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Taylor Swift torna a parlare di sessismo: “Sono stata vittima di slut shame”

Taylor Swift torna a fa parlare di sé per uno sfogo contro il patriarcato e il sessismo nel mondo musicale, ma non deve stupire; non è la prima volta infatti che la giovane cantante si schiera contro le differenze di genere. Quando le chiesero perchè ancora non si era sposata, rispose che una domanda del genere difficilmente sarebbe stata posta ad un maschio. Stessa cosa riguardo alla critica che le rivolsero per il suo scrivere solo canzoni sui propri ex. Perché, Ed Sheeran e Bruno Mars non fanno lo stesso?, replicò lei.

Ancora, sul fatto che le donne non debbano invecchiare o sulla percezione secondo la quale le cantanti donne non scrivano le loro canzoni; perché mettere in discussione l’attitudine lavorativa, artistica e autoriale solo ed esclusivamente su cantanti donne, se non per sessismo?

Il simbolo più eloquente e significativo della battaglia etica di Taylor Swift è la denuncia contro il dj radiofonico David Mueller, che fu accusato di averla molestata durante un Meet&Greet (le avrebbe, infatti, toccato il sedere): la cantante in tribunale chiese il risarcimento di un solo dollaro, gesto simbolico per ottenere consapevolezza sulla tematica della violenza sessuale. Il dj la denunciò per diffamazione, dando inizio ad una battaglia legale, ma il Time l’aveva onorata con il titolo di Silence Breakers come una delle persone più influenti dell’anno.

Questo il suo ultimo sfogo a Apple Music sulla differenziazione in cui le donne sono viste, trattate e controllate:

Quando avevo 23 anni, le persone mi riducevano, facevano slideshow sulla mia vita sentimentale e ci mettevano dentro persone che erano state sedute una volta vicino a me a una festa. È un modo di prendere una donna che sta facendo il suo lavoro e ha successo nelle cose che fa, e di minimizzare tutte queste sue capacità prendendo qualcosa che ognuno fa nei propri periodi bui. La cosa è semplicemente slut-shame. Non voglio che succeda più e non penso che la gente capisca quanto è facile infierire su un’artista femminile o in generale su una donna nella nostra industria. Come se fosse sbagliato volere amore, volere soldi, volere successo. Alle donne non è permesso volere quelle cose, mentre agli uomini sì. Non lasciare che niente ti fermi dal fare arte. Continua a fare le tue cose. Non ti impigliare in questa cosa così che ti fermi dal creare arte o, se ne hai bisogno, fai arte parlando di questo. Ma non ti fermare mai.

 

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