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Scoperta a Stonehenge, riti e magia dalla notte dei tempi

Stonehenge, dove archeologia e magia si fondono, attirando visitatori da tutto il mondo, continua a riservare sorprese. Vicino al celebre sito del neolitico, in Inghilterra, è stato scoperto un ampio anello con enormi scavi. Molto probabilmente pozzi rituali, risalente a 4500 anni fa.

L’annuncio nel solstizio d’estate

Secondo gli archeologi era usato per scopi religiosi in quella vasta zona del sud-ovest dell’Inghilterra dedicata ai culti preistorici. L’annuncio è arrivato in concomitanza col solstizio d’estate (21 giugno). Che ancor oggi viene celebrato, sotto forma di evento New Age, ma che proprio quest’anno è stato cancellato. Naturalmente a causa della pandemia di coronavirus e delle misure di lockdown.

I pozzi dei druidi

Adesso un pool di università britanniche: St Andrews, Birmingham, Warwick, Glasgow e la Trinity Saint David del Galles, ha fatto una scoperta sensazionale. Le ricerche con le più moderne tecnologie, impensabili fino a qualche anno fa, hanno permesso di individuare i resti di un’area circolare di circa 2 chilometri. Formata da 20 scavi di 10 metri di diametro e 5 metri di profondità – denominati “Durrington Shafts” (Pozzi di Durrington) – che circondano l’antico insediamento di Durrington Walls, a tre chilometri da Stonehenge.

“Società antica molto evoluta”

Potrebbe quindi trattarsi di un’antica area sacra collegata al sito centrale, in cui ogni giorno si affollano i visitatori in lunghe code. E sarebbe la struttura più grande del periodo preistorico scoperta nel Regno Unito e realizzata dagli stessi uomini che avevano eretto i monumenti in pietra di Stonehenge. Secondo il professor Richard Bates, dell’università di St Andrews, “dalle ricerche emerge una società neolitica molto più complessa di come avevamo immaginato”. E ha aggiunto parlando alla Bbc: “Pratiche molto sofisticate dimostrano che quella gente era in connessione con gli eventi naturali molto più di quanto oggi noi possiamo solo immaginare”.

Una scoperta eccezionale

Un altro grande tassello si aggiunge quindi al mosaico dell’età della pietra che da decenni si tenta di ricostruire a Stonehenge. “È una scoperta eccezionale”, ha detto Nick Snashal, archeologo del National Trust, ente che custodisce il patrimonio storico e culturale britannico. “Come luogo in cui i costruttori di Stonehenge vivevano e banchettavano, Durrington Walls è fondamentale. Serve a comprendere la storia più ampia di tutto il sito. E questa scoperta ci dà modo di apprendere nuovi aspetti delle vite e delle credenze religiose dei nostri antenati del neolitico”.

Banchetti sontuosi

Le ultime ricerche sul sito avevano fatto emergere un mondo fatto di sontuosi banchetti, ricchi di cibi ricercati, come lo era a quel tempo la carne di suino. L’anno scorso era stato pubblicato in proposito un importante studio sulla rivista Science Advances riguardante le analisi compiute dagli scienziati sui resti di 131 maiali rinvenuti nei territori intorno al complesso megalitico. I risultati hanno permesso di ricostruire i movimenti delle comunità di esseri umani in Gran Bretagna nel Tardo Neolitico.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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