Renato Zero può essere considerato come uno dei più grandi cantautori e poeti del mondo della musica italiana. Il suo è stato un percorso lungo e travagliato e forse dal successo straordinario proprio per questa ragione.
L’istrione dallo pseudonimo di Renato Zero ha avuto un grandissimo successo grazie al suo essere stravagante e ai suoi eccentrici travestimenti. Renato ha pubblicato 43 album e ha riscritto più di 500 canzoni. Negli anni Sessanta, quando il movimento della Beat Generation lasciava il posto all’impegno politico, Renato Zero non aveva ancora un’identità. Sarà solo nei primi anni Settanta, con l’uso di paillettes e make up, che il poeta raggiungerà il grande successo. (Continua dopo la foto)
I zerofolli sono diventati sorcini, ma lui rimane sempre lo stesso grande cantante di sempre, anche se nella metà degli anni Ottanta ha abbandonato i vestiti stravaganti per tornare nei panni sobri delle persone ordinarie. Nel corso del tempo, ovviamente, i segni sul viso e sul corpo si fanno vedere, ma gli occhi dei visionari restano sempre sognanti e sorridenti. E anche per Renato Zero, nonostante i cambiamenti, vale la stessa cosa.
Le apparizioni di Renato Zero presso i talk di Mara Venier non sono ormai cosa rara, visto il grande rapporto umano che lega i due personaggi. Nel corso di una recente ospitata presso Domenica In, il cantante ha deciso di aprirsi ulteriormente in merito ad alcuni episodi della sua vita. La grande vicinanza con la conduttrice ha spinto l’artista romano a tornare su diverse situazioni personali, con un tono tra il divertito e il nostalgico. Ha fatto sicuramente parlare di sé l’osservazione che il musicista ha riservato al padre, in particolare in relazione alla sua passione per il travestimento. “La mia voglia di travestirmi parte da mio padre“, ha ricordato Renato Zero. “Lui faceva il poliziotto. A quei tempi, da ragazzino, odiavo la polizia, perché mi sottraeva mio padre. Per questo ho deciso di vendicarmi indossando le paillettes“.
Il resto dell’intervista a Renato Zero condotta da Mara Venier si è concentrata su altri episodi della lunghissima carriera del cantante. Dal rapporto con l’ex marito di lei Jerry Calà, alla relazione con la compagna storica e con l’istituzione della famiglia (per cui Zero ribadisce il rifiuto del matrimonio). In queste settimane, il cantante è impegnato nella lunga celebrazione dei suoi primi cinquant’anni di carriera: un percorso di festa, iniziato ormai da un anno e destinato a proseguire fino al 2020. In questo periodo, Renato Zero ha pubblicato la trilogia di dischi Alt, Zerovskij, e il conclusivo Zero Il Folle, attualmente in produzione. Il nuovo album, come confermato, sarà dato alle stampe il prossimo autunno. Seguirà il colossale Tour a cavallo del prossimo anno, che vedrà Renato Zero impegnato sui palchi di mezza Italia.
Momenti di puro terrore, quelli vissuti dai fan di Renato Zero nelle ultime ore. In seguito a non precisate apparizioni ed indiscrezioni, era infatti presa a montare dal nulla l’ipotesi concreta di una grave malattia per il cantante. Inafferrabili e incontrollate, in capo a pochi giorni hanno iniziato a rincorrersi le voci di un presunto malore grave, accompagnato da previsioni più o meno catastrofiche. Addirittura, c’era chi aveva messo in giro l’ipotesi di una leucemia fulminante. Inevitabile lo sfogo personale di Renato Zero, che ha reagito attraverso un comunicato affidato a Repubblica. Uno sfogo duro e francamente comprensibile.
“Ma che devo fare, volete vedere il certificato medico?” la polemica osservazione di Renato Zero rilasciata al quotidiano. “Volete che giri con le analisi del sangue in mano?Ringraziando Dio sto bene. Ma se prosegue questa campagna denigratoria finirò per stare male sul serio. Basta, sono stufo“. Una presa di posizione risoluta nei confronti di quella forma di gossip, spesso lanciata dai fan stessi, che è solita attribuire a personaggi noti malattie terminali. “Pensare di avere una malattia è peggio che averla“, ha spiegato in proposito Renato Zero, riferendosi alla difficoltà del farsi prendere sul serio in merito. “Non sai come difenderti da un malore immaginario. Non voglio dover andare al tg e spiegare a tutti che non sono infettivo. Davvero, sto pensando che se proseguirà questa persecuzione mi toccherà andare al telegiornale per poter dire finalmente la verità“.
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