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Stefano Accorsi compie 51 anni e quel “credo” continua a segnare l’esordio di una grande carriera

Le pellicole iconiche di Muccino, Ozpetek e Ligabue. Il matrimonio con Bianca Vitali e l'impegno dell'attore bolognese

Uno degli interpreti più amati in Italia compie oggi 51 anni. Parliamo di Stefano Accorsi, attore tra i più conosciuti del cinema italiano degli ultimi decenni. Nato il 2 marzo del 1971, fin dai primi Anni ’90 risulta d’essere uno fra i più poliedrici, capaci di variare tra le sfumature dell’arte della recitazione passando dal teatro allo schermo televisivo e cinematografico. 

Cresciuto a Bagnarola, frazione di Budio, Accorsi frequenta il liceo scientifico Sabin e si iscrive contemporaneamente alla Scuola di teatro Alessandra Galante Garrone dopo l’esperienza sul set con Pupi Avati nel film Fratelli e sorelle. Il 1992 è l’anno del suo esordio che diventa base solida per una carriera che segna ben 49 produzioni cinematografiche, 13 televisive, compresa l’ultima dal titolo Vostro Onore. La serie è in onda dal 28 febbraio al 21 marzo 2022 su RaiUno.

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Se il ’92 è l’anno del suo esordio, nel ’95 partecipa a diversi spot pubblicitari. Indimenticabile il “du gusti megl che uan”. Una battuta che riporta alla memoria la pubblicità del noto gelato Maxibon, diventata poi un tormentone. Ma Accorsi appare anche nel videoclip della storica band 883 per il brano Una canzone d’amore. Da quel momento, cominciano ad arrivare le prime grandi esperienze che danno all’attore bolognese il meritato successo. Ricordiamo Alex nel film Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1996), pellicola tratta dall’omonimo romanzo dell’autore Enrico Brizzi, e Radiofreccia (1998). Qui Stefano Accorsi interpreta il dj radiofonico degli Anni ’70, morto di overdose. Il personaggio che al giovane attore vale poi il David di Donatello come Miglior attore protagonista, rappresenta il cuore pulsante dell’intera pellicola che detta l’esordio alla regia del rocker Luciano Ligabue.

Accorsi simbolo del successo di Muccino e Ozpetek

La carriera dell’attore prende velocità grazie a progetti sempre più ambiziosi e altrettanto di spicco. Fra i tanti registi, non possiamo non citare coloro che insieme ad Accorsi hanno creato un vero e proprio sodalizio artistico. Con Gabriele Muccino per L’ultimo bacio, Baciami ancora e A casa tutti bene. Con Ferzan Ozpetek Stefano lavora sui set di Le fate ignoranti, Saturno contro e La dea fortuna. Un altro grande attore-regista che lo sceglie spesso è Michele Placido. Accorsi è fra i protagonisti di alcuni suoi film, quali: Un viaggio chiamato amore, Ovunque sei e Romanzo Criminale.

Si aggiudica poi la Palma d’Oro al Festival di Cannes per il film di Nanni Moretti del 2001 dal titolo La stanza del figlio. I volti ai quali presta il suo sono tanti. Altri personaggi negli ultimi tre decenni ha interpretato Accorsi, totalizzando numerosi film. Da Andrea Straniero nel film Santa Maradona a Loris De Martino in Veloce come il vento di Rovere e al fianco dell’attrice Matilda De Angelis. Iconico infine il ruolo della bellissima trilogia 1992 -1993-1994, dove racconta mirabilmente davanti e dietro la telecamera cosa è stata Tangentopoli.

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Una vita privata, tre storie importanti

La vita sentimentale di Stefano Accorsi è legata principalmente a tre donne con le quali ha vissuto tre storie altrettanto importanti. Dal 1998 al 2003 è stato fidanzato con la collega, nonché famosa attrice Giovanna Mezzogiorno. Successivamente, per ben 10 anni ha vissuto una lunga storia d’amore con Laetitia Casta. Con la modella e attrice francese ha avuto due bambini nati rispettivamente nel 2006 e nel 2009 chiamati Orlando e Athena.

Pochi anni dopo invece, l’attore intraprende una relazione con Bianca Vitali sposandola poi nel 2015. Una relazione che ha dato alla luce Lorenzo e Alberto. Ma oggi Stefano Accorsi non è soltanto un attore. In molti ricordano per esempio la sua esibizione del 2009 al Festival di Sanremo. Per onorare la memoria di Fabrizio De André intona Bocca di Rosa con Claudio Santamaria e la P.F.M. Accorsi è anche scrittore e dal 2020 ambasciatore della Regione Emilia Romagna interpretando alcuni spot per la promozione del territorio. Una carriera e una vita privata di profonda intensità quella dell’attore bolognese, che vogliamo omaggiare con un monologo, un Must del cinema italiano che fa proprio così: “[…] Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards”. Ascoltiamo Freccia, quando nel pieno di una notte qualunque ammette di credere in qualcosa. Ma se Freccia tornasse, oggi, crederebbe ancora in qualcosa?

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