C’è una data cerchiata in rosso sul calendario della cronaca rosa italiana: 20 gennaio 2027. È il giorno in cui Alessandro Basciano, DJ, influencer e volto noto del piccolo schermo, siederà davanti a un giudice per rispondere dell’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna Sophie Codegoni. La decisione di rinviarlo a giudizio è arrivata il 16 ottobre 2026, firmata dalla giudice per l’udienza preliminare di Milano Lorenza Pasquinelli, e ha chiuso — almeno sul piano procedurale — una fase lunga, tumultuosa e seguita con fiato sospeso da mezzo paese. Una storia che era nata sotto i riflettori di un reality e che ora finisce, suo malgrado, sotto quelli di un’aula di tribunale.
Per capire il peso di questa vicenda bisogna tornare indietro di qualche anno, quando Alessandro Basciano e Sophie Codegoni si sono conosciuti proprio all’interno della casa del Grande Fratello Vip. Quello che era nato come uno dei flirt più chiacchierati del reality — con tanto di fan in delirio, spedizioni di cuoricini sui social e soprannome di coppia già affibbiato — si è trasformato nel tempo in qualcosa di molto più complicato. I due hanno avuto una figlia insieme, il che rende l’intera vicenda ancora più delicata e, per certi versi, ancora più dolorosa da seguire dall’esterno.
La loro separazione non è passata inosservata: nell’universo del gossip italiano, ogni aggiornamento sulla coppia veniva accolto con l’attenzione riservata alle grandi saghe. Ma quando la situazione ha smesso di essere materia da pagine di intrattenimento per diventare materia da cronaca giudiziaria, il tono della conversazione pubblica è cambiato radicalmente. E a ragione.
Il punto di svolta più visibile era arrivato nel novembre 2025, quando Basciano era stato arrestato — per poi essere immediatamente rimesso in libertà. Un episodio che aveva fatto il giro delle redazioni in poche ore, lasciando tutti a chiedersi cosa stesse davvero succedendo dietro le quinte di quella che sembrava, almeno in superficie, la solita separazione burrascosa tra due personaggi pubblici.
Dopo l’arresto di novembre 2025, la vicenda giudiziaria aveva preso una piega ancora più concreta: Basciano era stato sottoposto a un provvedimento di allontanamento con braccialetto elettronico, una misura cautelare che non lascia spazio all’interpretazione e che, nella percezione pubblica, aveva cambiato definitivamente la natura della storia. Non più gossip, ma una questione con conseguenze legali tangibili.
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La misura era poi stata revocata nel marzo 2026, aprendo una nuova fase di attesa: cosa avrebbe deciso la magistratura? La risposta è arrivata il 16 ottobre 2026, quando la gup di Milano Lorenza Pasquinelli ha stabilito che ci sono elementi sufficienti per portare il caso davanti a un giudice. Il reato contestato è quello di atti persecutori, comunemente noto come stalking: un’accusa seria, disciplinata dall’articolo 612-bis del Codice Penale italiano, che punisce condotte reiterate capaci di generare nella vittima uno stato di ansia, paura o di costringerla a modificare le proprie abitudini di vita.
Il rinvio a giudizio non è una condanna — è bene ricordarlo con chiarezza — ma è la conclusione dell’udienza preliminare, la fase in cui il giudice valuta se l’accusa regge abbastanza da meritare un dibattimento. Il fatto che la gup Pasquinelli abbia detto sì significa che, secondo la sua valutazione, ci sono elementi che richiedono un approfondimento in sede processuale. La parola definitiva spetterà al tribunale, a partire dalla prima udienza fissata per il 20 gennaio 2027.
Per chi si fosse perso qualche puntata di questa storia — e sono in pochi, visto quanto è stata raccontata — vale la pena fare un breve ritratto dei protagonisti. Alessandro Basciano è un DJ e influencer con una presenza social significativa, diventato ancora più noto al grande pubblico grazie alla sua partecipazione al Grande Fratello Vip. Prima del reality, il suo nome circolava soprattutto negli ambienti della musica e della nightlife; dopo, è entrato stabilmente nell’orbita del gossip italiano.
Sophie Codegoni, dal canto suo, aveva già una storia televisiva alle spalle prima del GF Vip: ex tronista di Uomini e Donne, il programma di Maria De Filippi che da decenni è il vivaio ufficiale delle coppie del piccolo schermo italiano. Bella, seguita, con una fanbase affezionata: Sophie è uno di quei volti che il pubblico televisivo sente vicini, quasi di famiglia. Il che spiega anche perché la sua vicenda abbia toccato così tante persone, al di là del semplice interesse per il gossip.
I due si sono incontrati dentro la casa più spiata d’Italia, si sono innamorati — o qualcosa che assomigliava molto all’amore — davanti alle telecamere, e hanno costruito fuori dalla casa una relazione che ha incluso la nascita di una figlia. Poi, come spesso accade, la realtà si è rivelata più complicata di quanto sembrasse sotto i riflettori del reality.
Con il rinvio a giudizio ufficializzato, l’attenzione si sposta ora verso il 20 gennaio 2027, data della prima udienza dibattimentale. È importante capire cosa significa concretamente questa fase: il processo penale italiano prevede che le parti — accusa e difesa — portino le proprie prove e argomentazioni davanti al giudice, che poi deciderà. I tempi della giustizia italiana non sono mai brevi, e un processo per atti persecutori può richiedere diverse udienze prima di arrivare a una sentenza.
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Nel frattempo, entrambi i protagonisti continuano a vivere le proprie vite pubbliche, con tutto ciò che questo comporta in termini di esposizione mediatica. Essere al centro di una vicenda giudiziaria mentre si è anche un personaggio pubblico con profili social attivi e un pubblico che segue ogni mossa è una pressione che pochi riescono a gestire con serenità — e che, in qualche modo, tiene il caso costantemente sotto i riflettori.
Va ricordato, ancora una volta, che il rinvio a giudizio non equivale a una condanna. Alessandro Basciano è, a tutti gli effetti legali, innocente fino a prova contraria. Il processo servirà proprio a stabilire i fatti, e sarà compito del tribunale — non dell’opinione pubblica né dei social media — pronunciarsi sulla sua responsabilità o meno in merito all’accusa di atti persecutori.
C’è un aspetto di questa storia che va oltre i singoli protagonisti e che merita una riflessione più ampia: il modo in cui il mondo del reality e dell’intrattenimento costruisce coppie, le espone, le celebra e poi — quando le cose si complicano — continua a guardarle con la stessa logica dello spettacolo, anche quando la realtà è tutt’altro che spettacolo.
Basciano e Codegoni si sono conosciuti in un contesto in cui ogni emozione viene amplificata, ogni litigio è una scena, ogni riavvicinamento è un momento da mandare in onda. Uscire da quella bolla e costruire una relazione vera, con una figlia, con le complessità della vita quotidiana, è una sfida che molte coppie nate nei reality faticano ad affrontare. Non è una giustificazione per nessun comportamento, sia chiaro: ma è un contesto che aiuta a capire come certe dinamiche possano degenerare in modi che nessuno, probabilmente, aveva previsto o voluto.
Il caso ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema degli atti persecutori come reato concreto e grave, spesso sottovalutato o ridotto a “questioni di coppia” quando invece — come la legge italiana riconosce — si tratta di una violazione seria della libertà e della sicurezza personale. E il fatto che a esserne coinvolti siano due volti noti della televisione italiana ha, se non altro, contribuito a tenere alta l’attenzione su una tematica che merita di essere presa sul serio, sempre e comunque.
Appuntamento, dunque, al 20 gennaio 2027: quella data, per ora, è l’unica certezza in una storia che ha ancora molti capitoli da scrivere — e che, stavolta, li scriverà in un’aula di tribunale, lontano dalle luci del Grande Fratello Vip.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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