Elisa Isoardi e il mistero del ‘totomorti’ a Bar Centrale: finalmente parla

Immagine generata con AI

C’è un modo infallibile per trasformare una tranquilla mattina in redazione in un caso nazionale: postare inavvertitamente su Instagram una lavagna con 22 nomi di personaggi famosi e le rispettive età, con ogni apparenza di una classifica su chi potrebbe morire prima. È esattamente quello che è successo il 24 ottobre 2026 sul profilo di Elisa Isoardi, conduttrice di Bar Centrale su Rai 1, e il cosiddetto toto morti Bar Centrale ha fatto il giro del web in tempi record, lasciando tutti — inclusa la diretta interessata — senza parole.

La storia Instagram che nessuno avrebbe voluto pubblicare

Tutto nasce da una storia su Instagram apparentemente innocua. Elisa Isoardi la posta dalla redazione di Bar Centrale, accompagnata dalla frase — decisamente infelice nel contesto — “Momento prima lettura con popcorn”. Fin qui, nulla di strano: una conduttrice che si prepara alla giornata lavorativa, magari con una certa leggerezza. Il problema è quello che appare sullo sfondo.

Bene in vista, su una lavagna, campeggia una lista con 22 nomi di personaggi noti, ciascuno accompagnato dalla propria età. Un vero e proprio dead pool, come si dice in inglese — o, per usare il termine che ha fatto esplodere i social italiani, un toto morti. Tra i nomi visibili figurano Lino Banfi, Renzo Arbore, Vittorio Sgarbi, Adriano Celentano, Mogol, Sophia Loren, Mina, Liliana Segre e Giovanni Allevi: un pantheon della cultura e dello spettacolo italiano, riunito in una lista che di celebrativo ha ben poco.

La storia rimane online meno di un’ora prima di essere rimossa. Ma, come sanno bene i navigatori del web, un’ora è più che sufficiente perché gli screenshot facciano il giro di tutti i gruppi WhatsApp d’Italia. Il caso è servito, con i popcorn già pronti — ironia della sorte, proprio come suggeriva la didascalia.

Il toto morti di Bar Centrale: chi ha scritto quella lista?

La domanda che tutti si sono posti nelle ore successive è semplice e diretta: chi ha scritto quella lavagna? Elisa Isoardi, nelle sue dichiarazioni pubbliche arrivate 24 ore dopo lo scoppio della polemica, è stata altrettanto diretta: lei non ha creato la lista. La lavagna era già lì, in redazione, e la conduttrice l’ha involontariamente inquadrata senza accorgersene nel momento in cui ha pubblicato la storia.

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Questo non significa, però, che Isoardi abbia scaricato la responsabilità su altri. Al contrario: ha scelto di assumersi la responsabilità per aver mostrato quel contenuto, anche se in modo del tutto accidentale. Una distinzione sottile ma importante, che dice molto del carattere della conduttrice e della sua volontà di non alimentare ulteriori polemiche cercando capri espiatori.

Resta aperta, ovviamente, la questione di fondo: chi, nella redazione di un programma televisivo di Rai 1, ha ritenuto opportuno compilare una simile lista? È un gioco macabro che esiste da sempre in certi ambienti — i dead pool sono praticamente un genere a sé nel mondo anglosassone — ma vederlo materializzato su una lavagna di una trasmissione pubblica è tutta un’altra storia.

Una notte insonne e le lacrime di Elisa Isoardi

Se c’è una cosa che emerge con chiarezza dalle parole di Isoardi è che lo scandalo l’ha colpita nel profondo. La conduttrice ha confessato di aver trascorso la notte a piangere, profondamente dispiaciuta per quanto accaduto. Non è il classico comunicato stampa freddo e distaccato: è una dichiarazione personale, viscerale, che tradisce quanto la vicenda l’abbia ferita.

Ed è comprensibile. Vedere il proprio nome associato — anche solo per un malaugurato caso — a una lista che specula sulla morte di persone ancora viventi, alcune delle quali sono icone amatissime dal pubblico italiano, è una situazione da cui è difficile uscire indenni. Sophia Loren, Mina, Liliana Segre: parliamo di figure che per milioni di italiani rappresentano storia, cultura, resistenza. Il solo accostamento, per quanto involontario, è bastato a scatenare reazioni forti sui social.

Il fatto che Isoardi abbia scelto di parlare in prima persona, senza delegare a uffici stampa o comunicati anonimi, è stato letto da molti come un gesto di coraggio e autenticità. Rompere il silenzio dopo 24 ore, ammettere il dispiacere, non minimizzare: in un’epoca in cui la gestione delle crisi mediatiche tende spesso verso la negazione o il no comment, questa scelta ha fatto la sua figura.

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I nomi sulla lavagna e la sensibilità di un tema delicato

Vale la pena soffermarsi un momento su chi compariva in quella lista, perché i nomi non sono casuali. Lino Banfi e Renzo Arbore sono tra le figure più amate della televisione italiana; Vittorio Sgarbi è un critico d’arte e personaggio pubblico che negli ultimi anni ha vissuto momenti di salute difficili ampiamente discussi; Adriano Celentano è un mito della musica pop italiana; Liliana Segre è una senatrice a vita e testimone della Shoah, il cui nome in una lista del genere ha suscitato reazioni particolarmente indignate; Giovanni Allevi è un musicista che ha condiviso pubblicamente la sua battaglia contro una malattia seria.

Mettere insieme persone di questa levatura in un toto morti — anche se come gioco interno alla redazione, mai pensato per essere reso pubblico — tocca una sensibilità collettiva profonda. Non è solo una questione di buon gusto: è il segnale di come certi giochi, innocui nel chiuso di un ufficio secondo chi li pratica, assumano tutt’altro peso quando finiscono sotto gli occhi di milioni di persone.

Secondo quanto riportato da Dilei.it, Isoardi ha ribadito con chiarezza di non essere l’autrice della lista, pur assumendosi la responsabilità dell’accaduto. Una posizione che ha trovato comprensione in una parte del pubblico, mentre un’altra continua a interrogarsi su come una simile lavagna potesse trovarsi in bella mostra in uno spazio lavorativo condiviso.

Cosa succede adesso a Bar Centrale

La trasmissione Bar Centrale su Rai 1, condotta da Elisa Isoardi, si trova ora a navigare in acque agitate proprio nel momento in cui avrebbe tutto l’interesse a far parlare di sé per i contenuti. Lo scandalo del toto morti di Bar Centrale ha inevitabilmente oscurato qualsiasi altra notizia legata al programma, almeno per questa settimana.

Resta da vedere come la Rai gestirà la situazione a livello istituzionale e se ci saranno conseguenze interne per chi ha effettivamente compilato quella lista. Isoardi ha fatto la sua parte, con una dichiarazione pubblica che ha il merito della sincerità. Il resto — capire come una lavagna del genere sia finita in una redazione televisiva pubblica — è una storia che probabilmente continuerà a svilupparsi nelle prossime ore.

Nel frattempo, la conduttrice ha dimostrato che anche le crisi più imbarazzanti si affrontano meglio con onestà che con i popcorn — e che certe storie Instagram è meglio controllarle due volte prima di pubblicarle, soprattutto quando lo sfondo potrebbe riservare sorprese decisamente indesiderate.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Redazione VelvetMAG

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