Scopri i 15 finalisti di Sanremo Giovani 2026 selezionati dalla commissione presieduta da Stefano De Martino. Tra loro ex concorrenti di Amici e X Factor.

È ufficiale: la corsa verso il palco dell’Ariston è ufficialmente cominciata, e stavolta il gioco si fa serio già dall’autunno. Sanremo Giovani 2026 ha il suo primo grande capitolo scritto: quindici artisti finalisti selezionati dopo una serie di audizioni dal vivo, una commissione musicale di tutto rispetto e un nome presidenziale che ha fatto alzare più di un sopracciglio — nel senso migliore possibile. Stefano De Martino al timone di una giuria per il festival più amato d’Italia? Benvenuti nel 2026, dove le sorprese non finiscono mai.
La commissione che ha deciso tutto: De Martino e i suoi “giudici”
Partiamo dall’inizio, ovvero da chi ha avuto il compito — non esattamente leggero — di ascoltare decine e decine di giovani artisti e dire sì o no al loro sogno sanremese. La commissione musicale di Sanremo Giovani 2026 è presieduta da Stefano De Martino, volto ormai istituzionale della televisione italiana, affiancato da una squadra che mette insieme competenze, gusti e personalità molto diverse tra loro.
Al suo fianco siedono Claudio Fasulo, dirigente Rai di lungo corso e figura di riferimento nell’organizzazione del festival; Fabio Volo, scrittore, conduttore e uomo di spettacolo capace di intercettare il gusto del pubblico generalista; Pino Perris, con la sua esperienza nel mondo della discografia e della produzione musicale; Ema Stokholma, dj, conduttrice e personaggio televisivo che porta in commissione un’antenna privilegiata sulle tendenze della musica contemporanea; e Noemi, cantautrice con un curriculum sanremese invidiabile, che sa benissimo cosa significa salire su quel palco con il cuore in gola.
A completare il quadro, Carlo Conti: il direttore artistico del festival per eccellenza, il cui nome è ormai sinonimo di Sanremo stesso. Avere Conti in commissione significa avere un filo diretto tra la selezione dei giovani e la visione complessiva del festival. Non è un dettaglio da poco: vuol dire che i quindici finalisti scelti rispondono a una logica precisa, non sono nomi pescati a caso.
Il lavoro di questa commissione si è svolto nella Sala A di via Asiago, a Roma, sede storica di Rai Radio, un luogo che trasuda musica italiana da ogni parete. Le audizioni dal vivo hanno permesso ai commissari di valutare gli artisti non solo sulla carta, ma nella loro dimensione più autentica: quella di chi canta davanti a una platea reale, con tutte le emozioni e le pressioni che ne conseguono.
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Chi sono i quindici: dai talent show al palco dell’Ariston
Tra i quindici finalisti di Sanremo Giovani 2026 spiccano nomi che il pubblico televisivo conosce già bene, perché li ha seguiti nei talent show più popolari degli ultimi anni. Non si tratta di un caso: i grandi format come Amici e X Factor continuano a essere autentiche fucine di talenti che poi cercano — e spesso trovano — la loro consacrazione proprio a Sanremo.
Albe, originario di Manerbio, in provincia di Brescia, è uno dei nomi più attesi della selezione. Il cantante, già noto al pubblico di Amici, si presenta ai nastri di partenza con il brano Vuoi o non vuoi: un titolo che suona quasi come una sfida lanciata direttamente alla commissione, e che evidentemente ha convinto. La sua presenza tra i finalisti conferma che il percorso nei talent non è un punto d’arrivo, ma può essere — se gestito bene — un trampolino verso qualcosa di più grande.
Nella lista dei quindici compaiono anche Petit, Plasma e Rob, tutti artisti con esperienze nei circuiti dei talent show, capaci di portare sul palco quella miscela di tecnica e istinto che si affina proprio sotto i riflettori televisivi. E poi ci sono Les Votives, una band che porta con sé l’esperienza di X Factor: la loro presenza è particolarmente interessante perché Sanremo Giovani accoglie raramente le formazioni di gruppo, e ogni volta che succede è una piccola notizia nella notizia.
Un altro nome che ha fatto discutere — in senso positivo — è quello di Selma, concorrente di Tale e Quale Show. Il programma di Carlo Conti dedicato alle imitazioni di cantanti famosi non è il percorso più battuto per arrivare a Sanremo Giovani, eppure Selma ha convinto la commissione con la propria proposta artistica. È la dimostrazione che la giuria ha saputo guardare oltre le etichette e valutare il potenziale reale di ogni artista.
Sanremo Giovani 2026: il meccanismo della selezione e cosa succede adesso
Vale la pena fermarsi un momento a spiegare come funziona questo meccanismo, perché non sempre è chiarissimo anche per chi segue il festival da anni. Sanremo Giovani è la sezione della competizione riservata agli artisti emergenti, quella che storicamente ha lanciato alcune delle carriere più importanti della musica italiana contemporanea. Essere selezionati come finalisti non significa automaticamente salire sul palco dell’Ariston durante la settimana del festival, ma è il primo passo concreto verso quella possibilità.
I quindici finalisti annunciati in questo ottobre 2026 si contenderanno ora i posti disponibili per accedere alla fase successiva della competizione. La selezione avvenuta nella Sala A di via Asiago rappresenta già un filtro durissimo: significa che questi quindici artisti, tra tutti quelli che si sono presentati alle audizioni, hanno dimostrato qualcosa di speciale davanti a una commissione che di musica ne capisce parecchio.
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Il fatto che la presidenza sia affidata a Stefano De Martino aggiunge un elemento di interesse mediatico non indifferente. De Martino è un personaggio che sa stare sui social, che ha un pubblico trasversale per età e gusti, e che porta con sé una visibilità capace di amplificare l’attenzione su tutto ciò che tocca. Per i quindici finalisti, essere stati scelti anche da lui è già di per sé una piccola vetrina.
Il peso dei talent show nel percorso verso Sanremo
La presenza massiccia di ex concorrenti di Amici e X Factor tra i finalisti di Sanremo Giovani 2026 apre una riflessione più ampia sul rapporto tra i talent show televisivi e il festival. Negli ultimi anni questo rapporto si è fatto sempre più stretto: i talent formano artisti che imparano a gestire la pressione, a costruire un’identità scenica, a confrontarsi con il giudizio pubblico settimana dopo settimana. Sono, in un certo senso, già allenati per Sanremo.
Non è una novità assoluta, ma la concentrazione di nomi provenienti da quei circuiti in questa edizione è particolarmente evidente. Albe, Petit, Plasma, Rob e Les Votives rappresentano percorsi diversi — chi ha partecipato a Amici, chi a X Factor — ma tutti condividono una cosa: sanno già cosa vuol dire essere giudicati in diretta, davanti a milioni di persone. Quella consapevolezza, sul palco dell’Ariston, può fare una differenza enorme.
D’altra parte, la presenza di Selma, proveniente da Tale e Quale Show, dimostra che la commissione non ha ragionato per compartimenti stagni. Il merito artistico, evidentemente, ha avuto la meglio su qualsiasi preconcetto legato al format di provenienza. Ed è forse questo il segnale più interessante che arriva da questa prima selezione: una giuria che ha scelto di guardare avanti, verso ciò che ogni artista può diventare, piuttosto che indietro, verso dove è già stato.
Per saperne di più sulla storia e sul regolamento di Sanremo Giovani, il punto di riferimento ufficiale rimane sempre il sito ufficiale Rai dedicato al Festival di Sanremo.
Adesso non resta che aspettare le prossime fasi della competizione, con quindici giovani artisti che hanno già vinto la loro prima battaglia: quella di farsi ascoltare davvero, in una stanza piena di persone che di musica vivono. Il sogno dell’Ariston è ancora lontano, ma il cammino è cominciato — e con una commissione del genere, nessuno si annoierà lungo la strada.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
