Cicciolina (Ilona Staller) torna in passerella per Vivienne Westwood e sfida il governo

Immagine: Certo Xornal from Ribeira, Galicia, España (via Wikimedia Commons) (CC BY 2.0)

C’è chi invecchia e si ritira in buon ordine, e chi invece — a un certo punto — decide di tornare sulla scena con una mossa così calibrata da lasciare tutti a bocca aperta. Ilona Staller, universalmente nota come Cicciolina, appartiene chiaramente alla seconda categoria: nell’estate del 2026, mentre l’Italia discute di manovra finanziaria e sondaggi politici, lei compare nelle fotografie della nuova campagna autunno-inverno 2026-2027 di Vivienne Westwood, firmata dal leggendario obiettivo di Juergen Teller. Il binomio Cicciolina Vivienne Westwood è esploso sui social come un petardo di Capodanno: impossibile ignorarlo, impossibile non parlarne.

La campagna che nessuno si aspettava — e che tutti stavano aspettando

Luglio 2026: Vivienne Westwood annuncia la sua campagna per la stagione autunno-inverno 2026-2027 e sceglie come protagonista Ilona Staller. Non una modella emergente, non una celebrity di TikTok, non una it-girl da copertina patinata. Cicciolina. Ex attrice, ex parlamentare, icona pop, provocatrice di professione da quando aveva vent’anni. La notizia — rilanciata dal Corriere della Sera, da Pambianco News e da numerose testate di settore — ha il sapore di una di quelle scelte che sembrano folli per cinque minuti e poi, riflettendoci, risultano le più logiche del mondo.

A scattare le fotografie è Juergen Teller, il fotografo tedesco che ha fatto della sua estetica volutamente scomoda — luce cruda, pose anti-glamour, corpi veri — uno stile riconoscibilissimo e amatissimo dalla moda più intellettuale. Teller non è nuovo a scelte dirompenti: nel corso della sua carriera ha fotografato Kate Moss, Vivienne Westwood stessa, Charlotte Rampling, costruendo campagne che sembravano manifesti culturali più che semplici annunci pubblicitari. Scegliere Cicciolina come soggetto è, per lui, del tutto coerente con una poetica che ha sempre privilegiato la sostanza alla forma, la storia personale all’estetica vuota.

Dietro la direzione creativa c’è Andreas Kronthaler, marito della compianta fondatrice e attuale direttore creativo della maison britannica. Kronthaler ha ereditato non solo il marchio ma anche la sua filosofia di fondo: usare la moda come atto politico, come dichiarazione d’intenti, come strumento di critica culturale. In questo senso, Ilona Staller non è una scelta casuale né una trovata di marketing: è la sintesi perfetta di tutto ciò che Vivienne Westwood ha sempre rappresentato.

Chi è davvero Ilona Staller, al di là del personaggio

Per capire perché questa campagna funziona così bene — e perché continua a fare notizia a settimane dall’annuncio — bisogna ricordare chi è Ilona Staller nella sua complessità. Nata in Ungheria, naturalizzata italiana, ha costruito nel corso dei decenni una biografia che sfida qualsiasi tentativo di categorizzazione semplice. Il nome d’arte Cicciolina è diventato un marchio globale, riconoscibile in tutto il mondo, associato a una figura che ha saputo mescolare trasgressione, ironia e una certa dose di intelligenza strategica.

Ma Cicciolina non è solo un personaggio della cultura pop degli anni Ottanta e Novanta. È stata eletta al Parlamento italiano nelle file del Partito Radicale, ha portato in aula temi che nessun altro osava sfiorare, ha dimostrato che i confini tra spettacolo e politica sono molto più permeabili di quanto si voglia ammettere. La sua storia è, in un certo senso, la storia di un’Italia che non si è mai del tutto riconciliata con se stessa: un paese che ama lo scandalo ma non sa bene cosa farsene una volta che lo ha in mano.

Negli anni successivi, Staller ha mantenuto una presenza pubblica intermittente, tornando periodicamente all’attenzione dei media con dichiarazioni, apparizioni e iniziative che confermavano la sua capacità di non sparire mai del tutto dal radar. Ed è proprio questa resilienza — questa capacità di reinventarsi senza rinnegare nulla di ciò che è stata — che la rende oggi un soggetto fotografico di straordinaria potenza.

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Perché il binomio Cicciolina e Vivienne Westwood ha senso

La domanda che molti si sono posti, leggendo la notizia, è: perché proprio lei? La risposta, a guardarla bene, è semplice. Vivienne Westwood — la maison, la filosofia, il lascito culturale — ha sempre operato all’intersezione tra moda, politica e provocazione. La fondatrice, scomparsa nel dicembre 2022, ha costruito la sua carriera su una premessa precisa: i vestiti non sono mai neutrali, e chi li indossa fa sempre una scelta politica, che lo voglia o no. I corsetti rielaborati come armature, le gonne che citavano il punk britannico, le campagne ambientaliste portate in passerella: tutto, nel mondo Westwood, ha sempre avuto un significato che andava oltre l’estetica.

Scegliere Ilona Staller per la stagione autunno-inverno 2026-2027 significa scegliere una donna che incarna esattamente quella stessa filosofia: la convinzione che il corpo, l’immagine e la presenza pubblica siano strumenti politici, e che usarli con consapevolezza sia una forma di libertà. Il binomio Cicciolina Vivienne Westwood non è uno shock fine a se stesso — è una dichiarazione di coerenza, un omaggio a due tradizioni di pensiero che si incontrano per la prima volta in modo così esplicito.

E poi c’è il fattore Teller. Juergen Teller ha una capacità unica di trovare la verità nei volti e nei corpi che fotografa, di restituire la complessità di una persona in un’immagine che non cerca mai di abbellire o nascondere. Le sue fotografie di Cicciolina, stando a quanto riportato dalle fonti, hanno quella qualità rara: mostrano una donna che non ha paura di essere vista, che non ha bisogno di filtri o di distanza di sicurezza. È esattamente il tipo di immagine che Vivienne Westwood ha sempre cercato di produrre.

Il ritorno in politica e le elezioni 2027

Ma la campagna di moda è solo metà della storia. Perché Ilona Staller ha annunciato, in concomitanza con la sua apparizione come volto di Vivienne Westwood, l’intenzione di candidarsi alle elezioni del 2027. La notizia, riportata da Zazoom nell’agosto 2026, ha aggiunto un ulteriore strato di significato a un’operazione che già di per sé era densa di implicazioni.

Il tempismo, va detto, è impeccabile. Tornare alla ribalta con una campagna fotografica firmata da uno dei marchi più rispettati e discussi della moda internazionale, e annunciare contemporaneamente un ritorno in politica, è una mossa che dimostra una consapevolezza mediatica di prim’ordine. Cicciolina sa perfettamente come funziona il ciclo dell’attenzione: sa che per essere ascoltata bisogna prima essere vista, e che per essere vista bisogna fare qualcosa di inaspettato.

Immagine: Certo Xornal from Ribeira, Galicia, España (via Wikimedia Commons) (CC BY 2.0)

Le elezioni del 2027 rappresentano per lei un’occasione di reinvenzione politica oltre che personale. I dettagli specifici della sua piattaforma e della sua eventuale affiliazione partitica non sono ancora stati confermati in modo definitivo, ma l’intenzione di candidarsi è chiara e dichiarata. In un panorama politico italiano che si presenta sempre più frammentato e alla ricerca di figure capaci di catalizzare attenzione, la candidatura di Staller non può essere liquidata come una semplice trovata pubblicitaria.

La sua esperienza parlamentare — per quanto risalente a decenni fa — le conferisce una credenziale che molti aspiranti politici non hanno: quella di aver effettivamente seduto in un’aula legislativa, di aver votato leggi, di aver portato avanti battaglie su temi specifici. Non è una neofita che si affaccia alla politica in cerca di visibilità: è una persona che conosce il meccanismo dall’interno e ha scelto, a questo punto della sua vita, di rientrarci.

La moda come atto politico: una tradizione lunga e gloriosa

Per capire appieno il peso culturale di questa campagna, vale la pena allargare un momento lo sguardo e ricordare quanto spesso la moda — e in particolare Vivienne Westwood — abbia usato le sue campagne come dichiarazioni politiche esplicite. La fondatrice del marchio ha sempre rifiutato l’idea che la moda fosse un territorio neutro: ogni collezione era un atto di posizionamento, ogni scelta di casting era un messaggio.

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In questo senso, la decisione di Andreas Kronthaler di scegliere Ilona Staller come protagonista della campagna autunno-inverno 2026-2027 è perfettamente in linea con quella tradizione. Non si tratta di nostalgia, né di un tentativo di capitalizzare sulla notorietà di un personaggio del passato. Si tratta, piuttosto, di una scelta che guarda al presente e al futuro: una donna che, a dispetto di tutto e di tutti, continua a esistere nei propri termini, continua a occupare spazio pubblico, continua a fare scelte che sfidano le aspettative.

La moda ha sempre avuto questa capacità: quella di prendere figure che la cultura dominante ha cercato di marginalizzare o ridurre al silenzio, e restituire loro visibilità e dignità. Quando Vivienne Westwood sceglie Cicciolina, sta dicendo qualcosa di preciso sul tipo di femminilità che vuole celebrare: non quella addomesticata, non quella che chiede scusa per il proprio passato, ma quella che porta tutto ciò che è stata come un bagaglio prezioso, non come un peso da nascondere.

L’estate 2026 e il momento culturale giusto

C’è anche una questione di tempismo storico. L’estate del 2026 si inserisce in un momento in cui il dibattito pubblico italiano — e non solo italiano — è attraversato da tensioni profonde su temi come i diritti, la libertà di espressione, il ruolo delle donne nella vita pubblica. In questo contesto, la comparsa di Ilona Staller come volto di una campagna internazionale di alto profilo assume un significato che va oltre la moda e il gossip.

È un promemoria che le icone non scompaiono: si trasformano, si reinventano, trovano nuovi linguaggi per dire cose che continuano ad avere senso. Cicciolina nel 2026 non è una reliquia degli anni Ottanta: è una donna che ha attraversato decenni di storia italiana e internazionale, che ha sopravvissuto a ogni tentativo di ridurla a una caricatura, e che si presenta oggi — davanti all’obiettivo di Juergen Teller, con addosso i capi di Vivienne Westwood — con la stessa sfrontatezza di sempre, ma con qualcosa in più: la consapevolezza di chi sa esattamente cosa sta facendo e perché.

Per chi vuole approfondire la storia del marchio e la sua filosofia di impegno politico attraverso la moda, il sito ufficiale di Vivienne Westwood offre un archivio ricco di campagne e manifesti che testimoniano questa tradizione lunga e coerente.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Con la campagna autunno-inverno 2026-2027 di Vivienne Westwood ormai ufficialmente lanciata e le immagini di Juergen Teller che circolano sulle piattaforme di settore e sui social, l’attenzione su Ilona Staller è destinata a restare alta per tutto il resto dell’anno. E con le elezioni del 2027 all’orizzonte, ogni sua mossa sarà letta attraverso una doppia lente: quella della moda e quella della politica.

Il bello di questa storia è che le due dimensioni non si escludono — anzi, si alimentano a vicenda. La campagna dà a Staller una visibilità rinnovata su scala internazionale; l’annuncio della candidatura dà alla campagna un significato politico che la rende qualcosa di più di una semplice operazione commerciale. È una di quelle situazioni in cui tutti ci guadagnano: il marchio, la protagonista, il pubblico che ha qualcosa di interessante di cui parlare.

Cicciolina torna, insomma, e lo fa nel modo più cicciolinesco possibile: con stile, con ironia, con una mano tesa verso il futuro e l’altra ben salda su tutto ciò che è stata. Che sia pronta a stupirci ancora — in passerella come in Parlamento — è, a questo punto, l’unica certezza che abbiamo.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Redazione VelvetMAG

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