La tradizione dell’albero di Natale: perché si usano le palline?

C’è aria di festa ovunque, il Natale sta arrivando e porta con sé una promessa di gioia e serenità. Per questo – ma anche per altro – è una festa amata da molti e anzi forse la preferita di tanti. Cosa c’è di più bello di riunirsi con una cioccolata calda in mano ed un bel camino fumante, mentre si guarda un folto albero decorato? Quasi nulla, direte. Ma sapete quale tradizione si nasconde dietro alla decorazione dell’albero di Natale? Leggete questo articolo per scoprirlo. 

La storia dell’albero di Natale

L’albero di Natale è uno dei simboli natalizi più amati, forse l’unico universalmente condiviso. Tuttavia quasi nessuno conosce la storia e l’origine della tradizione dietro all’usanza alquanto strana di decorare un albero a Dicembre. 

Fin dai tempi antichi, addirittura nelle civiltà precristiane italiche e nei popoli egizi, vi era l’usanza di raccogliere rami di agrifoglio e abete bianco con i quali addobbare casi e templi. In epoca romana questa tradizione venne associata a quella del culto del solstizio d’inverno: i templi venivano rivestiti con rami di agrifoglio per simboleggiare la rinascita del sole. 

In epoca medievale rimase nel popolo questa tradizione di matrice pagana, ma si iniziano ad addobbare con rami non solo le Chiese, ma anche le case. Il Cristianesimo impose delle modifiche per rendere accettabile questo rito pagano e pertanto vennero aggiunte succose mese rosse appesa ai rami. Le mele infatti, oltre ad essere frutto di stagione e quindi simboleggiare l’abbondanza, avevano anche lo scopo di essere il frutto del peccato e quindi ricordare il paradiso terrestre, l’Eden. 

L’inventore delle palline di Natale

Le mele era un ottimo strumento di decorazione, o almeno lo erano finché la terra ne offriva in abbondanza. Non fu così nell’inverno francese del 1858. Un clima troppo rigido aveva portato ad una produzione molto scarsa di mele e per questo non ce ne sarebbero mai state abbastanza per addobbare un albero di Natale, almeno non uno per ogni casa e famiglia.

A preoccuparsi della cosa e a fornire una soluzione fu un artigiano di Goetzenbruck, piccolo borgo francese, che eccelleva nella zona per la produzione di vetro. L’uomo infatti sapeva che prima di diventare un prodotto finito, il vetro viene testato e tagliato in piccole palline che poi vengono soffiate. 

L’idea riscosse molta fortuna e subito iniziò a circolare anche fuori dai confini della Francia. La produzione delle piccole palline di vetro restò in voga per moltissimo tempo e alla fine andò a sostituire l’uso delle mele. 

Solo negli anni 60 le più economiche palline di plastica presero il posto di quelle di vetro. Così si formò il celebre albero che noi oggi abbiamo nelle nostre case. 

 

Redazione VelvetMAG

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