.178 decessi in più rispetto alla media dello stesso periodo degli anni 2015-2019 (21% di eccesso), volendo stimare l’impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità totale.
Il contributo più rilevante all’eccesso dei decessi 2020, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è dovuto all’incremento delle morti della popolazione dagli 80 anni in su che spiega il 76,3% dell’eccesso di mortalità complessivo. In totale sono decedute 486.255 persone dagli 80 anni in su (76.708 in più rispetto al quinquennio precedente). L’incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni in termini assoluti rispetto al dato medio 2015-2019, è di oltre 20 mila decessi (totale di 184.708 morti nel 2020).
Il bilancio della prima fase dell’epidemia, in termini di eccesso di decessi, è particolarmente pesante per la Lombardia (+111,8%). Per tutte le altre regioni del Nord l’incremento dei morti del periodo marzo-maggio 2020 è compreso tra il 42% e il 47%. Solamente il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno un eccesso di decessi più contenuto (+19,4% e +9,0%). Al Centro si evidenzia il caso Marche (+27,7%), regione che si distingue rispetto all’incremento medio (+8,1%).
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