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Francesca Neri: gli esordi, il matrimonio e la malattia [FOTO]

L'attrice di recente ha reso noto uno dei suoi più intimi segreti che l'ha portata ad accarezzare il suicidio

Dopo aver conquistato numerosi Nastri d’Argento; Francesca Neri ha deciso di passare dall’altra parte della macchina da presa e di intraprendere il ruolo di produttrice cinematografica. Quel fisico sottile ed il broncio che ha caratterizzato nel tempo i suoi punti di forza, hanno arricchito la personalità delle donne che ha interpretato negli anni. Ma, come dicevamo, il suo essere presente su una pellicola, non è stato costante.

Il grande debutto sul grande schermo

L’esordio è avvenuto nel 1987 con la pellicola Il grande Blek davanti alla macchina da presa di Giuseppe Piccioni. Negli anni successivi sono arrivate altre proposte cinematografiche come, solo per citarne alcune Pensavo fosse amore…invece era un calesse di Massimo Troisi; film che le ha permesso di ottenere nel 1992 il Nastro D’Argento come Miglior attrice. Ma uno dei suoi set migliori, reali potremmo dire, è il palcoscenico della vita privata che ha incrociato la strada dell’attore romano, Claudio Amendola attorno alla metà degli anni ’90. I due si sono sposati nel lontano 2010 a New York, diversi anni dopo la nascita di Rocco, il loro unico figlio, e il loro amore, da allora cresce sempre di più.

Dopo le recenti parole commosse di Claudio Amendola durante l’intervista nel salotto di Silvia Toffanin, il quale, in maniera diretta, ha raccontato come sta vivendo Francesca Neri la malattia che l’ha colpita nel 2015. Una confidenza che si è consumata negli studi di Verissimo; e che ha portato la stessa attrice e sceneggiatrice a spiegare i dettagli in una recente intervista resa nota al Corriere della Sera.

Francesca Neri, un presente oggi rivelato [FOTO]

Si è messa a nudo in un modo spietato, solo come lei sa fare, con la stessa abilità con cui ha messo nero su bianco il rapporto devastante con la madre e la malattia che le ha cambiato la vita. Più che un autoritratto edito da Rizzoli, per Francesca Neri la sua ultima fatica è un’autogeografia. Una mappatura dell’anima in cui cita il cinema, ma non troppo, e il racconto intimo del suo vissuto.

“È stato impossibile. Volevo essere lasciata sola – ha raccontato Neri parlando della cistite interstiziale che per tre anni si è manifestata clinicamente acuta – Dovevo proteggere Claudio e Rocco, mio figlio, altrimenti non ce l’avrei fatta nemmeno io, che sono il capofamiglia che si occupa di tutto”; ha continuato l’attrice ponendo poi lo sguardo su una sensazione che ha provato in quel periodo: Ho accarezzato l’idea del suicidio. Ho passato mesi a giocare a burraco online di notte. Il mio lockdown è durato tre anni”.

Ora, Francesca, ha trovato un equilibrio, fatto di tante attenzioni. Ha cominciato a privarsi di cose che potevano scatenare una reazione; come per esempio l’aria condizionata, alcuni cibi, il caldo. Ma crediamo anche che alcune situazioni spesso, siano più complicate da affrontare se accanto non ci siano persone che hanno i modi giusti nel stare accanto. Con un certo tatto, con una certa distanza; esattamente come probabilmente avrà fatto Claudio Amendola.

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