Categorie: Detto da loro

Emma Bonino scomparsa l’11 settembre 2026: l’ultimo ricordo nell’intervista a Novella 2000

Immagine: Wikimedia Commons (via Wikimedia Commons) (CC BY 2.0 IT)

L’Italia si è svegliata l’11 settembre 2026 con una notizia che ha lasciato un vuoto enorme nella politica e nella vita civile del Paese: Emma Bonino è morta, a 78 anni, a Roma, dove era stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito il 7 settembre scorso. La notizia è stata annunciata ufficialmente dal partito che lei stessa aveva fondato, +Europa, e ha attraversato in pochi minuti ogni canale di comunicazione, dai telegiornali ai social, perché Emma Bonino non era solo una politica: era un’icona, una voce, una forza della natura che aveva attraversato decenni di storia italiana con una coerenza rara e una determinazione ancora più rara. Che la si amasse o la si contestasse, era impossibile ignorarla — e oggi, con la sua scomparsa, quella voce manca già.

Una vita intera in prima linea: chi era Emma Bonino

Per capire il peso di questa perdita bisogna tornare indietro, molto indietro. Emma Bonino aveva costruito la sua carriera politica su battaglie che, ai tempi in cui le combatteva, sembravano impossibili o addirittura scandalose. Esponente storica del movimento radicale italiano, aveva lavorato fianco a fianco con Marco Pannella per oltre cinquant’anni — una collaborazione politica e umana che ha segnato profondamente la storia del riformismo italiano. Cinquant’anni di lotte, di digiuni, di battaglie referendarie, di campagne per i diritti civili, per la libertà individuale, per la laicità dello Stato. Una coppia politica, quella Pannella-Bonino, che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama italiano.

La sua carriera non si è fermata ai confini nazionali. Commissaria europea, poi Ministro degli Esteri, Bonino aveva portato la sua visione del mondo — laica, liberale, internazionalista — nelle sedi più importanti della politica continentale e globale. Era una di quelle figure capaci di parlare con i capi di Stato stranieri con la stessa franchezza con cui parlava ai giornalisti o ai militanti di piazza. Nessuna maschera, nessuna doppiezza: quello che pensava, lo diceva. E questo, nel mondo della politica, è ancora più raro di quanto sembri.

Il ricovero al Santo Spirito e la notizia della morte

Il 7 settembre 2026, Emma Bonino era stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito di Roma. Quattro giorni dopo, l’11 settembre, è arrivata la notizia che tutti temevano ma che in pochi volevano davvero credere possibile: Emma Bonino morta, a 78 anni, nella città in cui aveva vissuto e combattuto per tutta la vita. L’annuncio è stato dato da +Europa, il partito che lei aveva fondato e che portava nel nome stesso la sua visione del mondo: un’Europa più integrata, più coraggiosa, più capace di stare insieme di fronte alle sfide globali.

La notizia ha avuto un’eco immediata e potente. RaiPlay ha dedicato spazio alla copertura in diretta, con tributi e ricordi trasmessi nel corso della giornata. I social si sono riempiti di messaggi, immagini, citazioni. Politici di ogni schieramento — anche quelli che con Bonino avevano avuto battaglie durissime — hanno espresso cordoglio e rispetto. Perché Emma Bonino era una di quelle persone che, anche quando la si combatteva, si finiva per rispettare. La sua coerenza era disarmante. La sua lucidità, a volte scomoda.

Il tumore al polmone: una battaglia pubblica e coraggiosa

Tra il 2015 e il 2023, Emma Bonino aveva affrontato pubblicamente un tumore al polmone. Una battaglia che aveva scelto di non nascondere, di non minimizzare, di non relegare nella sfera privata. E questa scelta — che per molte persone pubbliche sarebbe stata impensabile — era in realtà perfettamente coerente con il suo modo di fare politica e di stare nel mondo. Bonino aveva sempre creduto che la trasparenza fosse un valore, che la vita reale — con le sue fragilità, le sue malattie, le sue difficoltà — non dovesse essere nascosta dietro un’immagine di perfezione costruita per il consenso.

Aveva parlato della malattia, delle cure, della paura e della speranza. E quella sua capacità di guardare in faccia la realtà senza sconti, anche quando la realtà era dura, aveva colpito moltissime persone, anche quelle che non la seguivano politicamente. In un’epoca in cui il racconto pubblico tende a filtrare tutto attraverso la gestione dell’immagine, Emma Bonino aveva scelto la strada più difficile: quella della verità.

👉 Leggi anche: Addio a Enoe Bonfanti, moglie di Vittorio Feltri: grave lutto per il giornalista

+Europa e l’eredità politica di una fondatrice

Nel 2018, Emma Bonino aveva fondato +Europa, un partito che nasceva da una convinzione profonda e da una lettura precisa del momento storico: l’Europa non era il problema, era la soluzione. In un clima politico sempre più dominato da sovranismi e nazionalismi, Bonino aveva scelto di andare controcorrente — come sempre, del resto — e di costruire un progetto politico esplicitamente europeista, liberale, aperto al mondo.

Il partito ha avuto alti e bassi, come accade a tutte le formazioni politiche che si collocano in uno spazio non maggioritario. Ma ha tenuto viva una voce che altrimenti sarebbe mancata nel dibattito pubblico italiano. E oggi, con la morte della sua fondatrice, +Europa si trova a fare i conti con un’assenza che va ben oltre la leadership: manca la persona che quel partito lo aveva immaginato, costruito, incarnato.

L’annuncio della scomparsa di Bonino è arrivato proprio attraverso i canali ufficiali del partito, un gesto che aveva qualcosa di simbolico: anche nell’ultimo atto, +Europa e la sua fondatrice erano insieme. Era difficile, in fondo, immaginare Emma Bonino separata dal progetto politico che aveva voluto con tanta forza.

Cinquant’anni con Marco Pannella: una storia nella storia

Parlare di Emma Bonino senza parlare di Marco Pannella è quasi impossibile. I due hanno condiviso oltre cinquant’anni di militanza politica, di battaglie, di sconfitte e di vittorie. Pannella, il grande leader radicale scomparso nel 2016, aveva visto in Bonino qualcosa di speciale fin dai primi anni: una determinazione fuori dal comune, una capacità di resistere alle pressioni, una visione che andava oltre il contingente.

Immagine: Wikimedia Commons (via Wikimedia Commons) (CC BY 2.0 IT)

Insieme avevano combattuto per il divorzio, per l’aborto, per i diritti civili, per la riduzione della pena di morte nel mondo, per i diritti dei detenuti, per la libertà di informazione. Un catalogo di battaglie che, guardato oggi, sembra quasi incredibile per la sua ampiezza e coerenza. Non tutte vinte, certo. Ma tutte combattute fino in fondo, con una tenacia che era diventata il marchio di fabbrica del movimento radicale italiano.

Con la morte di Bonino, si chiude definitivamente un capitolo — quello della grande stagione radicale italiana — che aveva già perso il suo protagonista principale dieci anni fa. Rimane l’eredità, enorme, e la domanda su chi saprà raccoglierla.

L’intervista a Novella 2000: una presenza pubblica fino alla fine

Il 30 giugno 2026, pochi mesi prima della sua morte, Emma Bonino aveva rilasciato un’intervista a Novella 2000. Il fatto stesso che una figura della sua statura politica scegliesse di parlare a una rivista di costume e attualità come Novella 2000 dice qualcosa di interessante sul suo approccio alla comunicazione pubblica: Bonino non aveva mai disdegnato i canali popolari, non aveva mai considerato certi spazi mediatici come “troppo leggeri” per la sua presenza.

Di quella conversazione, avvenuta appena due mesi e mezzo prima del suo ricovero al Santo Spirito, non sono stati resi pubblici i contenuti specifici. Non sappiamo cosa abbia detto, su quali temi si sia soffermata, quale tono abbia usato. Quello che sappiamo è che era lì, presente, disponibile al dialogo con un pubblico ampio e variegato. E che quella disponibilità era, in sé, una scelta politica e umana coerente con tutta la sua storia.

👉 Leggi anche: Bonnie Tyler addio: la leggenda di 'Total Eclipse of the Heart' ci lascia a 75 anni

Per chi la seguiva da anni, non era una sorpresa. Emma Bonino aveva sempre capito che la politica si fa anche fuori dalle sedi istituzionali, anche nei luoghi dove il dibattito è meno tecnico e più umano. Che si trattasse di un’intervista a una rivista di gossip o di un discorso al Parlamento europeo, lei portava la stessa sostanza, la stessa chiarezza, la stessa voglia di comunicare davvero.

Il cordoglio dell’Italia: da destra a sinistra, un rispetto trasversale

Quando si dice che una figura politica “ha attraversato le divisioni di partito”, spesso è un’iperbole. Nel caso di Emma Bonino, è semplicemente la verità. Nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato con governi di centrodestra e di centrosinistra, ha dialogato con interlocutori internazionali di ogni orientamento, ha mantenuto rapporti con mondi politici e culturali molto diversi tra loro.

E così, l’11 settembre 2026, il cordoglio per la sua morte è arrivato da ogni parte. Politici che con lei avevano avuto scontri durissimi si sono fermati a riconoscere la grandezza di una carriera e di una persona. Attivisti, giornalisti, intellettuali, cittadini comuni: tutti hanno sentito il bisogno di dire qualcosa, di fermarsi un momento di fronte a questa perdita.

Perché Emma Bonino era una di quelle figure che, anche quando si è in disaccordo con lei, si sa che il mondo è migliore con lei dentro. Più vivace, più onesto, più coraggioso. E oggi che non c’è più, quella mancanza si sente già, concreta e pesante, come solo le assenze vere sanno essere.

Una donna, un’epoca, un’Italia che cambia

C’è un’altra dimensione nella storia di Emma Bonino che vale la pena sottolineare, soprattutto oggi: quella di donna in politica in un’epoca in cui le donne in politica erano ancora una rarità, spesso guardate con diffidenza o trattate con condiscendenza. Bonino non ha mai accettato di essere ridotta al suo genere, né di essere celebrata solo in quanto “donna di successo”. Voleva essere giudicata per quello che faceva, per le idee che portava avanti, per i risultati che otteneva.

Eppure la sua presenza — determinata, competente, instancabile — ha aperto strade che altri hanno poi percorso. Ha dimostrato, in un’Italia che spesso faticava a crederci, che una donna poteva essere commissaria europea, ministro degli Esteri, leader di partito, voce riconosciuta a livello internazionale. Non come eccezione. Come normalità.

Quella normalità, oggi, è ancora un lavoro in corso. Ma è anche, in parte, merito suo.

L’Italia perde oggi una delle sue voci più originali e coraggiose. Emma Bonino se n’è andata l’11 settembre 2026, a 78 anni, a Roma, lasciando dietro di sé una carriera straordinaria, un partito, un’eredità politica e civile che il Paese dovrà ora decidere come onorare. Non con le parole di circostanza — quelle arriveranno e passeranno — ma con la scelta, concreta e difficile, di continuare a difendere le libertà per cui lei ha combattuto per tutta la vita. Sarebbe il miglior modo per ricordarla.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Redazione VelvetMAG

Per contattare il team scrivi a redazione@velvetmag.it Seguici su: Instagram Facebook Twitter Linkedin

Pubblicato da
Redazione VelvetMAG

Articoli Recenti

X Factor 2026: Paola Iezzi nel mirino dei Sad Twins, lei replica

Alla prima puntata di X Factor 2026 scoppia la polemica tra Paola Iezzi e i… Read More

45 minuti Fa

Bob Mackie, morto il genio dei costumi: da Diana Ross a RuPaul, l’eredità di un’icona

Bob Mackie, il leggendario costumista di Hollywood scomparso nel 2026, ha vestito Diana Ross, Cher… Read More

1 ora Fa

Anna Pettinelli lascia Amici per Tale e Quale Show: il passaggio e il colloquio con Maria De Filippi

Anna Pettinelli abbandona la cattedra di Amici dopo sette anni per diventare concorrente a Tale… Read More

1 ora Fa

Celine Dion torna in concerto a Parigi dopo 6 anni: il primo live dal 2020

Celine Dion è tornata a esibirsi dal vivo a Parigi il 12 settembre 2026 alla… Read More

1 ora Fa

The 50 Italia stagione 2, retroscena dalle registrazioni: «Clima teso, attese lunghissime»

Dietro le quinte di The 50 Italia stagione 2 emergono retroscena poco lusinghieri: clima teso,… Read More

1 giorno Fa

Sfera Ebbasta allo stadio con dieci ragazze: «Solo lavoro», scoppia la polemica

Sfera Ebbasta a San Siro durante Inter-Napoli con dieci ragazze in nero: scopri la verità… Read More

2 giorni Fa