
Settembre a Venezia ha un sapore inconfondibile: aria salmastra, vaporetti che sfrecciano sul Canal Grande e un tappeto rosso lungo quanto le ambizioni di Hollywood. La 83ª Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia ha aperto i battenti il 2 settembre 2026, trasformando il Lido nella capitale mondiale del cinema e dello stile per undici giorni di proiezioni, premiazioni e — diciamolo — di sfilate involontarie davanti ai fotografi. Perché la mostra cinema venezia red carpet non è solo una passerella: è un rito collettivo, un momento in cui l’arte incontra la vanità nel modo più spettacolare possibile, e noi siamo qui per raccontarvelo con tutto il gusto che merita.
Dal 2 al 12 settembre: undici giorni in cui il Lido diventa il centro del mondo
La 83ª edizione si estende dal 2 al 12 settembre 2026, un calendario fitto di proiezioni, incontri con i registi, conferenze stampa e, naturalmente, serate di gala che fanno venire voglia di comprare un abito lungo anche solo per guardare le foto. Il festival è organizzato dalla Biennale di Venezia e rimane uno degli appuntamenti più prestigiosi del circuito cinematografico internazionale, capace di lanciare film verso gli Oscar con la stessa nonchalance con cui un gondoliere maneggia il remo.
Quest’anno la lineup è particolarmente ricca: dai biopic ai thriller psicologici, dai drama familiari ai film di genere firmati da autori con un pedigree solidissimo. Il pubblico accreditato, i giornalisti e i fortunati possessori di biglietto si mescolano ogni giorno sul lungomare del Lido, sperando di incrociare una star o almeno di fotografare la coda della sua limousine. E le star, quest’anno, non mancano di certo.
Maggie Gyllenhaal presidente di giuria: la regista che giudica i colleghi
Maggie Gyllenhaal siede sulla poltrona più scomoda del festival: quella della presidente di giuria. È lei che, insieme agli altri membri della commissione, dovrà decidere chi merita il Leone d’Oro, il Leone d’Argento e tutti gli altri riconoscimenti che fanno la gioia dei distributori e il tormento dei produttori. Gyllenhaal non è nuova al ruolo di protagonista a Venezia — la sua carriera di attrice prima e di regista poi l’ha portata spesso sotto i riflettori del festival — ma quest’anno è lei a tenere in mano le redini della competizione.
Curiosità non da poco: la stessa Gyllenhaal ha un film in circolazione proprio in questo periodo, il biopic su Marilyn Monroe intitolato Flesh Impact. Un titolo che già di per sé fa parlare, e che aggiunge un ulteriore strato di interesse alla sua presenza veneziana. Essere contemporaneamente giudice e autrice di un’opera discussa è una di quelle situazioni che solo il cinema sa creare, e Venezia le accoglie tutte con la sua consueta eleganza.
I Leoni d’oro alla carriera: Clooney e Burstyn, due leggende sul red carpet della mostra di Venezia
Se volete sapere chi ha fatto alzare in piedi la platea del Palazzo del Cinema con più calore, la risposta è doppia. Quest’anno la Mostra assegna il Leone d’Oro alla carriera a due giganti del cinema mondiale: George Clooney e Ellen Burstyn.
George Clooney è, inutile dirlo, una presenza che trasforma qualsiasi evento in un happening. L’attore e regista americano porta a Venezia decenni di cinema d’autore e blockbuster di qualità, una filmografia che spazia da O Brother, Where Art Thou? a Michael Clayton, passando per le avventure di Ocean’s Eleven. Il Leone d’Oro alla carriera è un riconoscimento che arriva al momento giusto, e che il Lido accoglie con la stessa gioia con cui accoglierebbe, diciamo, un tramonto sul Canal Grande — ovvero con assoluta magnificenza.
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Ma la vera storia da raccontare, quella che scalda il cuore ancora di più, è quella di Ellen Burstyn. L’attrice americana, 93 anni, riceve il Leone d’Oro alla carriera mentre è presente al festival per il film Place to Be del regista ungherese Kornél Mundruczó. Novantaré anni e ancora sul set, ancora sul red carpet, ancora a dimostrare che il talento non ha scadenza. Burstyn è una delle grandi dame di Hollywood, vincitrice di un Oscar per Alice Doesn’t Live Here Anymore e candidata più volte nel corso di una carriera che abbraccia oltre sei decenni. Vederla ricevere questo riconoscimento a Venezia è uno di quei momenti che ricordano perché il cinema è ancora, nonostante tutto, una forma d’arte capace di emozionare davvero.
I film più attesi in concorso e fuori concorso
Una Mostra del Cinema si giudica anche dalla qualità della sua selezione, e l’83ª edizione non delude. Tre titoli in particolare stanno già facendo parlare di sé ben prima che le luci della sala si spengano.
Il primo è Primetime, diretto da Lance Oppenheim e interpretato da Robert Pattinson. Oppenheim è un documentarista che si è fatto notare per il suo sguardo acuto sulla cultura americana contemporanea, e il salto verso la finzione con un attore del calibro di Pattinson è uno di quei movimenti che fanno drizzare le antenne ai cinefili. Pattinson, dal canto suo, ha dimostrato negli ultimi anni una capacità di scegliere progetti coraggiosi che pochi attori della sua generazione possono vantare.
Il secondo titolo da tenere d’occhio è Ink, firmato da Danny Boyle — il regista di Trainspotting e Slumdog Millionaire — con Guy Pearce e Jack O’Connell. Boyle è uno di quei registi che non fanno mai lo stesso film due volte, e la coppia di attori che ha scelto promette scintille. Guy Pearce porta la sua consueta intensità, mentre Jack O’Connell è uno degli attori britannici più interessanti della sua generazione. Un film da segnare sul taccuino.
Il terzo, e forse il più chiacchierato, è Bunker di Florian Zeller, con Penélope Cruz e Javier Bardem. Zeller è il regista e sceneggiatore che ha conquistato Hollywood con The Father, e ritrovare sul set Cruz e Bardem — coppia nella vita reale oltre che sullo schermo — è una di quelle notizie che fanno venire voglia di prenotare subito un biglietto. Il titolo, Bunker, suggerisce qualcosa di claustrofobico e intenso, esattamente il tipo di cinema che si abbina perfettamente all’atmosfera del Lido in settembre.

Il red carpet della mostra di Venezia: look, stile e arrivi memorabili
Parliamoci chiaro: per molti di noi, la mostra cinema venezia red carpet è tanto affascinante quanto i film stessi. E quest’anno il tappeto rosso ha già regalato immagini destinate a finire nelle antologie della moda.
L’apertura del 2 settembre ha visto sfilare un parterre di star che ha fatto impazzire i fotografi appostati lungo il percorso. Tra gli arrivi più commentati, quello di Laura Dern, che ha scelto di raggiungere il Lido via acqua — come si conviene a Venezia — indossando un abito Alaïa. L’immagine di Dern che scende dal motoscafo con quella silhouette impeccabile è già diventata una delle icone visive di questa edizione. C’è qualcosa di irresistibilmente cinematografico nell’arrivare a un festival del cinema su un’imbarcazione, e Dern lo ha capito benissimo.
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Sul fronte degli arrivi all’aeroporto — che a Venezia è già di per sé uno spettacolo — Kendall Jenner ha fatto parlare di sé presentandosi in Chanel. L’aeroporto Marco Polo come passerella: un classico veneziano che si ripete ogni anno, con le star che capiscono perfettamente che i fotografi sono ovunque e che anche il tragitto dall’aereo al vaporetto è, di fatto, un’occasione di stile.
Il red carpet della Mostra di Venezia ha una sua grammatica precisa, diversa da quella di Cannes o degli Oscar. C’è qualcosa di più intimo, quasi, nel modo in cui le star si muovono sul Lido: le distanze sono più brevi, i momenti di contatto con il pubblico più frequenti, e l’atmosfera generale è quella di una città che accoglie i suoi ospiti illustri con calore genuino, non con la distanza sterile di certi eventi americani. È forse per questo che molte star dichiarano di preferire Venezia a tutti gli altri festival: perché qui si respira ancora cinema, nel senso più puro del termine.
La Venezia dei party e degli eventi collaterali: dove si vive la magia fuori dalla sala
La Mostra non si esaurisce nelle proiezioni ufficiali. Attorno al programma principale fiorisce un ecosistema di eventi, party, cene private e presentazioni che trasformano il Lido in un villaggio temporaneo del jet set internazionale. Gli hotel storici — il Des Bains, l’Excelsior — diventano i quartieri generali delle case di produzione, delle riviste di moda e dei brand del lusso che approfittano della concentrazione di nomi famosi per organizzare serate memorabili.
È in questi contesti informali che si costruiscono le collaborazioni, si stringono i contratti, si alimentano le voci che poi circolano per mesi nel mondo del cinema e dello showbiz. Venezia in settembre è una macchina perfetta per la produzione di storie: alcune finiscono sullo schermo, altre sui giornali, altre ancora rimangono sussurrate tra un aperitivo e l’altro sul Canal Grande.
La presenza di nomi come George Clooney — che di party veneziani ne ha frequentati più di quanti riesca a ricordare — garantisce che l’atmosfera non sia mai troppo istituzionale. Clooney ha una capacità quasi soprannaturale di rendere qualsiasi evento più vivace, e la sua presenza a questa edizione è uno dei motivi per cui tutti, dai cinefili agli appassionati di gossip, stanno seguendo la Mostra con attenzione particolare.
Perché Venezia rimane insostituibile nel calendario del cinema mondiale
Nell’era dello streaming, quando i film possono raggiungere milioni di spettatori in tutto il mondo senza mai passare per una sala, ci si potrebbe chiedere se i grandi festival abbiano ancora senso. La risposta che Venezia dà ogni anno è semplice e inequivocabile: sì, eccome.
La mostra cinema venezia red carpet non è solo una vetrina promozionale. È un luogo in cui il cinema viene celebrato come arte collettiva, come esperienza condivisa, come dialogo tra chi crea e chi guarda. Il fatto che Ellen Burstyn, a 93 anni, sia qui a ricevere un riconoscimento mentre lavora ancora attivamente è la risposta più eloquente a chi sostiene che il cinema sia in crisi: il cinema è vivo, e Venezia lo dimostra ogni settembre con la stessa tenacia con cui la città stessa sfida l’acqua alta.
Dalla giuria guidata da Maggie Gyllenhaal ai film di Boyle, Zeller e Oppenheim, dai look di Laura Dern e Kendall Jenner ai Leoni d’oro che attendono Clooney e Burstyn, questa 83ª edizione ha già tutti gli ingredienti per diventare una delle più memorabili degli ultimi anni. Restate sintonizzati: fino al 12 settembre, il Lido ha ancora molto da raccontare, e noi saremo qui a farlo con voi, un red carpet alla volta. Potete trovare la guida ufficiale della Biennale di Venezia per tutti gli aggiornamenti sul programma completo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
