La moda non lavora mai da sola, talvolta si avvale del supporto di artisti ed è da qui che prende spunto il sodalizio fra Elsa Schiaparelli e Salvador Dalì. Lei celebre costumista italiana naturalizzata francese; lui virtuoso pittore e cineasta spagnolo. È dall’unione di due menti brillanti e visionarie che è nata questa collaborazione di cui si parla ancora oggi, sotto forma di un abito con una preziosa aragosta disegnata per tutta la lunghezza della gonna.
Si sono incontrati quando ormai la loro fama era ben nota nel mondo. Elsa Schiaparelli è cresciuta sognando il cinema, voleva diventare un’attrice e scappare a Hollywood, ma l’influenza della famiglia la spinse a ripiegare sulla poesia. Fu spedita in un collegio svizzero e, in preda alla ribellione, la giovane Elsa – con un matrimonio alle spalle con un lord londinese – scappò dapprima a New York e poi a Parigi. Qui ebbe modo di frequentare le giuste compagnie, tramite le quali si avvicinò al mondo dell’arte e, soprattutto, della moda. Fu a Parigi che aprì il suo primo atelier e dimostrò sin da subito la sua voglia di fare. Ad Elsa Schiaparelli fa riferimento la prima gonna pantalone così come il colore rosa shocking. E fu sempre a Parigi che la stilista, ormai affermata, conobbe Salvador Dalì.
Pittore eccentrico, disegnatore e scrittore ma anche cineasta e fotografo, Dalì era conosciuto soprattutto per il suo stile eccentrico. E, combinando la loro arte fuori dagli schemi, nacque un abito nel 1937 che contiene un pezzo di storia. Su un abito da sera di seta bianco, il pittore disegnò un’aragosta arancione che dal bacino accarezzava tutta la lunghezza della gonna. Quell’abito fu indossato per la prima volta da Wallis Simpson, che aveva un occhio di riguardo per la moda e teneva moltissimo allo stile.
Ma la prima creazione Schiaparelli-Dalì nacque nel 1935: un portacipria laccato nero a forma di quadrante del telefono. Un tema che riprenderanno più avanti, anche per realizzare borse.
Ma se l’abito con l’aragosta è passato alla storia, il sodalizio Elsa Schiaparelli Salvador Dalì si conferma anche con l’invenzione del cappello-scarpa, nato proprio da un disegno dell’eccentrico pittore con un tacco rosa shocking. Dei loro lavori oggi ricordiamo anche il tailleur con le tasche che ricordavano la forma dei cassetti così come i bottoni a forma di maniglie.
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