È stato condannato per associazione mafiosa proprio come il padre, ora in soggiorno obbligato a Padova ma gli è stato concesso di rientrare in Sicilia per fare il padrino di battesimo della nipote.
Il figlio del capo di Cosa nostra Giuseppe Salvatore Riina, meglio conosciuto come Riina jr, ottiene un “permesso speciale” per poter prendere parte al battesimo di sua nipote a Corleone, il suo paese natale, dal quale è stato allontanato e ha il divieto di tornare dal 2011, quando fu scarcerato. Il figlio del boss, al momento in soggiorno obbligato a Padova, sembra abbia ottenuto il permesso da due parroci uno proprio di Padova, l’altro di Corleone, don Vincenzo Pizzitola. Ma la curia e il vescovo locale non erano a conoscenza di questo lasciapassare a loro detta “inaccettabile”.
Arrestato il 15 gennaio 1993 e condannato per mafia, la procura antimafia di Palermo è convinta che non abbia mai interrotto i suoi rapporti con il clan. Nel 2000 riorganizzava una cosca e mentre cercava di gestire alcuni appalti ai suoi uomini fedelissimi raccontava con orgoglio la strage di Capaci voluta dal padre dove persero la vita Falcone e Borsellino. Ed è proprio questo che fa infuriare il vescovo di Monreale monsignor Michele Pennisi: “Non mi risulta che abbia mai dato segnali di ravvedimento per la sua condotta, non può dare testimonianza cristiana con le sue azioni”. Consentire a Salvo Riina di esser garante della fede è stata una scelta “inopportuna” che il monsignor non ha approvato.
La circostanza ha suscitato diverse polemiche eppure per Salvatore c’era un certificato di idoneità di un parroco della diocesi di Padova, e il permesso del giudice per il viaggio in Sicilia. Nonostante non sia attualmente in stato di detenzione, tra i divieti cui deve sottostare non ce n’è uno in particolare, solo quello di avvicinarsi a Corleone ma per un’eccezione del genere il buon Riina ha fatto dimenticare il suo curriculum ed i suoi trascorsi.

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