Per quanto sembri strano gli sciami di robot stanno diventando una categoria della vita. Con la quale impareremo presto a familiarizzare. Si tratta dei protagonisti di una branca della robotica, dedicata allo studio e alla produzione di macchine in grado di replicare i comportamenti intelligenti di sciami animali. Al fine, naturalmente, di applicarli ai più vasti campi scientifici. La novità è che d’ora in poi gli scienziati potranno programmare gli sciami di robot per farli diventare veri e propri “artisti”. Lo si afferma in uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Robotics and AI dal gruppo dell’Istituto statunitense di tecnologia della Georgia (Georgia Tech) coordinato da María Santos.
I ricercatori hanno compiuto esperimenti su gruppi di dodici piccoli robot con cinque diverse impostazioni dei colori per dipingere. I robot si muovono sulla tela, lasciando scie colorate al loro passaggio. Il risultato è la produzione di variopinte tele con immagini astratte, con una distribuzione piuttosto bilanciata delle differenti colorazioni. Secondo gli autori dello studio, questi sciami di robot potrebbero rappresentare dei validi assistenti degli artisti in carne e ossa. In sostanza, pittori e coreografi potrebbero programmarli perché stendano sulle loro tele, in punti specifici, le miscele di colori da loro desiderate. “L’intersezione tra robotica e arte – ha dichiarato María Santos – è diventata un’area di studio attiva. In essa artisti e ricercatori combinano creatività e pensiero sistematico, per esplorare nuove forme d’arte”.
Quella dell’arte applicata alla robotica, o forse sarebbe meglio dire viceversa, non è certo l’unica “sezione” di operatività degli sciami di robot. Lo dimostra il caso di Pisa. In particolare il progetto di ricerca Mambo portato avanti all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, dalla dottoressa Veronica Iacovacci. Come riporta Ilaria Giannini su intoscana.it, la ricercatrice pisana ha vinto la borsa di studio triennale Marie Sklodowska-Curie assegnata dalla Commissione Europea. Con questo studio d’avanguardia si è aggiudicata anche un finanziamento europeo. Il progetto Mambo, avviato lo scorso settembre, ha come obiettivo di sviluppare microrobot magnetici destinati, nelle intenzioni degli scienziati, a muoversi in forma di sciami dentro il corpo umano. Passeranno all’interno dei vasi sanguigni. La loro funzione sarà quella di rilasciare agenti terapeutici in modo controllato e sicuro a fini medici. Le loro applicazioni sono molteplici. Potrebbero avere ricadute importanti anche nel trattamento delle malattie più aggressive come i tumori al fegato.
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