Cose da Vip

Valentina Vignali vs Dagospia: “Mi hanno fatto passare per una pornostar”

Valentina Vignali, la cestista più sexy d’Italia nota anche come modella, è furiosa. Arrabbiatissima. Ce l’ha con Dagospia, il sito fondato e diretto da Roberto D’Agostino. Perché ieri, 12 marzo, Dagospia ha pubblico una sua intervista a dir poco “hot”. Un’intervista che in effetti ha destato stupore (conoscendo lo stile di Valentina) e nel corso della quale lei avrebbe rilasciato dichiarazioni bollenti e anche parecchio provocatorie, del tipo “Io sono una sportiva e una gran bella gnocca. Il mio essere porca non esclude né Maria De Filippi né lo sport. E soprattutto è stato un volano per Playboy. Mi ha eccitato fare quelle foto…“, “Un mio grande Sponsor, un Amministratore delegato, sposato e con prole, di una notissima società mi ha detto: ‘Vieni a letto con me, ti scopo e ti faccio diventare una star dello sport’. Gli ho detto che se ne poteva andare a fare in culo. Ho perso lo sponsor. Ma ho guadagnato altra forza. Ho riguadagnato me“, “Amo fare sesso nei cessi dei treni. Amo i cessi dei Frecciarossa. Nelle toilette di Italo non ci riesco. Sono troppo stretti. E poi preferisco le tratte lunghe. Tipo il Napoli-Venezia“.

Non paga, la Vignali avrebbe fatto un’altra rivelazione piccante: “Per interesse mediatico, mi ha corteggiato qualche mese fa uno che sta facendo l’Isola dei Famosi. Un poveraccio. Cervello lento e p…e moscio. Penso sia gay e che non voglia dirlo a se stesso“. Com’era ovvio e scontato, l’intervista in questione ha fatto il giro del web in una manciata di ore. Si sa, certe cose rendono incontenibile la curiosità dell’opinione pubblica. E chi se l’è persa, non si affanni a cercarla in Rete: non si trova più. Chissà perché. E’ un mistero. Intanto la Vignali tuona e smentisce tutto tramite Liberoquotidiano.it: “Minchiate, qua faccio un casino, mi hanno fatto passare per una pornostar“.

Definisce “totalmente inventata” l’interviste, giura di non aver mai detto quelle cose e annuncia querela. La questione finirà dunque in tribunale?

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