Mogol, il Paroliere d’Italia e oggi Presidente della SIAE, si è espresso anche quest’anno sulla sua idea di musica in occasione del Festival di Sanremo:
Non è che è una moda il testo: ognuno scrive quello che pensa sia adatto alla musica. Io scrivo sulla base del senso della musica per ogni singola frase e poi la riallaccio alle mie esperienze di vita.
Mogol ha vinto quattro festival e venduto 523 milioni di dischi nel mondo. Su questo 70esimo Festival di Sanremo, Mogol commenta il rap, genere musicale che scala le classifiche, domina la top 10 ed è una fetta importante del palco dell’Ariston:
Il rap è un genere musicale scritto dai giovani di solito e indirizzato a loro. Si basa sulla ritmica e sulle parole, di solito la linea melodica è scarna, ma c’è del buono e del cattivo in tutti. Il rock poi, secondo me, non è meno di attualità del rap o della trap.
Riguardo invece i giovani cantanti, le Nuove Proposte e i mostri sacri come Al Bano e Romina, Mogol non fa discriminazioni. Al centro di Sanremo ci sono, o almeno dovrebbero esserci, sempre e soltanto le canzoni. E ovviamente, dal punto di vista dell’Autore per eccellenza, i testi:
Ciò che conta è che un testo susciti emozioni. Non mi piace quando si fanno delle discriminazioni sulle età anagrafiche. Non parliamo di Sanremo giovane o meno giovane, ciò che conta è che ci siano belle canzoni.
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