Muore alla stazione di Napoli in attesa di un’ambulanza: le telefonate shock degli operatori del 118 [VIDEO]

Sono state pubblicate le registrazioni delle otto chiamate per chiedere i soccorsi mentre un uomo, Marco D’Aniello, vomitava sangue alla stazione di Napoli Centrale. Sospesi, a cinque mesi dalla tragedia, gli operatori che hanno ignorato l’allarme.

Otto le telefonate effettuate dalle guardie giurate, dagli agenti Polfer e da un passante per chiedere di soccorrere un uomo in gravissime condizioni alla stazione centrale di Napoli. Le risposte degli operatori, come potete ascoltare dal video ad inizio pagina, sono scioccanti. Una storia tragica quella di Marco D’Aniello, 42enne di Pompei, morto il 3 agosto del 2017, dopo essersi accasciato sulla banchina ferroviaria a causa di un malore. La Procura di Napoli ha aperto, subito dopo il fatto, un’indagine per accertare i ritardi e le omissioni. Il decesso per emorragia è avvenuto circa una trentina di minuti dopo la prima richiesta di soccorso, in cui l’addetto alla sicurezza specificava che l’uomo accasciato a terra stava molto male ed emetteva sangue dalla bocca.

La gravità dello stato di salute di Marco D’Aniello era quindi chiara già dalle prime telefonate ai soccorsi. Il 42enne di Pompei era affetto da una malattia ereditaria del sangue, denominata talassemia, che ne comprometteva la salute. A lasciare di stucco sono state le risposte degli operatori del 118 e saranno proprio le registrazioni shock delle chiamate ad aiutare gli inquirenti nel lavoro di ricostruzione dei fatti. Nel corso delle otto telefonate gli operatori hanno sempre dichiarato la non disponibilità di ambulanze, ma, da un’indagine interna dell’Asl Napoli 1, un mezzo di soccorso disponibile in zona c’era, tuttavia non è stato inviato. Per il momento gli operatori del 118 in servizio quella sera sono stati temporaneamente sospesi.

Ai microfoni di Mattino Cinque è intervenuto Basilio D’Aniello, il fratello di Marco, che ha evidenziato come in tutte le otto chiamate le guardie giurate, gli agenti Polfer e il passante abbiano supplicato l’arrivo di un’ambulanza. “Le ambulanze c’erano disponibili, non le hanno mandate. Quelle telefonate ti fanno venire i brividi di come hanno fatto morire una persona” afferma il fratello dell’uomo, che continua: “Mia madre è straziata. Chiediamo giustizia, soprattutto perché non capiti più”.

 

Photo Credits Facebook, Video Credits Storie Italiane

Elisabetta Francinella

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Elisabetta Francinella

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