Kamala Harris è la prima donna vicepresidente degli Usa. Lei che è figlia di una biologa e di un professore di Stanford ha provato sulla sua pelle afroasiatica la vera discriminazione vivendo negli anni della segregazione raziale. E il suo vissuto – fatto di esperienze a volta strazianti – lo introduce nel suo discorso da vicepresidente come d’altronde più volte lo ha raccontato nei suoi dibattiti. Kamala è l’emblema di tutto quello che oggi è multietnico, di carattere. La donna che non lascia spazio a provocazioni, mezze parole o insinuazioni. In molti ricorderanno quando Obama – oggi uno dei suoi più attivi sostenitori – dovette scusarsi per l’averla definita nel corso di un convegno del 2013 “la più bella procuratrice d’America”, intesa anche dal web come una battuta sessista.
Ma ritornando alla sua elezione è inevitabile non essere curiosi della sua vita privata. Kamala Harris è sposata con Douglas Emhoff. Avvocato di origini ebree, ha trascorso i primi anni della sua vita a Brooklyn assieme al fratello Andy e alla sorella Jamie. La vicepresidente è la seconda moglie di Emhoff che è padre di due ragazzi di nome Cole ed Ella. Ma, ad arricchire con curiosi retroscena la vita privata della Harris è proprio il marito, conosciuto nientedimeno che durante un appuntamento al buio.
Douglas Emhoff
L’uomo che vive accanto alla donna più influente del momento ha 56 anni e prima di diventare un noto avvocato ha fatto diversi lavoretti per pagarsi l’università, tra cui il commesso in un fast food. Dopo aver lavorato presso gli uffici di Washington e della California, Douglas ha avuto una carriera brillante come avvocato ricca di successi. Oggi, per amore di Kalama, sua moglie, avrebbe messo da parte il suo stesso lavoro per sostenere moralmente Kamala in uno dei periodi professionali più importanti della sua vita al fianco di Joe Biden. Un gesto che non è passato inosservato neanche ai media e che scalda i cuori dei sostenitori.
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