Chicche di Velvet

Avete mai visto lo yatch di Silvia Toffanin e Pier Silvio Berlusconi? 43 metri di lusso [FOTO]

Silvia Toffanin e Pier Silvio Berlusconi non hanno mai nascosto la loro passione per il mare e appena possono, la coppia si concede del relax nel loro yatch super lussuoso di ben 43 metri.

Avete mai visto lo yatch di Silvia Toffanin e Pier Silvio Berlusconi? 43 metri di lusso [FOTO]

Quando non sono impegnati con i loro rispettivi lavori, Pier Silvio Berlusconi e Silvia Toffanin amano concedersi nel sano relax, possibilmente sul loro lussuosissimo yatch. 43 metri di imbarcazione quella scelta da Pier Silvio che è andata a sostituire ‘Il Suegno’, coinvolta nella mareggiata di Rapallo.

Dotato di ogni confort, lo yatch ha una suite armatoriale a prua del ponte di coperta, 2 camere matrimoniali, 2 cabine doppie, alloggi per comandante e personale e, per finire, è dotato di una jacuzzi sul punto sole.

L’amore per il mare ha portato la famiglia a trasferirsi a Portofino e a commentare la scelta del trasferimento, era stato proprio Pier Silvio Berlusconi, che a Tv Sorrisi e Canzoni aveva dichiarato:

“Quando è nato Lorenzo, io e Silvia non abbiamo pensato subito a questa ipotesi. Abbiamo iniziato a dire: ‘Restiamo qui per un altro weekend’. Poi un altro e un altro ancora. E alla fine ci siamo trasferiti. Ed è stata una scelta che rifarei mille volte. Lorenzo va a scuola qui, alla scuola pubblica. Io sono a Milano dal lunedì al venerdì, poi il sabato e la domenica mi dedico completamente e con gioia ai miei bambini”.

Silvia Toffanin: “Non mi faceva uscire…”

Insieme da più di 20 anni, Silvia Toffanin ha dichiarato in un’intervista che il suo compagno ha dovuto superare il test della sua famiglia, in particolare del papà, che la conduttrice ha definito ‘gelosissimo

“I primi amori? Direi nessuno, con mio padre geloso. In paese, si usava che i ragazzi, le comitive di amici citofonassero per dire “Scendi”, senza esserci messi d’accordo prima. Rispondeva mio padre e ogni volta: “Silvia non c’è”. Non mi faceva uscire. Ogni tanto mi permetteva di andare in discoteca, a condizione che mi accompagnasse lui. Mi aspettava chiuso in macchina nel parcheggio”.

 

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