Il suo nome è Manuele Labate, ma se siete cresciuti davanti alla tv negli anni Duemila lo conoscete benissimo come Alberto Foschi, il ragazzo bello e un po’ ribelle di Un Medico in Famiglia. Sì, proprio lui: quello per cui metà delle teenager italiane aveva perso la testa. Oggi il nome di Manuele Labate torna a circolare con insistenza — sui social, nelle ricerche Google, nelle conversazioni nostalgiche tra trentenni — e la domanda è sempre la stessa: che fine ha fatto? Spoiler: la sua storia è molto più interessante di quanto si possa immaginare, e vale assolutamente la pena di (ri)scoprirla. Attore, pittore, street artist e papà: benvenuti nella vita sorprendente di uno dei volti più amati della tv italiana. Preparate il caffè, perché c’è parecchio da raccontare.
Manuele Labate è un attore romano nato nel 1983, diventato famoso grazie alla celebre serie Rai Un Medico in Famiglia — andata in onda dal 1998 al 2016 — dove interpretava Alberto Foschi, nipote di Lele Martini (Giulio Scarpati), primo figlio di Nilde Martini (Anita Zagaria) e Carlo Foschi (Luigi Montini). Pur non essendo il protagonista assoluto del telefilm, Alberto era forse il personaggio più amato dalle teenager: il classico bello e ribelle, quello che ti fa perdere la testa. E non a caso, nella serie, era Reby (la migliore amica di Maria, interpretata da Carlotta Aggravi) a prendersi una bella sbandata per lui. Difficile darle torto, onestamente. Ma Manuele Labate è molto di più di un ex teen idol: è un artista a tutto tondo che ha saputo reinventarsi con stile, senza fare rumore e senza rimpianti ostentati.
Manuele Labate è romano doc, classe 1983. Ha 43 anni nel 2026 — portati, bisogna dirlo, con una certa grazia. Cresce nella Capitale e si avvicina alla recitazione da giovanissimo, trovando quasi subito la sua grande occasione con Un Medico in Famiglia. Ma fin da allora coltiva in parallelo una passione viscerale per l’arte figurativa — un dettaglio che, col senno di poi, spiega moltissimo della sua traiettoria successiva. Insomma, il bello della tv con l’anima dell’artista: combinazione non proprio banale.
Manuele Labate non è rimasto fermo ad Alberto Foschi. Dopo il successo della serie Rai, l’attore ha recitato in altre produzioni televisive italiane: Il bello delle donne, L’ultimo rigore, Provaci ancora prof, Il sangue e la rosa e Sfida al cielo. Un curriculum rispettabile, insomma, anche se il grande pubblico continuava — e continua — ad associarlo soprattutto al volto di Alberto Foschi. Il mondo dello spettacolo, si sa, ha la memoria selettiva: ti ricorda per il ruolo che ti ha reso famoso e fatica a vederti in una veste diversa. Una trappola dorata in cui sono caduti in tanti, ma che Manuele Labate ha saputo aggirare con una mossa a sorpresa.
Ma che fine ha fatto Manuele Labate dopo i set televisivi? Mentre noi lo cercavamo sul piccolo schermo, lui stava colorando i muri di Roma. Già, perché in parallelo alla recitazione coltivava una passione potentissima: la street art. In un’intervista rilasciata al settimanale Spy ha spiegato con entusiasmo: «Esistono degli spazi comuni che vengono dati in cessione agli artisti di strada per ‘salvarli’ dal degrado dello smog o delle intemperie. È un modo per togliere il grigio dalla città». Mica male come colpo di scena per un ex teen idol della tv italiana. Da Alberto Foschi a writer urbano: il salto è notevole, ma guardando la sua traiettoria, tutto torna.
Certo, Manuele Labate avrebbe voluto continuare a recitare — e chi non lo vorrebbe, con quella faccia? Ma il punto di svolta vero è arrivato con la nascita di sua figlia Aurora. «Da quando è nata mia figlia Aurora è cambiata la mia testa e il lavoro ne ha risentito di riflesso. Ho un pochettino penalizzato il tempo dedicato alla recitazione. E allora la crisi, e il cinismo del mondo dello spettacolo che ti dimentica in fretta, così, alla fine sono diminuite le ore di set e sono aumentate le ore di pittura, fino ad averla fatta diventare una professione… chiamiamola parallela», ha raccontato con una sincerità disarmante. Una scelta coraggiosa, raccontata senza filtri e senza rimpianti ostentati. La storia di Manuele Labate continua a colpire per la sua coerenza — e per quella rara capacità di reinventarsi senza fare rumore.
Oggi Manuele Labate è a tutti gli effetti un artista visivo: la pittura, nata come valvola di sfogo nei momenti di pausa dal set, è diventata la sua professione principale. Un percorso che molti ex volti televisivi avrebbero vissuto come una sconfitta, ma che lui ha trasformato in una seconda — e solidissima — identità creativa. La street art di Manuele Labate non è un hobby da weekend: è una visione, un modo di restituire bellezza agli spazi urbani dimenticati. Perché, in fondo, che si tratti di recitare davanti a una telecamera o di dipingere un muro di periferia, l’obiettivo è sempre lo stesso: lasciare un segno. E Manuele Labate, a modo suo, ci riesce ancora benissimo.
Sul fronte privato, Manuele Labate ha sempre mantenuto un profilo riservato — niente gossip urlato, niente reality, niente teatrini social. La figlia Aurora è chiaramente il centro della sua vita e la bussola che ha orientato le sue scelte professionali. Un equilibrio trovato lontano dai riflettori, che in qualche modo lo rende ancora più simpatico. Perché sì, si può essere stati il ragazzo più desiderato della tv italiana e poi scegliere, serenamente, di dipingere muri invece di inseguire il cachet. Chapeau, Manuele Labate. Chapeau.
Parliamoci chiaro: Alberto Foschi è uno di quei personaggi che non si dimenticano facilmente. Non perché fosse il protagonista assoluto di Un Medico in Famiglia, ma perché Manuele Labate ci aveva messo dentro qualcosa di genuino — quella leggerezza ribelle che funziona sempre, a qualsiasi età. Il pubblico che oggi ha trent’anni abbondanti si ricorda benissimo di lui, e non è un caso che basti un vecchio episodio ripostato su TikTok o Instagram per far schizzare il suo nome nelle ricerche. La nostalgia è un motore potente, ma nel caso di Manuele Labate c’è anche qualcosa di più: la curiosità per quello che è diventato dopo. E la risposta, come abbiamo visto, è tutt’altro che deludente.
La nostalgia per Un Medico in Famiglia non tramonta mai del tutto — basta che qualcuno riporti in auge un vecchio episodio sui social e il nome di Manuele Labate schizza di nuovo nelle ricerche. Ma c’è di più: la sua storia di attore che ha saputo reinventarsi come artista visivo senza fare rumore, senza reality e senza polemiche, è diventata una specie di modello alternativo. In un’epoca in cui tutti urlano per farsi notare, lui ha scelto il silenzio creativo. E funziona. Nel 2026, con le piattaforme di streaming che continuano a rimettere in circolo le serie cult degli anni Duemila, Manuele Labate e il suo Alberto Foschi tornano a fare capolino nelle timeline di chi all’epoca era incollato al televisore ogni domenica sera. Ecco perché cercare Manuele Labate non è solo nostalgia — è curiosità genuina per un percorso umano che ha qualcosa da raccontare. Chi era, cosa fa oggi, dove è finito: domande legittime a cui, finalmente, c’è una risposta bella da dare.
| Nome completo | Manuele Labate |
|---|---|
| Data di nascita | 1983 |
| Età | 43 anni (2026) |
| Città di nascita | Roma |
| Ruolo più celebre | Alberto Foschi in Un Medico in Famiglia |
| Altre serie tv | Il bello delle donne, L’ultimo rigore, Provaci ancora prof, Il sangue e la rosa, Sfida al cielo |
| Professione attuale | Pittore e street artist |
| Figlia | Aurora |
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
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