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Viaggi all’estero: le 5 lingue più difficili da imparare per un italiano

Dagli idiomi alla grammatica più complicata per un neofita delle lingue straniere

Conoscere le lingue straniere è, senza dubbio, il primo mezzo utile per poter viaggiare all’estero e non doversi trovare smarriti o spaesati. La bella stagione, del resto, è sinonimo di vacanza; spesso, però, si è portati a scegliere una meta, rispetto ad un’altra, proprio per la presunta difficoltà che si potrebbe riscontrare a comunicare con la gente del posto.

Al di là dei timori e dalla scarsa intenzione di cimentarsi nell’apprendimento di una nuova lingua, esistono, tuttavia, delle lingue che (in questo caso per gli italiani) sono assolutamente più difficili da imparare. Se lingue come lo spagnolo, ad esempio, sembrerebbero più facili da apprendere per gli italiani (data la grammatica piuttosto similare), altre lingue sono più complesse, se non fosse altro perché appartengono a ceppi totalmente diversi.

Le lingue più difficili per gli italiani

Per essere pronti ai viaggi all’estero è interessante sapere quali lingue possano essere di più difficile apprendimento e comprensione rispetto ad altre. Partiamo dal tedesco; se si sta pensando ad una vacanza in Germania, è utile sapere che la lingue parlata dai tedeschi ha una grammatica complessa, oltre alla difficoltà per i madrelingua italiani di pronunciare alcune parole. Anche la Lituania potrebbe essere una meta affascinante; tuttavia, il lituano è ricco di declinazioni e coniugazioni molto complesse. Persino la Russia ha una lingua particolarmente complicata per gli italiani; il russo, infatti, si compone di una varietà d’accenti, un alfabeto diverso da quello italiano e una grammatica irregolare.

Concludiamo poi la lista delle lingue più difficili da imparare rimanendo in Asia; il giapponese e il cinese mandarino sembrano essere, in assoluto, tra le lingue più complicate per un madrelingua italiano. In Giappone esistono più di 10.000 caratteri, inoltre, la struttura della frase è gerarchica ed esistono ben due alfabeti. In Cina, invece, il significato delle parole può variare a seconda del contesto; esistono quattro toni diversi e l’alfabeto è totalmente diverso dall’italiano. Del resto, sembra che il cinese mandarino sia talmente complesso che, date le molteplici variante regionali, anche i cinesi potrebbero aver qualche difficoltà a capirsi.

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Francesca Perrone

  • Cultura, Ambiente & PetsMessinese trasferita a Roma per gli studi prima in Scienze della Comunicazione Sociale presso l'Università Pontificia Salesiana, con una tesi su "Coco Chanel e la rivoluzione negli abiti femminili", poi per la specializzazione in Media, Comunicazione Digitale e Giornalismo alla Sapienza. Collabora con l'Agenzia ErregiMedia, curando rassegne stampa nel settore dei rally e dell'automobilismo. La sue passioni più grandi sono la scrittura, la moda e la cultura.
    Responsabile dei blog di VelvetMAG: VelvetPets (www.velvetpets.it) sulle curiosità del mondo animale e di BIOPIANETA (www.biopianeta.it) sui temi della tutela dell'ambiente e della sostenibilità.

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