Categorie: Detto da loro

Texas: giudice boccia la legge anti-drag e cita Dolly Parton e Miley Cyrus come testimoni di libertà

Immagine generata con AI

C’è una sentenza che sta facendo il giro del mondo — e non solo per quello che dice sul diritto costituzionale americano, ma per il modo in cui lo dice: citando Dolly Parton, Elvis Presley e Miley Cyrus come esempi viventi di ciò che una legge mal scritta potrebbe, in teoria, mettere fuorilegge. Il 25 agosto 2026, il giudice federale distrettuale David Hittner ha dichiarato incostituzionale il Texas Senate Bill 12, la cosiddetta legge anti-drag del Texas firmata dal governatore repubblicano Greg Abbott nel giugno del 2023, stabilendo che viola il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Una notizia che ha scosso la comunità LGBTQ+ americana, riacceso il dibattito sulla libertà di espressione e — diciamolo — strappato più di un sorriso a chiunque ami il buon senso condito di ironia giuridica.

Che cosa prevedeva la legge anti-drag del Texas

Per capire perché la sentenza fa tanto rumore, bisogna tornare a giugno del 2023, quando il governatore Greg Abbott appose la sua firma sul Texas Senate Bill 12. La legge mirava a vietare le cosiddette “sexually oriented performances” — ovvero le esibizioni a carattere sessualmente orientato — in presenza di minori, introducendo sanzioni penali per i performer e sanzioni civili per le attività commerciali che le ospitassero. In apparenza, un provvedimento pensato per tutelare i bambini. Nella pratica, una norma dalla formulazione talmente ampia da generare un problema giuridico enorme: chi decide cosa sia “sessualmente orientato”? E dove si traccia il confine tra arte, intrattenimento e oscenità?

La risposta, secondo i critici della legge — e poi secondo il giudice Hittner — era che quel confine la legge non lo tracciava affatto. La norma colpiva potenzialmente qualsiasi forma di spettacolo che potesse essere percepita come provocatoria, lasciando un margine di interpretazione talmente vasto da diventare uno strumento di censura indiscriminata. Non è un caso che la legge fosse stata impugnata quasi immediatamente dopo la sua entrata in vigore, e che questa del 25 agosto 2026 sia già la seconda volta che un giudice federale la boccia.

La sentenza Hittner: quando il diritto incontra il palcoscenico

Il giudice David Hittner non si è limitato a dichiarare la legge incostituzionale in termini tecnici e astratti. Ha scelto un approccio molto più concreto — e molto più efficace sul piano comunicativo — elencando esempi reali di artisti e situazioni che, sotto la vigenza del Texas Senate Bill 12, avrebbero potuto teoricamente incorrere in sanzioni. Secondo quanto riportato da Reason, il giudice ha osservato che la legge era così generica da potersi applicare a tutto: dalle cheerleader al karaoke, fino alle esibizioni di Dolly Parton, Elvis Presley e Miley Cyrus.

Pensateci un momento. Elvis Presley, il re del rock and roll, che negli anni Cinquanta fu censurato dalla televisione americana proprio perché il suo modo di ancheggiare era considerato troppo provocatorio per il pubblico. Dolly Parton, icona assoluta della musica country, con il suo stile inconfondibile, i suoi abiti vistosi, la sua presenza scenica traboccante di personalità. Miley Cyrus, che ha costruito parte della sua carriera su performance deliberatamente provocatorie e su una continua ridefinizione dei confini tra arte e scandalo. Tre artisti che hanno fatto della libertà espressiva la loro firma. Tre artisti che, secondo il ragionamento del giudice Hittner, una legge scritta male avrebbe potuto colpire senza distinzione.

👉 Leggi anche: Dolly Parton e Tim Curry: addio a due icone (25 agosto 2026)

Il punto non è che questi artisti facciano spettacoli drag — non è questo che il giudice stava dicendo. Il punto è che la vaghezza della norma era tale da non garantire confini chiari e certi, rendendo impossibile per chiunque sapere in anticipo se la propria esibizione fosse lecita o meno. E questo, nel sistema costituzionale americano, è una violazione gravissima del Primo Emendamento, che tutela la libertà di espressione anche — e soprattutto — nelle sue forme più scomode.

Il Primo Emendamento e la libertà di espressione artistica

La decisione del giudice Hittner si inserisce in una lunga tradizione giurisprudenziale americana che considera l’espressione artistica — anche quella provocatoria, anche quella che disturba — protetta dalla Costituzione. Il First Amendment non tutela solo il discorso politico o la stampa: tutela anche il teatro, la danza, la musica, il travestimento. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito in numerose occasioni che lo Stato non può vietare una forma di espressione semplicemente perché la trova offensiva o inappropriata.

Il problema con il Texas Senate Bill 12 era duplice. Da un lato, la norma non distingueva tra contesti: un locale per adulti e un parco pubblico venivano trattati allo stesso modo. Dall’altro, la definizione di “esibizione sessualmente orientata” era talmente elastica da poter essere applicata in modo selettivo, colpendo di fatto le comunità LGBTQ+ e le loro forme di espressione culturale — gli spettacoli drag, in primo luogo — senza però ammettere esplicitamente di farlo.

La sentenza di Hittner ha bloccato anche l’applicazione della legge da parte del procuratore generale del Texas, Ken Paxton, che non potrà farla rispettare finché la questione non sarà risolta definitivamente. Un ulteriore segnale che il provvedimento era considerato giuridicamente fragile fin dall’inizio.

Immagine generata con AI

Spettacoli drag, comunità LGBTQ+ e il significato culturale della sentenza

Al di là delle questioni strettamente legali, la vicenda del Texas Senate Bill 12 racconta qualcosa di più ampio sul clima politico e culturale degli Stati Uniti negli ultimi anni. Gli spettacoli drag — che hanno radici profonde nella cultura queer americana, con decenni di storia che affondano nei club di New York e San Francisco degli anni Sessanta e Settanta — sono diventati uno dei principali bersagli delle leggi conservative in molti stati del Sud e del Midwest americano.

👉 Leggi anche: Olivia Rodrigo, la battaglia della pop star contro l'amministrazione Trump e i diritti del corpo

Il Texas non è stato il solo: tra il 2022 e il 2024 sono stati presentati disegni di legge simili in decine di stati, con l’obiettivo dichiarato di “proteggere i minori” ma con l’effetto concreto di criminalizzare un’intera forma d’arte e di mettere sotto pressione le comunità LGBTQ+. Il fatto che questa sia la seconda volta che un giudice federale boccia la legge texana dice molto sulla solidità costituzionale di questi provvedimenti — o meglio, sulla loro fragilità.

Per la comunità LGBTQ+ del Texas e di tutta l’America, la sentenza Hittner rappresenta una vittoria importante. Non solo pratica — nel senso che la legge non potrà essere applicata — ma anche simbolica: un tribunale federale ha riconosciuto che le esibizioni drag rientrano nell’ambito della libertà di espressione protetta dalla Costituzione, e che lo Stato non può criminalizzarle attraverso norme vaghe e discriminatorie.

Dolly, Elvis, Miley: quando i miti diventano argomenti giuridici

C’è qualcosa di profondamente americano nel fatto che un giudice federale abbia scelto di citare Dolly Parton, Elvis Presley e Miley Cyrus per spiegare perché una legge è incostituzionale. Non è un vezzo stilistico: è una tecnica argomentativa precisa, che mira a rendere visibile l’assurdità di una norma attraverso esempi concreti e immediatamente comprensibili a chiunque.

Elvis che ancheggia sul palco negli anni Cinquanta era già scandaloso per i benpensanti dell’epoca — e anche allora c’era chi voleva censurarlo. Dolly Parton ha costruito una carriera intera su un’estetica volutamente over the top, giocando con le aspettative di genere e con l’idea stessa di femminilità spettacolare. Miley Cyrus ha trasformato la provocazione in arte, ridefinendo continuamente i confini di ciò che è accettabile sul palco. Tutti e tre, a loro modo, sono stati trasgressivi rispetto alle norme del loro tempo. Tutti e tre sono oggi considerati icone culturali.

Il giudice Hittner, citandoli, ha voluto dire una cosa semplice: una legge che avrebbe potuto colpire questi artisti non è una legge che tutela i bambini. È una legge che censura la cultura. E la Costituzione americana, ha ricordato, non lo permette.

Mentre il Texas valuterà se e come rispondere alla sentenza — e mentre Ken Paxton si trova nell’impossibilità di applicare una norma bocciata per la seconda volta da un giudice federale — il dibattito sulla libertà di espressione artistica negli Stati Uniti è più vivo che mai. Con Dolly, Elvis e Miley, involontariamente, nel ruolo di simboli di quella libertà.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Redazione VelvetMAG

Per contattare il team scrivi a redazione@velvetmag.it Seguici su: Instagram Facebook Twitter Linkedin

Pubblicato da
Redazione VelvetMAG

Articoli Recenti

Gwyneth Paltrow replica alle critiche sulla cena con Sam Altman

Gwyneth Paltrow risponde con ironia alle polemiche sulla cena con Sam Altman ad agosto 2026,… Read More

9 ore Fa

Vigevano: morto il 24enne salvadoregno aggredito per omofobia nel canale

Un ragazzo di 24 anni da El Salvador è stato trovato morto a Vigevano il… Read More

13 ore Fa

Uomini e Donne, stagione 2026: Giacomo nuovo tronista, coppia del Trono Over si lascia

Giacomo, ex tennista di 30 anni, è il nuovo tronista di Uomini e Donne nella… Read More

13 ore Fa

Giorgia Crivello e Stefano Laudoni: il nome stravagante della loro seconda figlia Arizona

Scopri i nomi particolari bambine come Arizona, la scelta di Giorgia Crivello per la figlia… Read More

13 ore Fa

Miley Cyrus torna con ‘Bass Persuades’: il comeback estivo senza il cognome

Miley torna con 'Bass Persuades', il decimo album uscito il 18 settembre 2026. La popstar… Read More

13 ore Fa

Alberto Ravagnani da prete a opinionista: ‘I ragazzi gay venivano da me con la stessa domanda’

Alberto Ravagnani, ex sacerdote milanese, racconta come affrontava tematiche delicate come omosessualità, celibato e castità… Read More

1 giorno Fa