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Gratta e Vinci, si possono riconoscere i biglietti vincenti? La verità

La verità, le credenze e i miti del tagliando che fa sognare gli italiani di diventare ricchi

Oggi hai giocato? E allora non sei italiano. Le statistiche dicono che siamo una delle popolazioni che maggiormente si divertono a tentare la sorte. Ce n’è per tutti i gusti e le tasche: dal vecchio Lotto al Totocalcio, che ormai non piace più. Perché si può scommettere su tutto: dal calcio a Sanremo, sia nei centri scommesse che comodamente da casa al telefonino.Nel 2020 nonostante l’impatto devastante della pandemia che ha letteralmente chiuso i giochi, questa industria ha comunque fatturato a livello mondiale circa 500 miliardi di dollari, con l’online a farla da padrone. E se nel 2019 gli italiani tentavano la sorte spendendo ben 19,4 miliardi di euro, lo scorso anno complice la crisi la spesa è scesa a 15 miliardi. Il vero dato impressionante è che nonostante il calo importante, il comparto nel complesso ha generato lo stesso volume di raccolta  – circa 110 miliardi di euro – perché vi chiederete? Per due ragioni una tecnica e noiosa che riguarda il pay out (quanto devono pagare per legge il gioco legale, n.d.r.) dei giochi online; la seconda di puro comportamento: gli italiani spesso rigiocano immediatamente quello che vincono. E a cosa? Il principe dei giochi è senza dubbio il Gratta e Vinci.

I tagliandi del 1997 – PAL ALESSANDRO BIANCHI / @ANSA

Gratta e Vinci, quanto giocano gli italiani?

Lo scorso anno le lotterie istantanee Gratta e Vinci hanno registrato, complice il fatto che per molti mesi era uno dei soli giochi non toccato dalle restrizioni per la pandemia, un balzo spaventoso. Sono passate da 8,1 a 12,9 miliardi di raccolta, con un incremento del +59,2%. Quindi gli italiani ci credono al sogno di vincere, diventare milionari, turisti per sempre, come recitavano i gingles di alcuni di questi fortunatissimi tagliandi. Ora vietati da una legge dello Stato. Sono diffusissimi, quindi, anche se ricordiamo che giocare è vietato al di sotto dei 18 anni d’età, ci giocano praticamente tutti viste le cifre di raccolta. E ce n’è per ogni tasca: da 1 a 20 euro. E, spesso, visto che la vincita è esattamente uguale alla spesa, la tentazione di rigiocare è fortissima, praticamente la prassi.
Thanasis Papazacharias @Pixabay

Quanto si vince con i Gratta e Vinci?

Il sito dei Monopoli di Stato parla chiaro è vincente un tagliando su 3,36, mentre il valore complessivo medio della restituzione in vincite può raggiungere il 75% dell’incasso. Ma c’è una matematica complessa: il valore dei premi definito a monte ad ogni stampa di milioni di biglietti sa quanti saranno i premi milionari (pochi) e quanto saranno esattamente la spesa del tagliando stesso (la maggior parte). Quindi venduti tutti i biglietti stampati in quel lotto, le vincite complessive ammonteranno al 75% dell’incasso totale. Come potete capire, a meno di truffe, severamente punibili per legge, è praticamente come isolare una goccia nel mare.

Pixabay

In passato, all’esordio di questo gioco, esisteva la certezza che una certa somma di tagliandi vincenti fosse presente in ogni pacco di Gratta e Vinci. Ora non è più così, ma questa credenza è assai difficile da sradicare. Poi va considerato anche il pensiero magico, che ci portiamo dentro, e che spinge a rigiocare: perché ti è toccato in sorte il numero vicino a quello vincente, perché quel tabaccaio porta fortuna. La fortuna è fortuna: e quando giochi – almeno legalmente – l’unica certezza è quanto spendi. Per grattare devi spendere. Se vinci lo decide solo la fortuna.

Ettore Mastai

Redazione interna - Esteri, Economia, Arte, Sport

Giornalista professionista specializzato in politica estera ed economia. Si è laureato con lode nel 2007 con una tesi sulla rivoluzione Khomeinista. Negli anni dell'università ha coltivato la sua passione per la scrittura sportiva e per i temi del gambling. Per l'agenzia di stampa nazionale AGV News-Il Velino ha curato la sezione di Giochi e Scommesse e di Ippica e dintorni. Spesso si è occupato anche di politica nazionale in relazione ai suoi campi di azione giornalistica.