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Il nuovo giallo sull’omicidio di Roberta Ragusa: alla ricerca del quaderno scomparso

Nuova ipotesi riguardante l’omicidio di Roberta Ragusa, la donna scomparsa da Gello la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2014. Sembra che sia scomparso misteriosamente un quaderno ritenuto il memoriale dell’omicidio.

Si torna a parlare dell’omicidio di Roberta Ragusa, la donna scomparsa da Gello la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2014. Della sua morte e della distruzione del cadavere è stato accusato e condannato a 20 anni in primo grado il marito Antonio Logli. Rimane ancora avvolto nel mistero il movente attorno al quale sono state fatte congetture ed ipotesi, così come lo scenario in cui è avvenuto il delitto di Roberta Ragusa. Il noto giornalista del Corriere della Sera, Fabrizio Peronaci, continua ad occuparsi del caso nella speranza di fare luce su quanto avvenuto quella tragica sera.

Nel suo gruppo Facebook Giornalismo Investigativo l’uomo ha raccolto molte informazioni da parte di fonti che potrebbero conoscere qualcosa in più su Roberta Ragusa e sulla sua tragica fine. Si tratta di ipotesi che potrebbero dare spunti di riflessione per comprendere al meglio ciò che stava passando e accadendo alla vittima. Recentemente, Peronaci, nel suo gruppo Facebook, ha parlato di un quaderno a quadretti contenente appunti sulle ultime ore di vita di Roberta Ragusa ma che sembra misteriosamente scomparso nel nulla.

Il nuovo post dedicato al caso di Gello e scritto dal giornalista del Corriere della Sera tratta di un viaggio che la donna avrebbe fatto insieme al marito Antonio Logli, nel tentativo di riconciliarsi. Stando quanto riportato da Fabrizio Peronaci, le amiche riferirono che quel viaggio non ebbe gli esiti sperati in quanto non allontanò Antonio Logli dall’amante Sara Calzolaio, con la quale tradiva Roberta Ragusa da anni. In questo contesto, stando quanto scritto da Peronaci, sarebbe sparito un quaderno contenente alcune coincidenze sospette. “Si tratta di un quaderno formato grande – scrive Fabrizio Peronaci nel suo gruppo Giornalismo Investigativo – , A4, a quadretti, con una copertina recante un disegno astratto. Quasi la metà dei fogli conteneva appunti scritti a penna, a tratti vergati di fretta, in modo convulso. Che fine ha fatto questa specie di memoriale dell’omicidio, scritto molto tempo prima che i giudici arrivassero alla condanna? Non è che al suo interno, magari per effetto di una pura casualità, furono depositate verità scomode, poi fatte sparire?”, queste le ipotesi e le perplessità del giornalista del Corriere della Sera. Un giallo che si arricchisce di nuovi elementi che non fanno mai pienamente luce sul mistero di Roberta Ragusa.

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Photo Credits Facebook

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