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Stefano De Martino e i big di Sanremo 2027: da Madame a Elodie, il casting del Festival

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Stefano De Martino e i Sanremo 2027 artisti: la grande corte dell’Ariston è già cominciata

Se pensavate che dopo la fine di Sanremo 2026 ci fosse un attimo di respiro, vi sbagliavate di grosso. Stefano De Martino — conduttore, direttore artistico e, diciamocelo, nuovo re incontrastato della televisione italiana — ha già le mani in pasta sul Festival 2027. E le indiscrezioni che circolano sui Sanremo 2027 artisti sono già succulente quanto basta per tenerci incollati alle notizie fino a febbraio dell’anno prossimo. Benvenuti nel dietro le quinte di un casting che promette scintille.

Il passaggio di testimone: da Carlo Conti a Stefano De Martino

Tutto è cominciato con un passaggio di consegne che ha fatto parlare quanto una finale di Champions League. Dopo la chiusura del sipario su Sanremo 2026, Carlo Conti ha ufficialmente ceduto il timone a Stefano De Martino, che è stato annunciato come host e direttore artistico del Festival 2027. Un cambio generazionale — e di stile — che la Rai ha voluto fortemente, puntando su uno dei volti più amati e seguiti della televisione italiana degli ultimi anni.

De Martino non è arrivato all’Ariston con le mani in tasca. Fin dall’inizio del 2026 si è messo al lavoro con il suo team, costruendo una visione precisa di quello che vuole portare sul palco più famoso d’Italia. E alla presentazione ufficiale dei palinsesti Rai per la stagione 2026/2027, ha cominciato a scoprire le prime carte, lasciando intravedere una direzione artistica ambiziosa, selettiva e — parola d’ordine — coraggiosa.

Al suo fianco, nella macchina organizzativa, c’è Fabrizio Ferraguzzo nel ruolo di direttore musicale. Un nome che agli addetti ai lavori dice molto: la scelta di un direttore musicale di esperienza consolidata è già un segnale di come De Martino intenda trattare Sanremo — non come un grande contenitore televisivo, ma come un evento musicale con una sua identità precisa e rigorosa.

Sanremo 2027 artisti: i nomi che già girano (e fanno sognare)

Veniamo al sodo, che è quello che volete davvero sapere: chi salirà sul palco dell’Ariston a febbraio 2027? Stando alle indiscrezioni riportate da Libero Magazine, De Martino avrebbe già in mente una rosa di artisti che fa venire l’acquolina in bocca agli appassionati del Festival. Tra i nomi che circolano con più insistenza ci sono Madame, Elodie e Mahmood — tre dei nomi più pesanti della musica italiana contemporanea.

Attenzione, però: nessuno di questi tre ha confermato ufficialmente la propria partecipazione. Siamo nel territorio delle indiscrezioni e dei corteggiamenti, non delle firme sul contratto. De Martino sta tessendo la sua tela con pazienza e strategia, e i nomi che escono sono quelli di artisti che il direttore artistico avrebbe nel mirino — ma il sì definitivo, per ora, non c’è.

Eppure già così la lista è interessante. Madame, con la sua voce graffiante e la capacità di mescolare rap, pop e cantautorato in modo del tutto personale, sarebbe un colpo da novanta per qualsiasi edizione del Festival. Elodie, che negli ultimi anni è diventata una delle performer più complete della scena italiana — capace di riempire i palazzetti con la stessa naturalezza con cui conquista le classifiche streaming — porterebbe all’Ariston quel mix di carisma scenico e qualità vocale che De Martino sembra cercare. E Mahmood, vincitore del Festival per ben due volte, è ormai una garanzia di qualità artistica e di impatto mediatico che nessun direttore artistico con il senno in testa si sognerebbe di ignorare.

Il quadro che emerge dai radar del nuovo direttore artistico è quello di un Festival che vuole puntare sui Sanremo 2027 artisti di peso, capaci di dare al palco dell’Ariston quella statura internazionale che De Martino sembra avere come obiettivo dichiarato.

Oltre 500 canzoni ascoltate: la selezione è già partita

De Martino non si è limitato a fare nomi in conferenza stampa. Stando a quanto riportato, il direttore artistico avrebbe già ascoltato — o starebbe ascoltando — una quantità impressionante di brani inviati da artisti e case discografiche. Le fonti parlano di oltre 500 submission, un numero che dà l’idea della portata del lavoro che c’è dietro alla macchina sanremese, anche nella fase di pre-selezione.

Questo dato, pur non essendo stato verificato in modo indipendente, racconta comunque qualcosa di importante: De Martino non sta costruendo il Festival per sentito dire o per simpatia personale, ma attraverso un ascolto attivo e sistematico della musica che circola. Un approccio che si discosta dal cliché del conduttore-star che lascia tutto agli uffici e si presenta sul palco la sera della prima. Qui c’è qualcuno che vuole davvero mettere il suo timbro artistico sull’evento.

E d’altronde, la presentazione ai palinsesti Rai è stata l’occasione in cui De Martino ha scelto di rivelare i primi dettagli del suo lavoro di casting — una mossa che ha il sapore di un annuncio strategico, pensato per alimentare l’attesa e posizionare il Festival come l’evento televisivo e musicale più atteso della stagione. Missione, almeno per ora, riuscita.

La rivoluzione del formato: addio Nuove Proposte, benvenuti i giovani tra i Big

Ma la vera notizia — quella che ha fatto alzare più di un sopracciglio tra i puristi del Festival — riguarda il formato. De Martino ha in mente una rivoluzione strutturale che, se confermata, cambierà il volto di Sanremo in modo significativo. La prima mossa: eliminare la categoria delle Nuove Proposte.

Sì, avete letto bene. La storica sezione che per decenni ha dato a giovani artisti la possibilità di farsi conoscere al grande pubblico potrebbe sparire dall’edizione 2027. Al suo posto, il vincitore di Sanremo Giovani — la competizione che si svolge nei mesi precedenti il Festival — entrerebbe direttamente in gara con i Big, senza distinzione di categoria.

È una scelta audace, che ha una sua logica precisa: abbattere la gerarchia implicita tra “grandi” e “emergenti”, mettendo tutti sullo stesso piano e lasciando che sia la qualità della canzone a fare la differenza. In teoria, un’idea affascinante. In pratica, c’è chi fa notare che un giovane artista alla sua prima esperienza sanremese si troverebbe a competere direttamente con nomi del calibro di Mahmood o Elodie — e che la disparità di visibilità e di fanbase potrebbe rendere la competizione tutt’altro che equilibrata.

De Martino sembra consapevole di questa tensione, ma la sua scommessa è che la qualità musicale possa davvero livellare il campo. Una scommessa che vedremo come andrà a finire.

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Meno artisti, più spazio: la “serata performance” che cambia tutto

La seconda grande novità riguarda il numero di artisti in gara. Rispetto alle edizioni recenti, De Martino starebbe pianificando un cast più ristretto e selettivo — meno nomi, ma più pesanti. L’idea è quella di dare a ciascun artista più spazio, più tempo, più possibilità di esprimersi davvero.

E qui entra in gioco la terza innovazione: la cosiddetta “serata performance”. Tra le serate del Festival, De Martino starebbe valutando l’introduzione di una serata dedicata non alla gara in senso stretto, ma a show personalizzati in cui ogni artista potrebbe costruire un momento scenico più ampio e articolato — quasi un mini-concerto all’interno della cornice del Festival.

L’idea, se confermata, sarebbe una risposta diretta a una critica che da anni viene mossa a Sanremo: quella di essere un contenitore che comprime gli artisti in tre minuti di esibizione, senza lasciare spazio alla loro identità performativa. Con una serata dedicata alle performance, De Martino sembrerebbe voler trasformare l’Ariston in qualcosa di più simile a uno spettacolo vivo e meno a una gara televisiva nel senso più tradizionale del termine.

Per capire meglio il contesto internazionale in cui si inserisce questa visione, vale la pena dare un’occhiata a come il panorama europeo dei festival musicali stia evolvendo verso formati sempre più orientati all’esperienza live e alla valorizzazione dell’identità artistica, piuttosto che alla sola competizione tra brani.

Il calendario: dal 16 al 20 febbraio 2027 all’Ariston

Le date ci sono, e sono ufficiali: il Festival di Sanremo 2027 si terrà dal 16 al 20 febbraio 2027. Cinque serate all’Ariston, con De Martino al timone in veste di conduttore e direttore artistico — un doppio ruolo che già Carlo Conti aveva ricoperto con successo e che De Martino sembra pronto ad affrontare con il suo stile personale, fatto di leggerezza, ironia e una capacità di gestire il palco che negli ultimi anni ha dimostrato ampiamente.

Cinque mesi abbondanti ci separano dall’inizio del Festival, ma nel mondo di Sanremo il lavoro di preparazione è già in pieno svolgimento da mesi. I Sanremo 2027 artisti che vedremo sul palco dell’Ariston si stanno già decidendo in queste settimane, tra ascolti di demo, trattative con le case discografiche e conversazioni riservate tra il team di De Martino e i manager degli artisti.

Perché Sanremo 2027 fa già così tanto parlare di sé?

La domanda è legittima: perché un Festival che andrà in onda a febbraio 2027 occupa già così tanto spazio nel dibattito mediatico italiano a luglio 2026? La risposta è semplice: perché De Martino è un personaggio che genera attenzione in modo quasi automatico, e perché le novità che sta introducendo sono abbastanza radicali da meritare discussione.

L’eliminazione delle Nuove Proposte, la serata performance, il cast più ristretto e selettivo: sono tutte scelte che toccano l’identità profonda di un evento che è molto più di una gara canora — è un rito collettivo, un momento in cui l’Italia intera si ritrova davanti alla televisione e discute, litiga, si emoziona e vota. Cambiare Sanremo non è come cambiare il format di un talent show qualsiasi: è come mettere mano alla Costituzione, con tutto quello che ne consegue in termini di reazioni appassionate.

E poi c’è la questione degli artisti. Ogni nome che circola — Madame, Elodie, Mahmood — porta con sé un universo di fan, di aspettative, di storie pregresse con il Festival. Madame ha già dimostrato di saper fare cose straordinarie all’Ariston. Elodie ha un rapporto con Sanremo che è fatto di momenti indimenticabili. Mahmood è semplicemente uno degli artisti italiani più talentuosi della sua generazione, con due vittorie che parlano da sole. Mettere questi tre nomi insieme — anche solo come ipotesi — è sufficiente per accendere l’immaginazione di chiunque ami la musica italiana.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il calendario dei prossimi mesi è già abbastanza chiaro nella sua struttura generale. In autunno si svolgerà Sanremo Giovani, la competizione che decreterà il giovane artista che — se le novità di De Martino verranno confermate — entrerà direttamente in gara con i Big. Entro la fine dell’anno, salvo sorprese, dovrebbero essere annunciati i nomi ufficiali dei Sanremo 2027 artisti in gara, con la conferma o il ridimensionamento delle indiscrezioni che circolano in questi giorni.

Nel frattempo, il lavoro di De Martino e del suo team prosegue nell’ombra — o almeno, nell’ombra relativa che è possibile mantenere quando si tratta di un evento di questa portata e di questo interesse mediatico. Ogni dettaglio che trapela diventa immediatamente oggetto di analisi, discussione e speculazione: è il destino di Sanremo, e De Martino lo sa benissimo.

Mini-FAQ: le domande che tutti si fanno su Sanremo 2027

  • Madame ed Elodie saranno a Sanremo 2027? Stando alle indiscrezioni, sarebbero tra gli artisti nel mirino di De Martino, ma nessuna delle due ha confermato ufficialmente la partecipazione. Siamo ancora nella fase dei corteggiamenti.
  • Le Nuove Proposte spariscono davvero? Secondo quanto emerso, De Martino starebbe pianificando di eliminare la categoria, facendo competere il vincitore di Sanremo Giovani direttamente con i Big. Ma la conferma ufficiale non è ancora arrivata.
  • Quando inizia Sanremo 2027? Il Festival è ufficialmente in programma dal 16 al 20 febbraio 2027.
  • Chi è il direttore musicale di Sanremo 2027? Fabrizio Ferraguzzo lavora al fianco di De Martino come direttore musicale del Festival.

In definitiva, quello che si sta costruendo attorno a Sanremo 2027 è già uno spettacolo nello spettacolo. De Martino ha preso in mano le redini del Festival con una visione chiara, una squadra solida e un coraggio che — volendo essere onesti — non era scontato. Le novità sul formato sono ambiziose, i nomi che circolano sono di primo piano, e l’attesa è già palpabile. Che i Sanremo 2027 artisti siano poi quelli che ci aspettiamo o che ci sorprendano con qualche colpo di scena dell’ultimo minuto, poco importa: da oggi a febbraio, l’Ariston è già il posto più chiacchierato d’Italia. E De Martino, naturalmente, lo sa benissimo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Redazione VelvetMAG

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