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Raffaella Carrà, la profezia su Roberto Mancini: “Coronerai il sogno in maglia azzurra”

Le parole profetiche della Signora della televisione italiana, pronunciate nel 1996, hanno colpito tutti

L’11 giugno ha avuto inizio Euro 2020 ed è stata l’Italia a battere il primissimo calcio di inizio della competizione, contro la Turchia. Poi la Nazionale è andata avanti, ha superato indenne il girone e ha avuto accesso ai quarti. Nel frattempo, mentre gli italiani speravano nel miracolo e gli Azzurri galoppavano verso la vittoria è arrivata una notizia: Raffaella Carrà se ne era andata. L’azzurro si è improvvisamente tramutato in nero e il 5 luglio è diventato un giorno di tristezza. Quando Roberto Mancini ha appreso la notizia, le ha dedicato un pensiero commosso. Nessuno se lo aspettava, men che meno la Nazionale, di cui Raffaella era molto tifosa. Il destino ha voluto che, il giorno successivo alla notizia, l’Italia si scontrasse in campo con la Spagna in semifinale e, nonostante gli inglesi non fossero legati a lei quanto gli italiani, durante il riscaldamento, la voce di Raffaella ha riecheggiato in tutto lo stadio di Wembley. Gli Azzurri hanno vinto e Mancini ha celebrato così, con il cuore per metà contento e per metà affranto: “Ma che musica maestro!“. Poi, due giorni dopo le esequie – tenutesi lo scorso 9 luglio -, l’Italia ha giocato e vinto la finale dell’Europeo contro L’Inghilterra e ha portato a casa la Coppa. Indovinate chi aveva previsto questo trionfo? Sì, proprio lei.

Raffaella Carrà la profezia su Mancini diventata realtà

Spero di rivederti con un’altra maglia, quella Azzurra, perché Maldini e Mancini fa anche rima. Quella sarà la maglia che coronerà la sua grande e straordinaria carriera” ha detto con convinzione Raffaella Carrà riferendosi a un giovanissimo Roberto Mancini, all’epoca giocatore, ospite a Carramba che sorpresa, durante l’edizione del 1996. La puntata è andata in replica ieri sera, 13 luglio, e i telespettatori, quando hanno ascoltato quella frase, non hanno potuto fare a meno di pensare che si trattasse di un segno. Che in qualche modo questa vittoria Raffaella l’abbia vista e abbia sentito di esserne un po’ responsabile. Ci piace pensare che sia così.