Si rifà il seno e rischia di morire: quello che le succede è assurdo

Annapaola Xodo si è rifatta il seno per sentirsi più bella ed ha rischiato di morire. Quell’intervento di chirurgia estetica avrebbe dovuto regalarle qualche taglia in più e la sicurezza necessaria per affrontare la sua vita. La giovane, infatti, si sentiva sempre sotto pressione. In primis dalla sua carriera di modella, che le imponeva sempre di alzare un po’ di più l’asticella. Poi c’era il suo fidanzato, che lei definisce “un amore che mi ha catapultata negli abissi e non sono più riuscita a risalire”. Insomma, certamente il ragazzo non riusciva a darle l’appoggio necessario per trovare equilibrio e stabilità. Quella di Annapaola resta una storia a lieto fine ma la giovane, oggi trentenne, ha voluto raccontarla per lanciare un messaggio importante: bisogna amarsi per come si è. “Ero così giovane, ero così ingenua, ero così bella, ero così insicura. Maledetta insicurezza… mi ha fregata e mi ha fatto passare 8 anni di incubo e ora ancora non è finita la fatica, la guarigione totale è lunga”, ha scritto su Facebook.

La malattia delle protesi mammarie

Tutto è cominciato quando a 22 anni ha deciso di rifarsi il seno. La ragazza era originaria di Padova ma studiava e lavorava a Milano. “Avevo il mondo in mano”, riconosce. Eppure all’epoca non le sembrava fosse così. Non si bastava, voleva essere ‘di più’. Così, si è avvicinata alla chirurgia ed è iniziato un calvario durato 8 anni. La malattia che l’ha colpita si chiama Breast implant illness, ovvero la “malattia delle protesi mammarie. I primi sintomi sono stati gambe gonfie e bollenti ma poi la situazione è peggiorata di colpo: sono seguiti il gonfiore alla bocca, alla mandibola, alla lingua, le intolleranze alimentari, un dimagrimento drastico e diversi shock anafilattici. “Dal 2011 a giugno 2018 ho avuto quasi 70 ingressi in pronto soccorso e due ricoveri. Un calvario che non auguro a nessuno. I medici qui in Italia non capivano cosa avessi. Perché avevo esami perfetti, ero solo anemica, un fattore comune nelle donne che hanno questa malattia oscura”, ha raccontato Annapaola.

Le conseguenze della chirurgia al seno

In poche parole le protesi di silicone avevano intossicato il corpo della giovane. Anche Crystal Harris Hefner, moglie del fondatore di Playboy, ne ha sofferto. Annapaola ha deciso di farsi immediatamente rimuovere le protesi ma qualcosa non è andato per il verso giusto: durante l’intervento non sono state asportate le capsule. “Questo ha contribuito a intossicarmi ulteriormente e a peggiorare i miei sintomi, ma nessuno qui in Italia voleva operarmi per togliermi le capsule, anzi venivo presa per pazza”, ha raccontato. Dopo 3 mesi a letto in cui anche gli odori potevano provocarle uno shock anafilattico, la giovane ha contattato su Instagram la sopracitata Crystal Harris Hefner. Lei ha saputo indicarle la via giusta che, testuali parole, ‘le ha ridato la vita’: recarsi dalla dottoressa Feng, in Ohio. Il viaggio ha avuto buon esito e Annapaola ha ricevuto le giuste cure.

La testimonianza di Annapaola

L’esperienza ha lasciato strascichi importanti sia a livello fisico che a livello psicologico. “Voglio dire alle ragazze che devono amarsi per quello che sono e non farsi vincere dall’insicurezza”, ha detto la diretta interessata dopo aver sopportato 8 anni di sofferenze. Ancora più eloquenti gli scatti condivisi sul suo profilo Instagram: alle pose da vamp e agli shooting di moda si alternano immagini di ferite ed ematomi. In alcune foto la ragazza è persino nel letto dell’ospedale. “Sto bene, ho ricominciato a uscire, a mangiare, a fare yoga. Certo ho dei momenti in cui mi sento più stanca e prendo tre bloccanti dell’istamina al giorno, ma ho ripreso finalmente a vivere. Il mio è stato un vero e proprio avvelenamento e ora che sto smaltendo la tossicità il mio obiettivo è informare le donne su questa malattia sconosciuta in Italia e lanciare il messaggio di amarsi per come si è. Siamo una macchina perfetta, non va toccata“, ha concluso.

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