Mauro Corona vive a Erto, un piccolo borgo di montagna in provincia di Pordenone, nel cuore delle Alpi Carniche. Scrittore, scultore e alpinista, ospite fisso di È Sempre Cartabianca, ha scelto di non andarsene mai — e il perché è una storia bellissima.
La risposta breve? Erto, provincia di Pordenone, Friuli-Venezia Giulia. La risposta lunga è molto più affascinante. Erto è un borgo di poco più di 350 anime incastonato tra le Dolomiti e le Alpi Carniche, a pochi chilometri dal confine con il Veneto. Un posto che sulla cartina sembra quasi un errore tipografico, ma che per Mauro Corona è semplicemente casa — l’unica possibile.
Nel cuore di questo paesaggio di roccia, boschi e silenzio, Mauro Corona ha costruito (o meglio: scelto di non abbandonare) la sua esistenza. La sua casa non è un rifugio romantico da weekend: è il centro di gravità permanente di un uomo che con la montagna ha un rapporto viscerale, quasi simbiotico. Se vi state chiedendo dove vive Mauro Corona, la risposta è sempre la stessa da decenni: Erto, e nessun altro posto al mondo.
Non si può parlare di dove vive Mauro Corona senza menzionare la tragedia che ha plasmato per sempre Erto e i suoi abitanti. Il disastro del Vajont ha segnato in modo indelebile la comunità locale, ma gli abitanti hanno saputo rialzarsi, mantenendo viva la memoria e richiamando alla mente il valore delle tradizioni. Mauro Corona è parte di questo tessuto sociale e culturale, un uomo che ha scelto di rimanere ancorato alle proprie radici, contribuendo alla narrativa di un territorio ricco di bellezze naturali e sfide storiche.
Erto non è solo un luogo di residenza per Corona, ma anche un simbolo della sua identità. Il dialetto parlato in queste terre è un elemento fondamentale della cultura locale, un miscuglio di friulano e ladino che testimonia la storia e le tradizioni di un popolo. Mauro utilizza spesso questo patrimonio linguistico nelle sue opere, rivelando un profondo rispetto per le radici culturali del suo territorio. Questo amore per la lingua e le tradizioni è un modo per mantenere viva la memoria storica e per educare le nuove generazioni sull’importanza di preservare la propria identità.
La vita di Mauro è costellata di avventure e di una continua ricerca di autenticità. Le sue giornate si svolgono tra la scrittura di romanzi e racconti che evocano la potenza della natura, e la realizzazione di sculture in legno, un’arte che coltiva con passione e dedizione. Il suo studio, visibile durante le apparizioni televisive, è un ambiente semplice ma carico di significato, dove ogni scultura racconta storie di legno e di montagna. Corona riesce a catturare l’essenza della natura nei suoi lavori, utilizzando materiali che parlano di tradizione e autenticità.
L’arte di Mauro è fortemente influenzata dal paesaggio circostante. Le cime delle montagne, con le loro forme imponenti e le loro storie, diventano per lui muse silenziose. Non è raro che si allontani dai sentieri battuti per immergersi in solitudine nella natura, un momento di riflessione che alimenta la sua creatività. Le escursioni tra i boschi e le vette offrono a Corona non solo il contatto con la bellezza, ma anche la possibilità di confrontarsi con i propri pensieri e le proprie emozioni.
Sveglia all’alba, il rumore del legno sotto lo scalpello, qualche chilometro tra i boschi e poi — magari — qualche pagina scritta davanti a una finestra che dà sulle cime. La routine di Mauro Corona a Erto è quella di un artigiano della parola e della montagna, lontanissima dai ritmi frenetici delle grandi città. Niente aperitivi in centro, niente code in autostrada: solo il silenzio delle Alpi Carniche e la compagnia delle proprie sculture.
Chi lo conosce racconta di un uomo che si alza presto, che conosce ogni sentiero del suo territorio come le righe del proprio palmo, e che considera il lavoro manuale — la scultura, il legno, la fatica fisica — una forma di meditazione. Erto, insomma, non è solo il posto dove Mauro Corona dorme: è il posto dove Mauro Corona esiste.
Qualcuno potrebbe chiedersi: con la fama che si è guadagnato tra libri, televisione e premi letterari, perché Mauro Corona continua a vivere in un borgo di montagna così piccolo e remoto? La risposta, in fondo, è tutta nella sua poetica. Per Corona, Erto non è un limite geografico ma una scelta identitaria. Lasciare significherebbe tradire non solo le proprie radici, ma anche quella visione del mondo — fatta di fatica, bellezza selvatica e autenticità — che permea ogni sua parola e ogni sua scultura.
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In un’epoca in cui tutti sembrano voler scappare verso le città, lui ha fatto il contrario: è rimasto. E quella scelta, alla fine, è diventata la sua firma più riconoscibile — molto più di qualsiasi copertina di libro o ospitata televisiva.
Chi segue È Sempre Cartabianca conosce bene il personaggio: cappello di lana, barba folta, schiettezza disarmante. Ma quello che si vede in tv è solo una finestra su un uomo che, appena si spengono le telecamere, torna alla sua montagna. Mauro Corona partecipa al programma come ospite fisso, portando nel dibattito televisivo quella voce ruvida e autentica che sa di bosco e di Dolomiti — un contrasto straniante e irresistibile con i salotti romani. E ogni volta che appare in video, con quello sfondo di legno e pietra alle spalle, la domanda torna spontanea: ma dove vive questo qua? Ora lo sapete.
Buone notizie per i curiosi: Erto è assolutamente visitabile e negli ultimi anni è diventata meta di un turismo lento, consapevole, fatto di persone che vogliono capire cosa significa vivere davvero in montagna. Il borgo si trova a pochi chilometri dal lago del Vajont, lungo la strada che collega Longarone a Claut, ed è raggiungibile in auto percorrendo la SS251. Non aspettatevi resort o spa: troverete case di pietra, silenzio, storia e — se siete fortunati — magari anche la sagoma inconfondibile del suo abitante più famoso che scende dal bosco con uno zaino in spalla.
Per chi vuole abbinare la visita a un po’ di cultura, il Museo della Memoria del Vajont è una tappa imperdibile: racconta la tragedia con rispetto e rigore, e aiuta a capire perché questo angolo di Friuli ha plasmato un uomo come Mauro Corona nel profondo.
Mauro Corona vive a Erto, un piccolo borgo montano in provincia di Pordenone, in Friuli-Venezia Giulia, nel cuore delle Alpi Carniche.
Sì. Corona è nato e cresciuto a Erto e non ha mai lasciato il paese, nonostante la notorietà acquisita come scrittore, scultore e personaggio televisivo.
Scrive romanzi e racconti, realizza sculture in legno nel suo studio e pratica l’alpinismo. Le sue giornate sono scandite dal ritmo della montagna: escursioni, lavoro artigianale e scrittura.
Sì, Mauro Corona è ospite fisso di È Sempre Cartabianca, il programma condotto da Bianca Berlinguer, dove interviene regolarmente con il suo stile diretto e senza filtri.
Assolutamente sì. Erto si trova vicino al lago del Vajont ed è meta di turismo storico e naturalistico. Un luogo piccolo ma carico di storia, paesaggio e — chissà — potreste anche incrociare il suo abitante più famoso.
Erto si trova in Friuli-Venezia Giulia, in provincia di Pordenone. È un borgo delle Alpi Carniche, vicino al confine con il Veneto e a pochi chilometri dal celebre lago del Vajont.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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