La nuova proposta scioccante del Vice Premier, Matteo Salvini, è: abolire il valore legale della laurea e dei titoli di studio. Ma in cosa consiste questa novità del governo? Questa la dichiarazione del Ministro dell’Interno: “Negli ultimi anni la scuola e l’università sono stati serbatoi elettorali e sindacali: ecco perché l’abolizione del valore legale del titolo di studio è una questione da affrontare”.
In questo modo, la laurea non sarebbe un requisito necessario per partecipare ai concorsi pubblici. Ma il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, dichiara: “In questo momento non è in programma”. E’ ancora presto per parlare di una azione decisa e definitiva, ma la questione sarebbe a cuore di Salvini e dei suoi alleati del Movimento 5 Stelle.
Sono stati proprio i rappresentati del Movimento 5 Stelle ad avanzare la proposta. Ecco in cosa consiste l’abolizione del valore legale della laurea: “Divieto di inserire il requisito del voto di laurea nei bandi dei concorsi pubblici“. L’idea dei due partiti è estremamente diversa e per ora non si parla ancora di un’azione sicura del governo. Ma sembra che sia Matteo Salvini sia i suoi alleati siano sicuri nel voler affrontare questa ipotesi.
E’ una tema su cui si dibatte da anni, come spiega il leghista Bussetti. Il Ministro dell’Istruzione, infatti, frena e dichiara che ci sono altre priorità per il momento: C’è bisogno di alcune “modifiche che creino maggiore semplicità, certezze e percorsi giusti e mirati per arrivare ad ottenere quello di cui la scuola ha bisogno per il bene degli studenti”, come spiegato dal politico.
Laurearsi con un bel 110 e lode è un vanto per tutti e il Movimento 5 Stelle sta pensando di abolire il voto di laurea dai requisiti per i concorsi pubblici. Sarebbe questa la proposta, accolta, anche se con alcune modifiche, anche da Matteo Salvini. La proposta del Movimento non è però nuova. Già il Carroccio nel 2008 ne aveva fatto una bozza. All’epoca, era stato il deputato Paolo Grimoldi a presentare la proposta di legge per “L’abolizione del valore legale del titolo di studio”. Queste le motivazioni: “Oggi una laurea presa in una qualsiasi Università italiana ha lo stesso identico valore, ma sappiamo bene che diversi Atenei, soprattutto meridionali, offrono un servizio nettamente inferiore alla media. Questo squilibrio provoca la mancanza di concorrenza tra Atenei, ma soprattutto si ripercuote sul meccanismo dei concorsi pubblici che penalizza sistematicamente chi proviene dalle Università del Nord”.
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