Storie di una coincidenza: realtà o caso? E’ inquietante…

Le protagoniste di questo articolo sono 2 storie di “incredibili coincidenze”. Possono capitare nel corso della vita, però ce ne sono alcune che sfiorano il surreale. Tuttavia Carl Gustav, psicoanalista, consiglia di cambiare il nostro modo di definire le coincidenze spiegando come in realtà dovrebbero collegarsi due avvenimenti.

Coincidenze e teorie

Ad ognuno di noi è capitato di collegare alcuni eventi e di giustificarli con l’espressione “È stata una coincidenza”. Alcuni addirittura tendono a credere che invece si tratti del contrario, come se ci fosse davvero un filo conduttore che possa legare due avvenimenti. Ad esprimersi su ciò è stato Carl Gustav, psicoanalista, che nel 1950 tentò di spiegare questi fenomeni con la teoria della sincronicità. Secondo lo stesso, le persone tendono a collegare due avvenimenti con nessi di causa-effetto. Per lo studioso, si tratta di un errore e consiglia ad ognuno di cambiare prospettiva e di iniziare a vederla più come due accadimenti che succedono nello stesso istante ma che sono collegati tra loro da altri piani di significato. Questa teoria sarà in grado di spiegare quello che è successo a 4 ragazzi vittime di un naufragio e a un signore che salvò un bambino?

2 incredibili storie

Edgar Allan Poe, scrittore gotico, nel suo libro “La storia di Arthur Gordon Pym”, parla di un certo Richard Parker. Quest’ultimo, con altri tre suoi amici, furono vittima di un naufragio e per sopravvivere iniziarono a fare cannibalismo e quindi a mangiare membri della proprio specie. Quattro anni dopo l’uscita del libro, successe una cosa simile. Una nave chiamata “Mignonette” naufragò. I 4 superstiti diventarono protagonisti di atti di cannibalismo, proprio come succede nel libro di Edgar Allan Poe. Ma la spaventosa coincidenza è che i tre superstiti decisero di mangiare il quarto superstite il quale si chiamava proprio Richard Parker, stesso nome del protagonista del libro.

Un’altra storia incredibile riguarda invece il Signor Joseph Figlock. Quest’ultimo, negli anni 30′ a Detroit, mentre passava sotto un palazzo, salvò al volo un bambino che si era buttato dalla finestra del terzo piano. A distanza esatta di un anno, all’uomo successe la stessa cosa. Ma la cosa davvero sconvolgente è che si trattava dello stesso bambino.

Redazione VelvetMAG

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Tags: Curiosità

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