C’è un concorso che ogni anno fa parlare di sé nell’Italia queer, e quest’anno ha trovato il suo volto più inaspettato e affascinante: Fabio Tomei, 29 anni, nato a Pietrasanta in Toscana, è il nuovo vincitore di Il Gay Più Bello d’Italia 2026. La finale si è tenuta il 21 agosto 2026 al Mamamia di Torre del Lago, e da quel momento il suo nome rimbalza su ogni angolo del web LGBTQ+ italiano. Ma la cosa che ha catturato davvero l’attenzione — ben oltre la corona e il titolo — è la sua storia personale: Fabio è sordo dalla nascita, e la sua esperienza con la grindr app dating e con il mondo delle app di incontri racconta qualcosa di più grande di un semplice concorso di bellezza.
Benvenuti nel 2026, dove i beauty pageant continuano a esistere, a far discutere e — ogni tanto — a sorprendere davvero.
Partiamo dall’inizio, perché la storia di Fabio Tomei merita di essere raccontata con la giusta attenzione. Ha 29 anni, è originario di Pietrasanta, un comune della Versilia in provincia di Lucca, quella Toscana bella e orgogliosa che sa sfornare talenti con la stessa naturalezza con cui produce vino e olio. Pietrasanta, tra l’altro, è storicamente nota come la “piccola Atene” per la sua vocazione artistica e culturale — un dettaglio che, a saperlo, aggiunge un certo sapore alla vicenda.
Fabio è sordo dalla nascita. Non è una nota a margine della sua storia: è parte integrante di chi è, di come naviga il mondo, di come comunica e si relaziona con gli altri. E in un contesto come quello di un concorso di bellezza gay — già di per sé uno spazio che mescola estetica, personalità e rappresentanza — la sua presenza ha assunto un significato che va ben oltre il podio.
La finale di Il Gay Più Bello d’Italia 2026 si è svolta il 21 agosto scorso al Mamamia di Torre del Lago, una delle location più iconiche del panorama LGBTQ+ toscano e nazionale. Torre del Lago, frazione di Viareggio, è da decenni un punto di riferimento per la comunità queer italiana, con il suo lungomare vivace e la sua atmosfera accogliente. Un palcoscenico perfetto, insomma, per una serata che ha regalato a Fabio la corona e, con essa, una visibilità tutta nuova.
Per chi non lo conoscesse — e non c’è nessun motivo di vergognarsi, non tutti frequentano i circuiti dei concorsi di bellezza gay italiani — Il Gay Più Bello d’Italia è una competizione che seleziona, anno dopo anno, un rappresentante della comunità gay maschile italiana che sappia incarnare bellezza, personalità e, sempre più spesso, un messaggio. Non è semplicemente una sfilata di addominali (anche se, diciamocelo, non guasta): è un evento che negli ultimi anni ha cercato di aprirsi a storie più articolate, a volti meno convenzionali, a rappresentanze più ampie.
La vittoria di Fabio Tomei nel 2026 si inserisce perfettamente in questa traiettoria. Un giovane toscano di 29 anni, sordo dalla nascita, che sale su quel palco e vince: è il tipo di storia che fa riflettere, che sposta l’asticella di cosa significa essere “il più bello” in un contesto che — lo diciamo con affetto — non è sempre stato sinonimo di inclusività a tutto tondo.
Per approfondire la storia del concorso e della vittoria di Fabio, potete leggere il resoconto completo su Unfolding Roma, che ha dedicato un articolo dettagliato all’evento.
Eccoci al cuore della questione, quella che ha fatto sì che la storia di Fabio diventasse un caso mediatico degno di attenzione anche al di fuori delle pagine specializzate. Perché Fabio Tomei non si è limitato a vincere un concorso: ha anche parlato — stando a quanto riportato da Biccy.it — della sua esperienza con la grindr app dating e con il mondo delle app di incontri in quanto persona sorda.
Il dato che emerge dalla fonte è, a suo modo, sorprendente: Fabio Tomei ha dichiarato di non aver vissuto episodi di discriminazione su Grindr. In un’epoca in cui le app di dating — e Grindr in particolare — sono spesso al centro di discussioni accese sulla discriminazione interna alla comunità LGBTQ+, sull’abilismo, sul razzismo, sul body shaming che si annida persino in spazi che dovrebbero essere di accoglienza, la testimonianza di Fabio suona quasi come una boccata d’aria fresca. Quasi, perché c’è un “ma”.
👉 Leggi anche: Priscilla, drag queen e attivista: il coming out che fece svenire sua madre
Perché se da un lato Fabio non ha incontrato discriminazione aperta, dall’altro ha raccontato di ricevere domande — da parte degli utenti dell’app — legate alla sua sordità. Il che, a pensarci bene, è una dinamica interessante e per certi versi ambivalente: la curiosità non è discriminazione, ma può comunque rivelare quanto ancora sia scarsa la familiarità, anche all’interno della comunità queer, con la realtà delle persone sorde o con disabilità in generale.
Cosa si chiede a un ragazzo sordo su una grindr app dating? È una domanda che potremmo girare a chiunque abbia mai usato queste piattaforme e si sia trovato a confrontarsi con qualcosa di “diverso” da ciò che si aspettava. Le domande possono essere curiosità genuine, possono essere imbarazzo travestito da interesse, possono essere — nel migliore dei casi — il primo passo verso una comprensione più profonda. Il punto è che esistono, e Fabio le riceve.
La vicenda di Fabio Tomei tocca un nervo scoperto che la comunità LGBTQ+ italiana — e non solo — fatica ancora ad affrontare con la necessaria onestà: l’inclusività interna. Siamo abituati a parlare di discriminazione verso la comunità queer da parte del mondo esterno, e a ragione. Ma molto meno spesso ci fermiamo a guardare cosa succede dentro quella stessa comunità quando si tratta di fare spazio a chi porta con sé una disabilità, una caratteristica fisica non normativa, un’identità che si sovrappone a più categorie di “diversità”.
Le app di dating come Grindr sono, in questo senso, uno specchio impietoso. Sono spazi dove le preferenze si esplicitano con una brutalità che nella vita reale sarebbe considerata scortese, dove i filtri — geografici, fisici, identitari — sono letteralmente costruiti nell’interfaccia. E dove chi non rientra nei canoni estetici o nelle aspettative dominanti può trovarsi a fare i conti con silenzi, con messaggi non risposti, con profili ignorati.
Che Fabio Tomei — 29 anni, toscano, sordo dalla nascita, e ora vincitore di un concorso di bellezza nazionale — non abbia vissuto discriminazione su Grindr è una notizia. Che riceva comunque domande legate alla sua sordità è un dettaglio che dice molto su dove siamo come comunità e su dove dobbiamo ancora arrivare.
Torniamo per un momento alla serata del 21 agosto 2026, perché vale la pena immaginarsela. Il Mamamia di Torre del Lago è una di quelle venue che hanno fatto la storia del clubbing LGBTQ+ italiano: luci, musica, un pubblico che sa essere caloroso e esigente allo stesso tempo. È il tipo di posto dove una vittoria si sente davvero, dove l’applauso ha un peso specifico diverso.
Fabio Tomei ha vinto lì, in quella notte d’agosto, davanti a una platea che — possiamo immaginarlo, anche se non abbiamo i dettagli della serata — probabilmente non si aspettava di trovarsi di fronte a una storia così. I concorsi di bellezza gay hanno una lunga tradizione in Italia e nel mondo: sono eventi festosi, spesso kitsch nel senso più nobile del termine, capaci di mescolare ironia e genuinità in proporzioni variabili. Ma ogni tanto arriva qualcuno che sposta l’asse, che fa sì che il concorso diventi qualcosa di più.
Fabio sembra essere stato quel qualcuno, quest’anno.
C’è una parola che negli ultimi anni è diventata quasi inflazionata nel dibattito pubblico, eppure continua ad avere un peso reale: rappresentanza. Vedere qualcuno che ti somiglia — nei tratti, nelle esperienze, nelle sfide — in uno spazio di visibilità ha un effetto concreto su chi guarda. Non è retorica: è psicologia, è sociologia, è semplicemente quello che succede quando un volto nuovo occupa uno spazio che sembrava riservato ad altri.
Per le persone sorde che fanno parte della comunità LGBTQ+, la vittoria di Fabio Tomei a Il Gay Più Bello d’Italia 2026 è esattamente questo tipo di segnale. Un ragazzo di 29 anni, nato a Pietrasanta, sordo dalla nascita, che arriva su quel palco e vince. Che poi parla — stando a quanto riportato — della sua esperienza sulla grindr app dating con una serenità che non è rassegnazione ma consapevolezza. Che risponde alle domande che gli vengono poste senza nascondersi, senza fare del vittimismo il suo biglietto da visita.
Questo è il tipo di rappresentanza che fa rumore nel modo giusto. Non perché sia costruita a tavolino, non perché risponda a una quota o a una strategia di comunicazione, ma perché è semplicemente autentica.
👉 Leggi anche: Gabriel Artus e Alessandro Cecchi Paone: la provocazione dello sugar daddy diventa virale
Vale la pena aprire una parentesi più ampia sul tema delle app di dating e della comunità LGBTQ+, perché la storia di Fabio lo invita a farlo. La grindr app dating è nata nel 2009 come strumento di connessione per uomini gay, bisessuali e queer, e in questi quasi vent’anni è diventata qualcosa di molto più complesso: un ecosistema sociale, uno spazio di incontro e di esclusione, un luogo dove la comunità si ritrova e, a volte, si ferisce da sola.
Le critiche a Grindr e alle app simili per quanto riguarda la discriminazione interna non sono nuove. Studi e ricerche — oltre a migliaia di testimonianze dirette — hanno documentato come su queste piattaforme vengano spesso esplicitati pregiudizi legati alla razza, all’età, al corpo, alla disabilità. Frasi come “no fems, no fats, no Asians” — per quanto ripugnanti — hanno avuto una circolazione reale e documentata su queste app, e hanno alimentato un dibattito serio su cosa significhi costruire spazi davvero inclusivi anche all’interno della comunità queer.
In questo contesto, la testimonianza di Fabio Tomei — che non ha subito discriminazione diretta ma che riceve domande legate alla sua sordità — si inserisce in modo sfumato e prezioso. Non è la storia del martire, non è la storia del miracolo. È la storia di un ragazzo che usa le stesse app che usano tutti, che naviga gli stessi spazi digitali, e che porta con sé una specifica esperienza di vita che gli altri utenti non sempre sanno come affrontare.
La curiosità, dicevamo, non è discriminazione. Ma può essere il sintomo di una familiarità ancora scarsa, di una cultura dell’inclusività che nelle intenzioni è avanzata ma nella pratica quotidiana — anche su una grindr app dating — ha ancora molta strada da fare.
Fabio Tomei è un ragazzo di 29 anni originario di Pietrasanta, in Toscana. È sordo dalla nascita ed è il vincitore di Il Gay Più Bello d’Italia 2026, con la finale svoltasi il 21 agosto 2026 al Mamamia di Torre del Lago.
La finale si è tenuta il 21 agosto 2026 presso il Mamamia di Torre del Lago, in Toscana.
Stando a quanto riportato da Biccy.it, Fabio Tomei ha dichiarato di non aver subito discriminazione sulla grindr app dating, ma di ricevere domande dagli utenti legate alla sua sordità. I dettagli completi dell’intervista non sono stati resi disponibili nelle fonti consultate.
Sì, Fabio Tomei è sordo dalla nascita. È una caratteristica che lui stesso ha portato nella conversazione pubblica dopo la sua vittoria al concorso.
La vittoria in un concorso come Il Gay Più Bello d’Italia porta con sé, tradizionalmente, un anno di visibilità: eventi, interviste, presenze pubbliche, e — nel caso di Fabio — probabilmente una conversazione sempre più ampia sui temi dell’inclusività nella comunità queer e dell’esperienza delle persone sorde negli spazi LGBTQ+. È il tipo di storia che i media italiani — e non solo quelli di settore — tendono ad abbracciare quando è raccontata con la giusta leggerezza e la giusta profondità.
Quello che è certo, a pochi giorni dalla finale del 21 agosto, è che Fabio Tomei ha già dimostrato di saper stare al centro dell’attenzione senza perdere la propria voce. E in un panorama mediatico spesso rumoroso e affollato, questa è già, di per sé, una forma di bellezza.
Il Gay Più Bello d’Italia 2026 ha il suo vincitore. E il vincitore, a quanto pare, ha qualcosa da dire. Noi siamo qui ad ascoltare.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
Netflix smentisce la docuserie su Rita De Crescenzo, ma il film Svergognata ottiene gli aiuti… Read More
La protagonista di Temptation Island 14 racconta l'aggressione fisica subita da alcuni hater che le… Read More
Myrta Merlino, ex conduttrice di Pomeriggio Cinque, sbarca su San Marino RTV a ottobre 2026… Read More
Rihanna torna al Carnevale di Barbados per il Crop Over Festival 2026 con un costume… Read More
La Notte della Taranta 2026 sbarca per la prima volta in Eurovisione da Melpignano. Ermal… Read More
Giovanni Grazioso ha trasformato il suo carretto di brioche in un business virale dopo Temptation… Read More