Avvistato mostro marino agghiacciante: lungo 20 metri, denti grandi quanto…

Un mostro marino è stato avvisato recentemente, tramite alcuni filmati che hanno inquietato centinaia di utenti. Si tratta del Megalodonte, uno squalo dalle dimensioni enormi, difficili anche solo da immaginare.

Quello che sembra un autentico mostro marino è in realtà un tipo di squalo realmente esistito fino a 3,6 milioni di anni fa. Eppure, nonostante il Megalodonte sia dato ormai per istinto, è tornato a far parlare di sé con alcune testimonianze. Lo squalo è stato infatti avvistato di recente tra le acque nella fosse delle Marianne, la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo e situata tra Giappone, Filippine e Nuova Guinea.

Il mostro marino si è estinto? Gli avvistamenti suggeriscono il contrario

Il dubbio si è in realtà insinuato già dal 2013, quando alcuni filmati girati a bordo di un peschereccio in Sud Africa hanno testimoniato un avvistamento. Si pensa infatti che il mostro marino sia rimasto ad abitare in quella zona per circa un milione di anni. Parliamo di una creatura dalle dimensioni enormi, impensabili. Basti pensare che il Megalodonte può raggiungere 20 metri di lunghezza e pesare quanto uno yatch di media dimensione. Ancora peggio: i suoi denti sono perfino più grandi di una mano umana.

Secondo gli scienziati il Megalodonte si è estinto più di 3,6 milioni di anni fa. Tuttavia sono in tanti a chiedersi come sia possibile che il mare in grado di sfamare grossi cetacei come le balene, non sia stato in grado di garantire la sopravvivenza di un vero mostro marino come il Megalodonte. Ed è proprio da questa domanda che si è insinuato il dubbio: e se questo grosso predatore in realtà non si fosse mai estinto? Dai filmati girati il 5 aprile del 2013 dal peschereccio a largo del Sud Africa, sono emerse negli anni tante altre testimonianze, provate dal supporto di diversi video. Tra tutte le testimonianze vi riportiamo quella di un giovane che ha avvistato una creatura dalle dimensioni preoccupanti nelle acque dell’Oceano Pacifico.

Il Megalodonte ancora oggi, si continua a studiare. Utilizzando i reperti dei denti ritrovati, uno studio pubblicato su PeerJ, autorevole giornale scientifico, ha dato la ‘colpa’ dell’estinzione del grosso predatore allo squalo bianco. I ricercatori, a sostegno dei questa tesi, hanno riesaminato i fossili rinvenuti in California e in Messico, dove hanno trovato prove che indicherebbero il rapporto di antagonismo tra il Megalodonte e lo squalo bianco. Quest’ultimo anche se più piccolo, è stato più agile e si è adattato con più naturalezza alle temperature più diverse.

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